Verso la Disfida dei Falò: novità nella collocazione della pira di San Nicolo

Ad aprire la contesa il rione di San Nicolò il 17 gennaio, con una novità nella collocazione della pira. La risposta poi il 31 gennaio dei fuochisti di San Geminiano

L’arrivo di gennaio per i pontremolesi vuol dire una sola cosa, parte il conto alla rovescia verso la Disfida dei falò. E così la città riscopre in questo mese una tradizione che nel corso del tempo ha conosciuto diverse fortune e che, oggi, sta vivendo un momento positivo che ormai dura da qualche anno.

Foto d'archivio della preparazione del falò di San Nicolò del 2016
Foto d’archivio della preparazione del falò di San Nicolò del 2016

Come tradizione saranno i fuochisti di San Nicolò ad accendere (letteralmente!) per primi le micce della sfida con la realizzazione e poi l’accensione della pira nel greto del fiume Magra di fronte al Ponte Pompeo Spagnoli attorno alle ore 19 di sabato 17. Tutto questo in attesa poi della risposta degli eterni contendenti di San Geminiano esattamente due settimane dopo davanti al ponte della Cresa, nei pressi del Verde.

Tutto come gli altri anni quindi? No, perchè ci sono delle novità che interessano in particolare la realizzazione della pira del rione di San Nicolò. Infatti si è deciso di spostare la collocazione della catasta, che era troppo vicina alle case che da via Garibaldi si affacciano lungo il Magra, e per evitare potenziali rischi si è optato di trasferire la pira verso l’altro lato del fiume, avvicinandosi verso via dei Mille. Una decisione quindi maturata per garantire la piena sicurezza dell’evento, e i fuochisti di San Nicolò ringraziano “il sindaco Jacopo Ferri e l’ufficio tecnico del comune per aver dato un grosso aiuto nell’iter burocratico per ottenere tutte le autorizzazione necessarie”.

In questo momento i fuochisti sono già all’opera per preparare l’area, di modo che sia poi pronta ad accogliere le cataste di legna che verranno portate e poi assemblate dai rappresentanti del “Vaticano”. Nei prossimi giorni la squadra bianco azzurra inizierà quindi a scoprire le proprie carte, nel senso del trasferimento sul greto del fiume di “ulsi” e rovi (i “bochi”, appunto), che solo nell’ultima giornata si inizierà ad accatastare a regola d’arte attorno al palo. Un “gioco” che sembra semplice, ma che nasconde capacità di posa in opera non indifferenti.

Un momento del falò di San Nicolò del 2018
Un momento del falò di San Nicolò del 2018

Un’opera che sta coinvolgendo sempre più giovani come ci sottolineano i fuochisti di San Nicolò “ci sono almeno una trentina di ragazzi che si sono appassionati a questa tradizione, dando un aiuto concreto, al gruppo storico, e prendendosi delle responsabilità in un lavoro non semplice e che richiede tempo ed impegno”. Come da tradizione non mancherà il consueto chioschetto realizzato dai volontari della parrocchia di San Nicolò che sarà allestito nello spiazzo di Porta Parma e che offrirà da bere e da mangiare ai sostenitori come agli “avversari”.

Ci si attende una bella partecipazione, visto che quest’anno l’accensione dei due falò cade di sabato. Ovviamente ci si augura che non si vada oltre ad un duello fatto di sfottò e battute ironiche, anche se purtroppo negli ultimi anni qualche brutto segnale si è visto. Atteggiamenti violenti che, oltre ad essere indice di mancanza di civiltà, rappresenterebbero anche e soprattutto l’incapacità di vedere il ruolo che stanno avendo nella promozione della città, i due falò. Realizzati in spirito di competizione, ma sempre nel rispetto dell’impegno e della fatica che vengono messi nella preparazione da ambo le parti in causa.

(Riccardo Sordi)