I nodi della tutela: frammenti e reperti che emergono dal passato

Pontremoli: immagini dalla mostra “I nodi della tutela in tour”

Al primo piano del Seminario Vescovile di Pontremoli: la Biblioteca antica
Al primo piano del Seminario Vescovile di Pontremoli: la Biblioteca antica

Già la scorsa settimana il nostro settimanale ha presentato l’incontro di apertura della mostra I nodi della tutela in tour, allestita nel Museo Diocesano e nella Biblioteca del Seminario. Una mostra fotografico-documentaria sulla conservazione dei beni culturali che, avviata dalla Soprintendenza di Siracusa, sta percorrendo il territorio nazionale.
Per l’allestimento pontremolese, la realtà diocesana ha attinto dal suo patrimonio beni e strumenti – documenti, libri, oggetti d’arte – che, assieme alle foto di Daniele Aliffi, danno voce concreta alla storia del territorio. I preziosi volumi esposti si collocano agli albori dell’evento “Gutenberg”, nel delicato momento di passaggio dai manoscritti di pazienti amanuensi ai primi esempi di stampa a caratteri mobili.

Un dorso di volume per la cui realizzazione sono state riutilizzate vecchie pergamene
Un dorso di volume per la cui realizzazione sono state riutilizzate vecchie pergamene

Il libro era il prodotto di molteplici professionalità – antiche e nuove – che convivevano e si integravano: cartai che producevano eccellenti manifatture, stampatori che acquisivano consapevolezza del proprio ruolo, decoratori e legatori che erano al contempo artigiani e artisti, dalle cui mani uscivano volumi che interpretavano gli influssi delle arti maggiori nei secoli, corredati di lettere pazientemente decorate, di xilografie, di preziose coperte chiuse da fermagli, impresse a secco o in oro.
Il visitatore può trovare, inoltre, le coordinate tecniche necessarie a questo inusuale viaggio osservando le attività del Laboratorio di Restauro di Beni archivistico librari. Sono presentati al pubblico libri che ci parlano di altri libri e di documenti più antichi, attraverso il riutilizzo di pergamene manoscritte strappate all’oblio, oppure materiali che ci conducono al di fuori del loro contesto abituale come quello degli antichi paliotti d’altare, ritrovati nel ruolo di coperte poste da mani anonime e premurose a conservare antichi registri.

La mitria appartenente a San Ceccardo vescovo, patrono di Carrara, esposta al Museo Diocesano di Pontremoli.
La mitria appartenente a San Ceccardo vescovo, patrono di Carrara, esposta al Museo Diocesano di Pontremoli.

Carta, pergamena, cuoio, legno, escono dalle biblioteche per trovare spazio in altri contesti: tra le mani di artisti e sapienti artigiani danno vita ad opere che con i libri hanno diversi punti di tangenza. Accanto a statue di cartapesta, realizzata riutilizzando pagine di antichi volumi, il museo espone una pregevole raccolta, concessa in prestito da un collezionista privato, di antichi ferri per l’impressione delle pelli, metodologia con cui si decoravano non soltanto le coperte dei libri, ma molti altri oggetti d’uso.
Una sezione del Museo è invece dedicata alle carte decorate messe a confronto con frammenti di tessuti coevi, provenienti dalle sacrestie delle chiese lunigianesi, a dimostrazione che i tessuti furono la principale fonte di ispirazione per i decoratori che in tutta Europa, soprattutto nel corso del secolo XVIII, si dedicavano alla decorazione della carta.
In entrambe le sedi espositive è possibile aderire ad un’iniziativa dal forte coinvolgimento simbolico, presentata in occasione dell’inaugurazione della Mostra dalla dott.ssa Claudia Giordano della Soprintendenza di Siracusa: chi lo desidera, con un piccolo contributo volontario può scrivere il proprio nome sulla Tabula che accompagnerà la Mostra in tutta Italia e rendersi protagonista del recupero di un libro o di un documento che sarà presentato al pubblico come risultato concreto dell’evento. Il bene restaurato porterà legati a sé, fisicamente annesso alla sua legatura, i nomi dei protagonisti di questo intervento, simbolicamente autori del recupero e come tali scritti nella memoria storica della conservazione.

Share This Post

Scrivi un commento