La Pieve di Viano, un vero gioiello chiuso dal 2013 dopo il terremoto

Nei prossimi mesi è prevista la riapertura della canonica per le celebrazioni; fino ad oggi, infatti, anche i funerali sono stati celebrati nel vicino Oratorio di Viano, rimasto illeso dal sisma. Conserva opere d’arte importanti.

Risalente almeno al XII secolo, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per il “piovero” fivizzanese tra le Apuane e la valle del Lucido. Gli imponenti lavori di restauro del 1995 non hanno risolto i problemi di stabilità. La scossa di cinque anni fa ha danneggiato gravemente la facciata e gli interni: servono 600.000 euro per il recupero dell’edificio.

11Pieve_VianoLa millenaria Pieve di Viano, intitolata a san Martino vescovo, ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la zona detta il “piovero”, fin dai tempi più remoti. Grande testimonianza della fede e della devozione popolare, dopo il terremoto del 21 giugno 2013 l’edificio e l’adiacente canonica sono risultati fortemente danneggiati, quindi dichiarati inagibili e chiusi ad ogni utilizzo.
La locale comunità dei fedeli ha trovato “rifugio” in strutture “di fortuna” per la celebrazione dell’Eucarestia domenicale, come la vecchia scuola del borgo di Viano, dove i fedeli si radunano per la S. Messa.
A riguardo del terremoto, la Pieve risalente al XII secolo, ha avuto un destino particolare. Risulta infatti l’unico edificio ad essere gravemente lesionato, a differenza del paese di Viano rimasto praticamente intatto, tale da comprometterne l’agibilità. Colpa forse della particolare zona geologica sulla quale la Pieve è costruita, una specie di promontorio, come una terrazza protesa verso la Valle del Lucido e le vicine Apuane.
Su questo elemento concorda anche don Guido Ceci, il sacerdote che da tanti anni è parroco tra la gente di questa vallata e che segue con attenzione, passo dopo passo, le vicissitudini che hanno interessato la Pieve. Racconta don Guido, che con un imponente restauro disposto dalla Sovrintendenza nel 1995, si decise di rifare il tetto con una struttura in acciaio e di dotare la chiesa di un cordolo antisismico (ironia della sorte) in cemento armato, posto alla base dell’edificio.
Questi due elementi architettonici hanno comportato un effetto “schiaccianoci” sulla facciata, che è come “scoppiata” frantumandosi, subendo la lesione più grave causata dal terremoto. Altri danni inoltre sono risultati all’interno della navata, dove si sono staccati gli altari laterali, oltre all’aggravamento di alcune lesioni preesistenti.

Una storia millenaria

La Pieve di Viano è tra le più antiche del territorio: il primo documento nel quale è citata risale al 1140 e compare subito dopo in numerose bolle pontificie, ma le sue origini sono probabilmente precedenti. L’area infatti era abitata dai Longobardi fin dall’VIII secolo ma si ipotizza anche che da qui passasse il tracciato della via Clodia da Lucca a Luni. Nel medioevo il controllo di questo territorio passa dai Vescovi conti di Luni a numerose famiglie locali tra le quali i Bianchi di Erberia, i Viano e, infine, i Malaspina. Ancora oggi sorge isolata, al centro di quello che un tempo era il “Comune di Pieve” e del quale oggi resta traccia nel nome “Piovère” punto di riferimento per numerose comunità, fulcro della viabilità storica della Lunigiana orientale da e per le Apuane e i passi appenninici. Intitolata a San Martino, vescovo di Tours, con il suo patrimonio di opere d’arte testimonia un passato di straordinaria importanza. Aveva giurisdizione su un territorio che andava dalla cima delle Apuane fino alla sponda sinistra del Lucido e dell’Aulella comprendente le cappelle di San Terenzo, Marciaso, Tenerano, Colla, Cecina, Cortila, Viano e Gorasco. (Si veda: G. Franchi, M. Lallai, “Da Luni a Massa Carrara – Pontremoli, il divenire di una Diocesi fra Toscana e Liguria dal IV al XXI secolo”, Modena – Massa 2000)

Nel complesso il preventivo per il restauro della Pieve si aggira intorno ai 600mila euro e a breve dovrebbe essere approvato il progetto definitivo per procedere con la ristrutturazione e i lavori di recupero. Notizie migliori ci sono invece per la casa canonica. Nella prossima primavera, o al massimo in estate, dovrebbe infatti essere recuperata, così da permettere di ospitare il sacerdote e consentire la celebrazione delle funzioni religiose principali. Fino ad oggi, infatti, anche i funerali sono stati celebrati presso il vicino Oratorio di Viano, rimasto illeso dal sisma.
Una comunità quindi fortemente privata di un simbolo prezioso che testimonia la presenza delle comunità cristiane in Lunigiana da molti secoli. Per il valore storico-artistico che riveste, la Pieve di Viano è stata inserita anche tra i beni tutelati dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), raggiungendo nel 2014 il 17° posto delle firme raccolte a livello nazionale, nella classifica dei “luoghi del cuore”. Ringraziando don Guido per la disponibilità, ci auguriamo possano essere reperite le risorse necessarie per riaprire al culto la Pieve e riconsegnarla al più presto alle comunità.

(Davide Finelli)

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