Rapporto annuale dell’osservatorio meteorologico di Pontremoli.

Qual è stato l’andamento meteo dello scorso anno? Gli scarti dalla norma delle temperature medie mensili evidenziano che, nel 2025, nessun mese è risultato più freddo dei rispettivi canoni in maniera sensibile: giusto -0,4°C in ottobre, -0,3°C in novembre e -0,1°C in maggio; i loro nove compagni li hanno invece superati, ampiamente in giugno (scarto +3,3°C), gennaio (+2,7), febbraio (+2,1), dicembre (+2,0) e, in maniera meno eclatante, in marzo e aprile, in surplus di 1,6°C.
Più tenui gli scarti positivi di luglio (+0,3), agosto (+0,9) e settembre (+0,6). Gennaio è stato il più mite in assoluto avendo battuto il primato del 2007. Giugno, solo per un soffio, non ha sottratto la palma al torrido giugno 2003. A fronte di tali prodezze di tepore invernale e di calura estiva, le punte di freddo sono state più modeste.
Il 2025, in campo termico, si piazza in quarta posizione dopo 2022, 2023 e 2024.
In media annuale, a Pontremoli (e in molte altre città e località italiane e straniere), il 2025 si è congedato come quarto anno più caldo dopo il 2022, 2023 e 2024.
L’indice di nuvolosità è stato massimo in gennaio (6,9 decimi) e minimo in giugno (3,3 decimi) e, in media annuale (5,2), si allinea perfettamente alla norma.
Conseguente a quanto descritto è pure il dato della radiazione globale (cioè la componente della radiazione solare diretta più quella diffusa dall’atmosfera), dall’andamento a campana con massimo in giugno (305 W/m²) e minimo in gennaio (52,5 W/m²); la giornata più radiosa, il 9 luglio, può vantare una media di 365 W/m²; la più cupa, il 27 gennaio, si è fermata a 7 W/m².
Lo stato del cielo non presenta particolari singolarità, se non l’elevata frequenza di giorni sereni in giugno, mentre il prosieguo dell’estate si è rivelato meno radioso. Nel complesso dell’anno, 110 giorni sono risultati sereni/poco nuvolosi, 152 dal cielo misto e in 103 ha prevalso il cielo da molto nuvoloso a coperto. I giorni del tutto privi di comparsa del sole sono stati 64, un dato prossimo alla norma di 60.
Alta l’umidità relativa, con settembre mese più umido
L’umidità relativa si è tenuta un po’ in eccesso rispetto ai livelli consoni al nostro clima in media annuale (76,9% contro 73,4%), ma è una sintesi che deriva dal comportamento anomalo dei singoli mesi. La palma di mese più umido se la aggiudica, a sorpresa, settembre (media 83,2%), che la strappa a novembre, mentre la minore umidità dell’aria si è realizzata in giugno (69,1%), anche questo un fatto tutt’altro che consueto.
Gli estremi delle medie giornaliere si sono verificati entrambi nel primo trimestre: giorno più asciutto il 3 marzo, che vanta una bassa media del 37,1% grazie ad una decisa incursione del foehn; tutt’altra aria del 12 febbraio, che con una media del 99,9% si è distinto come giorno più umido del 2025.
Fra tutte le visite favoniche, si è distinta per aver recato il valore più basso di umidità relativa quella del 15 gennaio, giorno in cui, all’insolito orario delle 8 antimeridiane, gli igrometri sono scesi fino al 12% di U.R.
I dati del vento
Il vento presenta una media annuale della velocità (6,0 km/h) un poco inferiore al dato medio, ormai quasi trentennale. La primazìa di gennaio come mese più ventilato – con una velocità media di 9,8 km/h – si oppone al minimo caduto in settembre (4,4 km/h).
La velocità massima istantanea si ha il mattino del 14 gennaio: sotto una impetuosa tramontana, alle 10:54, l’anemometro registra una raffica a70 km/h. Giorno più ventoso è il 17 gennaio, con tramontana alla velocità media di 20,9 km/h, ma non troppo rafficoso perché i refoli più gagliardi non eccedono i 50 km/h. All’altro capo della scala, l’11 dicembre si distingue come giorno più calmo (velocità media del vento 1,0 km/h).
In tutto il 2025, si contano solo 28 giorni con vento forte, un dato modesto per Pontremoli, e 29 di calma prevalente (velocità media =< 2 km/h). Nella direzione delle correnti aeree, i venti settentrionali si sono imposti solo in alcuni periodi, mentre più frequenti sono state le correnti meridionali, oltre al regime di brezza nella stagione calda.
Precipitazioni: un anno che denota i soliti contrasti
Piogge scarse solo in giugno e di modesta entità in novembre e dicembre; frequenti e abbondanti in tutti gli altri mesi, specie in gennaio e marzo.

Uno spazio a parte merita il capitolo delle precipitazioni: piogge scarse in giugno, modeste in novembre e dicembre, eccessive in gennaio e marzo, che hanno ricevuto due volte e mezza il loro totale normale. Più piovosi del consueto si notano pure i mesi rimanenti. Il totale annuo, pari a 2310,4 mm, supera di oltre il 30% quello medio centenario (1730 mm) e colloca il 2025 al settimo posto fra gli anni pontremolesi più piovosi dal 1920.
La frequenza dei giorni piovosi, molto elevata nella maggior parte dei mesi, nel totale annuo di quelli >= 1mm si è portata a 125 contro i normali 107. La durata delle precipitazioni, oltre la norma di circa 150 ore (834 contro 685), non ha comportato intensità orarie rilevanti: la minore intensità, tipica dei mesi invernali, si è avuta in febbraio (1,42 mm/h), la maggiore in agosto (7,06 mm/h).
Le intensità massime orarie, senza picchi troppo violenti, si sono realizzate nel corso degli eventi idrometeorici più burrascosi: nel tardo mattino del 23 ottobre e nella prima serata del 28 agosto. Quanto alla neve, nel 2025 non se ne è vista al piano, e pure in montagna ha fioccato assai meno del dovuto.
Fenomeni: diversi temporali, poche gelate
Infine, ecco la frequenza dei diversi fenomeni osservati durante il 2025, a cominciare dai temporali: 33 gli eventi distribuitisi nelle quattro stagioni con netto massimo estivo e, d’altro canto, loro assenza in febbraio e in aprile.
Due e deboli gli episodi di grandine. La nebbia ha fatto la propria comparsa in soli 9 giorni, quasi sempre al mattino. I giorni con gelo sono stati 21 (max 5 in febbraio, novembre e dicembre), dato molto inferiore alla norma, che si colloca intorno a 50. Maggiore l’occorrenza delle brinate, in numero di 31 e con massimo di 10 in novembre e in dicembre. Anche la durata del gelo (temperatura <0°C), pari a complessive 119 ore, si è tenuta alquanto sotto la norma, che ne prevede circa 380.
(Maurizio Ratti – responsabile dell’osservatorio)




