Riflettendo su Gesualdo Nosengo la festa del tesseramento delle sezioni UCIIM e AIMC

Si è svolta il 16 febbraio nei locali della parrocchia di S. Colombano a Pontremoli

Gesualdo Nosegno (1906 - 1968)
Gesualdo Nosegno (1906 – 1968)

Le associazioni UCIIM ed AIMC si sono ritrovate lo scorso 16 febbraio a Pontremoli, nelle stanze del catechismo della parrocchia di San Colombano, per la Festa del Tesseramento. Un’occasione per celebrare insieme l’essere docente nello spirito della tradizione di associazioni di ispirazione cattolica che trovano le loro radici nel dopoguerra e nei principi della Costituzione, ma guardano al presente e al futuro dell’educazione e della formazione con ricchezza di proposte ed attività.
Le diverse iniziative, soprattutto di formazione e aggiornamento, sono state illustrate dalle presidenti di sezione UCIIM di Pontremoli, Raffaella Marioni, e di Aulla, Adriana Pietrini, di sezione AIMC di Pontremoli, Roberta Antolini, e dalla consigliera nazionale UCIIM Patrizia Zito.
Tema dell’incontro la figura del fondatore dell’UCIIM, Gesualdo Nosengo, nel cinquantesimo della morte, attraverso una riflessione sulla ‘Preghiera dell’Educatore’, da lui scritta nel 1949, condotta dal consulente spirituale dell’UCIIM di Pontremoli, don Pietro Pratolongo.
Nosengo è stato una figura che ha offerto il suo contributo alla società, alla scuola e alla Chiesa con le sue capacità intellettuali, pedagogiche e morali e con l’impegno civile, etico e religioso, nel delicato passaggio storico dal disastro post bellico alla ricostruzione di un paese democratico, basato sulla Costituzione. Pochi giorni dopo la liberazione di Roma da parte degli Alleati, nel giugno del 1944, Nosengo fonda l’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi): un modo per dare fiducia alla scuola e all’educazione investendo sugli insegnanti, veicolo del rinnovamento, invitati a conciliare lo spirito cristiano con i principi morali e sociali della neonata Repubblica.
Negli anni sessanta si dedica alla grande riforma della Scuola Media unica, di cui fu un grande sostenitore. Attraverso la lettura e l’analisi della ’Preghiera dell’Educatore a Gesù Maestro’, don Pietro ha saputo far riscoprire ai partecipanti l’essenza laica e cristiana dell’educatore Nosengo, il suo messaggio e la via da seguire come docenti cattolici che non perdono l’aderenza con l’attualità.
La preghiera, che si sviluppa intorno alle quattro parole fondamentali del cattolicesimo, ma anche della Costituzione – verità, giustizia, amore, pace – è un dialogo profondo con Dio con la consapevolezza della responsabilità e della difficoltà dell’educatore, che ha il ‘compito sublime’ di guidare i giovani, entrando in relazione con loro, in un rapporto di fiducia. Al termine della Santa Messa, i numerosi partecipanti si sono ritrovati per un momento conviviale. (r.m.)

Condividi

Scrivi un commento