Parco dell’Appennino: nuovo presidente cercasi

Scaduto il mandato di Giovanelli, in carica per venti anni. Legambiente: “Il territorio va allargato”

Una suggestiva immagine di uno scorcio montano all'interno del Parco Nazionale dell'Appennino
Una suggestiva immagine di uno scorcio montano all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino

Un nuovo presidente per il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano: è quello che deve nominare il Ministero dell’Ambiente d’intesa con i presidenti delle regioni Toscana ed Emilia Romagna chiamati a pronunciarsi sui tre nomi che saranno proposti da Roma. Con il rinnovo del presidente saranno nominati anche i dodici membri del nuovo Consiglio Direttivo. Il 25 gennaio è scaduto il mandato del reggiano Fausto Giovanelli, non più ricandidabile, classe 1951, senatore dal 1992 al 2006, che ha ricoperto la carica alla guida del Parco negli ultimi venti anni.

Il presidente del parco dell'Appennino Tosco Emiliano, Fausto Giovanelli
Il presidente del parco dell’Appennino Tosco Emiliano, Fausto Giovanelli

Ma per il momento Giovanelli, con il direttore Vignali e il Consiglio Direttivo, resta alla guida dell’Ente fino all’11 marzo, ultimo dei 45 giorni previsti per lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione. Se a quella data non ci sarà il nome del nuovo presidente verrà nominato un commissario. Un’attività, quella del Parco Nazionale dell’Appennino che si è progressivamente ampliata, soprattutto negli ultimi quindici anni, grazie all’organizzazione interna e alla possibilità di utilizzare finanziamenti, nazionali e comunitari, ottenuti grazie ad una progettazione continua nonostante la piccola struttura amministrativa a disposizione.

Nel solo 2025 il Parco ha gestito progetti, grandi e piccoli, per oltre venti di milioni di euro (moltiplicando di più di dieci volte il finanziamento ministeriale) a favore dei territori entro i confini dello stesso e dei tredici Comuni delle province di Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia. Nato nel 2001, il Parco ha compiuto un quarto di secolo e la svolta che si preannuncia alla guida sembra essere il momento per un primo bilancio.

Legambiente: “Il territorio va allargato”
Matteo Tollini, responsabile di Legambiente
Matteo Tollini, responsabile di Legambiente

“Credo che ormai sia chiaro a tutti che cosa sia il Parco – ci spiega Matteo Tollini, responsabile di Legambiente, una delle associazioni ambientaliste che ne ha sostenuto con determinazione l’istituzione – sia le popolazioni coinvolte che i Comuni che hanno aderito hanno compreso quanto sia positiva la sua esistenza. Ora ci si deve impegnare tutti perché i confini del Parco si allarghino ancora, sia in termini di nuovi territori dei Comuni già aderenti, sia di adesione di altri Comuni; e questo per quanto ci riguarda dovrebbe avvenire soprattutto per il versante toscano”.

Nelle province di Lucca e di Massa Carrara, infatti, ci sono territori di grande interesse ambientale, culturale e antropico che sarebbe bene fossero patrimonio del Parco. Anche perché, sottolinea ancora Tollini “estendere i territori è utile a tutti visto che le risorse a disposizione del Parco vengono investite entro i confini e quindi nuovi territori significano nuove opportunità”.

Un Parco che, soprattutto nel versante Toscano, è spesso confinato sul crinale appenninico, troppo poco per pensare ad uno sviluppo socio economico dei Comuni aderenti. “Noi come Legambiente chiederemo l’ampliamento – conclude Tollini – e spero che tutti i lavori perché questo accada: tutti i soggetti coinvolti devono essere più convinti”.

Paolo Bissoli

Chi chiede di entrare nel Parco, chi vuole più territorio, chi aspetta ancora

L'intervento del sindaco durante il Convegno al Teatro della Rosa (Foto Massimo Pasquali)
L’intervento del sindaco Jacopo Ferri durante il Convegno al Teatro della Rosa (Foto Massimo Pasquali)

Il Parco Nazionale dell’Appennino è un Ente al quale guardano con rinnovato interesse anche Comuni che fino ad oggi non hanno aderito ad esso. In Lunigiana è Casola quello che ha avviato un percorso di ascolto della popolazione e degli imprenditori per far sì che una porzione del proprio territorio possa essere ammesso entro i confini del Parco.

Tutto tace invece ancora a Pontremoli: un anno fa la locale sezione del Club Alpino Italiano aveva convocato un’assemblea di tutti gli interessati nel Teatro della Rosa con la proposta di aderire al Parco con una piccola porzione di territorio nell’Alta Valle della Magra.

Il sindaco Jacopo Ferri aveva annunciato la convocazione di un tavolo per discuterne, ma fino ad oggi la situazione è ferma e difficilmente potrà fare progressi nei prossimi mesi quando si aprirà la campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Pontremoli e del nuovo Consiglio Comunale.

Intanto però tre proposte di allargamento del Parco sono già state recepite ed inviate, il 23 gennaio, al Ministero perché le approvi e definisca la nuova perimetrazione: si tratta delle richieste del Comune garfagnino di Minucciano di entrare ex novo nell’Ente con le aree dell’Argegna e del Passo dei Carpinelli, e di quelle dei Comuni di Fivizzano (che ha proposto di inserire i gessi triassici di fronte al paese di Sassalbo dove è la sede del Parco) e di Villa Minozzo (RE) di estendere il proprio territorio visto che già fanno parte del Parco.

In totale sarebbero circa 680 gli ettari che si andrebbero ad aggiungere agli attuali 26.149.

(p. biss.)