I fuochisti di S. Nicolò non si arrendono

Falò salvato da una seconda pira allestita a tempo di record nella giornata di sabato 21 gennaio dopo il gesto sconsiderato della sera precedente

Brucia il falò di San Nicolò nel greto della Magra (Foto Massari)
Brucia il falò di San Nicolò nel greto della Magra (Foto Massari)

Pensavamo di poter narrare di una semplice accensione “a scoppio ritardato” e di dover ancora una volta cercare nell’ammirazione e nell’ironia gli elementi adatti ad un articolo di “colore”, nell’intento di valorizzare una simpatica tradizione quale è quella dei due falò pontremolesi e invece…
E invece quello di quest’anno è un articolo dominato dallo stupore, misto a delusione ed agitazione, causati dal gesto sconsiderato di chi, nella serata di venerdì 20, si è ritenuto in diritto di privare centinaia di persone della gioia di vedere le faville volare alte sul greto della Magra all’accensione del Falò di S. Nicolò.
Come molti, se non tutti, ormai sapranno, nella prima serata di venerdì, infatti, il fuoco è stato appiccato alla pira di “bochi” che, mancato l’appuntamento del 17 gennaio (come spiegato nello scorso numero) era rimasta in piedi pochi metri a sud del ponte Pompeo Spagnoli, a Porta Parma, in attesa di essere accesa alle 19 di sabato 21 gennaio.
Incredulità e rabbia hanno accompagnato la notizia, immediatamete dilagata attraverso i profili social e i messaggi. Incredulità data dall’assurdità del gesto, perché è tradizione consolidata che, una volta montato, il falò non debba più essere esposto ad azioni di disturbo; rabbia perché sono in molti a pensare che gesti di questo tipo possano contribuire a porre fine a una tradizione la cui origine si perde nella notte dei tempi. La risposta dei fuochisti di S. Nicolò è stata immediata e si è espressa nella determinazione di non mancare l’appuntamento di sabato sera.
Fin dalle prime ore della mattina successiva, quindi, sono ripresi i viaggi di trasferimento delle fascine dai luoghi di ricovero verso Porta Parma; un fatto reso possibile dall’abbondanza di materiale preparato nei mesi precedenti. Altrettanto in fretta è iniziata la costruzione di una seconda pira, più bassa della prima, ma non tanto da sfigurare in modo clamoroso rispetto a quella.
Poi, l’attesa dell’ora convenuta, resa ancora più incerta dalla ripresa di un fastidioso vento di tramontana che faceva temere, se non una nuova sospensione, un’ingerenza negativa sullo spettacolo. Lo spiacevole evento della sera precedente ha avuto come unico “pregio” quello di ricompattare e rimotivare la squadra e di richiamare sul ponte un gran numero di persone, almeno pari a quello del martedì precedente.
Data l’assenza di una rappresentanza avversaria ufficiale, le grida che hanno riempito l’attesa erano tutte di parte “vaticana” e sono esplose al momento dell’accensione, realizzata con una bella coreografia che ha coinvolto anche i più giovani.
Del falò in sé, a quel punto, poco importava: ad essere apprezzata era, prima di tutto, la volontà di rispettare la parola data. Lo spettacolo, comunque, è stato di piena soddisfazione, reso “ruggente” dalle fiamme costrette a guizzare quasi in orizzontale da una tramontana fattasi ancor più sostenuta. Una forza della natura che ha reso impossibile la completa bruciatura della pira.
A distrarre le menti hanno provveduto i bei fuochi d’artificio esplosi verso la fine, quando le fiamme avevano ormai esaurito gran parte della loro forza.

(a.r.)