Gli Amici del Campanone sono entrati nel loro sessantesimo anno di vita

Domenica 5 febbraio si è svolto il San Geminiano tra i pontremolesi a Milano.
Nello stesso giorno anche il Consolato dei Pontremolesi di Parma ha rinnovato il tradizionale appuntamento.

La sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini, con il presidente degli "Amici del Campanone" a Milano per il San Geminiano 2017
La sindaca di Pontremoli, Lucia Baracchini, con il presidente degli “Amici del Campanone” a Milano per il San Geminiano 2017

Gli “Amici del Campanone” di Milano si sono riuniti domenica 5 febbraio per il tradizionale incontro di San Geminiano.
Molti gli ospiti venuti dalla Lunigiana: il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini, il sindaco di Bagnone Carletto Marconi, Giuseppe Benelli, Antonio Ricci, direttore del Corriere Apuano, che ha fatto sentire la vicinanza del giornale all’Associazione, un gruppo di persone che, con il contributo dell’Associazione Vasco Bianchi, hanno portato il sostegno della loro amicizia in un’occasione resa speciale dall’ingresso dell’associazione nel 60° anno di fondazione.
Per l’occasione è stata organizzata una visita guidata alla prestigiosa Villa Reale, sede della Galleria d’Arte Moderna, contenente la più grande collezione municipale di opere dell’Ottocento.

Claudio Caldi, presidente degli "Amici del Campanone" di Milano
Claudio Caldi, presidente degli “Amici del Campanone” di Milano

All’inizio della parte conviviale, che si è svolta al NH Touring, il presidente Claudio Caldi ha ringraziato con calore i presenti, in particolare le due autorità municipali, che tutti gli anni onorano la manifestazione con la loro presenza. Caldi ha poi dato la piacevole notizia di una nuova tessera dal significato particolare: quella intestata alla piccola Aida Velia Orioli, la più giovane iscritta, che, per i suoi nove mesi di vita, ha delegato nonno Pinin al ritiro.

Il saluto del sindaco di Bagnone, Carletto Marconi
Il saluto del sindaco di Bagnone, Carletto Marconi

Vibranti ed intensi gli interventi: del sindaco Baracchini, che ha sottolineato l’importanza del mantenimento di un forte rapporto con il territorio di origine; del sindaco Marconi, che ripercorrendo gli anni del suo impegno ha ricordato i legami con l’Associazione, in particolare con il consigliere Carlo Brunelli.
Il prof. Benelli, per tradizione votato alla descrizione dei due falò pontremolesi, ha spiegato che le vicende, meteorologiche e non, ormai note, hanno pesantemente condizionato i due eventi.

L'intervento di Giuseppe Benelli
L’intervento di Giuseppe Benelli

Un’approfondita riflessione è stata esposta dal presidente – che ha dato appuntamento a tutti per il 6 agosto per l’importante riunione in Lunigiana – sulla vita e sullo stato dell’associazione. Sessant’anni di vita sono molti ed ormai si sentono. Non ci sono più i fondatori, coloro che l’hanno vissuta con amore e trepidazione nei primi anni di esistenza fino a farla diventare la prestigiosa realtà attuale. Oggi sono intraprese nuove iniziative che vogliono proporre ai soci un modo nuovo di fare associazione e coniugare insieme la Lunigiana e Milano, la storia dell’una con lo sfarzo e le ricchezze dell’altra.

È trapelato, nelle parole del presidente, il timore di dovere prendere decisioni dure, quasi dolorose, come il taglio del legame che unisce, anche formalmente, ai luoghi di origine.

Il saluto di "Pinin" Orioli che ha ritirato la tessera della nipotina Aida Velia, la più giovane iscritta con i suoi nove mesi di vita
Il saluto di “Pinin” Orioli che ha ritirato la tessera della nipotina Aida Velia, la più giovane iscritta con i suoi nove mesi di vita

La vita dell’Associazione volge inesorabilmente verso la sera: mancano i rincalzi, i giovani, che forse non sentono più quel legame forte con la loro terra e i soci iscritti “sentono” il peso dei sessant’anni. Tuttavia i possibili programmi futuri e le amorevoli pressioni dei soci lasciano qualche spiraglio. La conclusione è stata affidata alle parole di due personaggi famosi, l’uno immaginario come Rossella O’Hara, l’altro reale come Barack Obama: “Dopotutto, domani è un altro giorno e qualunque cosa accada il sole sorgerà al mattino per ognuno di noi”. Luci di speranza, nell’ombra della sera.

 

 

 

Consolato dei Pontremolesi di Parma: un senso di amicizia e di fedeltà che sfida il trascorrere del tempo

ParmaDomenica 5 febbraio i Pontremolesi che vivono e lavorano a Parma, fedeli alle tradizioni e alla storia della città natale, si sono riuniti per la 64a volta per festeggiare il patrono S. Geminiano. Sessantaquattro anni sono molti, da quando il comm. Giovanni Bellotti fondò il “Consolato” il 31 gennaio 1954 per rispondere ai sentimenti di fraterna amicizia fra i tanti pontremolesi presenti in città e di attaccamento alla terra natale che li univa. Cittadini illustri furono “consoli”: attiva e infaticabile per oltre 46 anni la sig.ra Boera Pinotti. L’incontro – al quale ha partecipato, accompagnato dalla moglie, il prof. Bertoni in rappresentanza della Confraternita di S. Geminiano di Modena – ha avuto inizio, come sempre, con la partecipazione, nella chiesa abbaziale del monastero benedettino di S. Giovanni evangelista, alla S. Messa celebrata come l’anno precedente da padre Agostino Nuvoli osb, che ha illustrato con grande saggezza il concetto di “sapienza” nel Vangelo. Al termine del rito religioso ha avuto luogo un breve, gradito incontro con l’abate padre Giacomo Basso osb, che ha salutato il “console” e i presenti, augurando loro un fervido futuro. Il tempo inclemente non ha concesso di trattenersi più a lungo, tuttavia i partecipanti all’incontro hanno espresso l’impegno a ritrovarsi anche l’anno prossimo, non escludendo la possibilità che ciò possa avvenire a Pontremoli.

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