Pontremoli: i fuochisti di San Nicolò più forti anche del vento

Grande spettacolo per il primo appuntamento con la tradizione cittadina

04Falò_SanNicolò2018eA volte il confine tra caso e destino è talmente labile da rendere difficile riuscire a distinguere un fenomeno dall’altro. Un ‘incipit’ troppo aulico per un articolo sul falò?
Può essere che sia così, ma la situazione in cui ci siamo venuti a trovare mercoledì scorso – il peggior giorno della settimana per un evento di cui si debba scrivere sul nostro settimanale – parrebbe dimostrare la fondatezza dell’assunto.
Dovendo girare un video del falò di San Nicolò, abbiamo pensato di posizionarci alla fine del ponte Spagnoli, sulla terrazza di una abitazione, come si direbbe, “g.c.”. Questo in base alla sola considerazione che la vista da quel punto è davvero perfetta per una ripresa.
In realtà, mai scelta di postazione fu più lungimirante perché, come i tanti o pochi che abbiano accettato l’invito a visionare il filmato sul nostro sito avranno potuto constatare, non solo permette un’ampia panoramica della location, ma, alla verifica dei fatti, ha offerto anche – e soprattutto, direi, guardando la cosa dal punto di vista del Vaticano – la visione di un falò a dir poco perfetto: per la forma, per l’avvio dell’accensione, per la continuità e l’altezza delle fiamme.
Un tripudio di lingue di fuoco e di faville “sparate” verso il cielo che, per fortuna, era diventato, nel corso della giornata “amico” per i fuochisti di San Nicolò.
Non così era stato nei giorni immediatamente precedenti, quando una fastidiosa pioggerellina aveva impedito alla squadra di San Nicolò di operare in modo continuo e con tranquillità. Tutto ciò è presto passato nel dimenticatoio mercoledì mattina: bel tempo con un’unica incertezza legata al vento.
Questa, si sa, è la vera insidia per i falò: che spiri da nord o da sud, il vento è un guastafeste davvero dispettoso e non c’è bisogno che soffi la bora: a volte basta un’aria leggera, ma insistente, per vanificare il lavoro di mesi.
04Falò_SanNicolò2018aLa giornata di mercoledì, quindi, è trascorsa nella zona di Porta Parma non con il naso all’aria a scrutare il sopraggiungere di eventuali nubi, ma a valutare la portata di quel fastidioso fenomeno. Nel pomeriggio un calo ha fatto ben sperare, ma proprio verso le 19 – ora canonica stabilita per l’accensione – l’aria proveniente dalla Cisa si è fatta di nuovo sentire, creando una certa suspense.
Sta di fatto che l’unione tra una o due torce ritardatarie e il vento di tramontana al momento dell’accensione ha creato una breve – non più di 10 secondi – divisione tra le fiamme che ha fatto sperare gli avversari di S. Geminiano (presenti un folto numero) in una riuscita fallimentare.
La forza del fuoco, però, ha subito avuto la meglio, avvolgendo in modo completo la pira e decretando, in tal modo, un’ottima riuscita dello spettacolo.
Qualcuno si è attardato a disquisire sulla presenza di un “cappello” più restio a cedere alle fiamme: quello che abbiamo visto noi è che, nonostante l’impegno del vento nel dividere il rogo spingendo via le fiamme della base, anche la parte superiore ha continuato a bruciare fino ad esaurimento. Il risultato finale è, quindi chiaro, senza bisogno di ricorrere al VAR: fuochisti di S. Nicolò battono il vento con un classico 2 – 0.

a.r.

 

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