La Pieve di Viano, una testimonianza dell’arte in aree oggi minori

Come un museo diffuso. È urgente restituire l’edificio al culto e alla fruizione pubblica

11Pieve_Viano_palaQuanto si arriva di fronte al muro di cinta che divide la Pieve di Viano dal territorio circostante non si può rimanere indifferenti di fronte al fascino di un edificio ben inserito nell’ambiente circostante e alla bellezza della pala marmorea che ne orna la facciata.
La chiesa conserva altre interessanti opere d’arte che, assieme agli altri edifici di culto del territorio fivizzanese, costituiscono una sorta di museo diffuso, testimonianza di un passato importante, nel quale la committenza locale poteva chiedere a bravi artisti e abili artigiani della vicina Carrara opere di tutto rispetto.
Quella posta sulla facciata della Pieve è una grande ancona in marmo bianco che si fa risalire agli ultimi decenni del XV secolo; nella nicchia al centro della composizione è raffigurata la Madonna col Bambino, entrambi rivolti verso lo spettatore; ai loro lati due santi: quello a sinistra è probabilmente San Martino, nelle vesti di vescovo di Tours, al quale è intitolata la chiesa nella quale, tra l’altro, è attestata nel XVI secolo la presenza di un altare a lui dedicato. A destra è invece raffigurato San Giovanni Battista nella consueta iconografia che lo descrive vestito delle pelli e con un manto che lo ricopre parzialmente.
Completano l’opera d’arte una lunetta superiore che raffigura l’Annunciazione e, al centro, l’Eterno Padre, mentre in basso è una predella con la teoria dei dodici apostoli delineati a mezzo busto. L’ancona marmorea in origine doveva essere destinata all’altare maggiore e venne ricollocata all’esterno, sulla facciata, in occasione di una delle numerose trasformazioni alle quali è stato sottoposto l’edificio nel corso della sua storia millenaria.
Fra le altre opere d’arte che la chiesa conservava, va ricordata anche una bella statua della Madonna col Bambino di Andrea Guardi, sempre in marmo bianco di Carrara che da qualche tempo si può ammirare a Fivizzano nel Museo di San Giovanni.
(Per approfondimenti si può consultare il volume: Caterina Rapetti, “Storie di Marmo”, Electa 1998)

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