Tramonta l’idea biodigestore al Cermec di Massa. Ipotesi plastica e cartone per il rilancio dell’impianto

I comuni di Massa e Carrara entrano in Retiambiente, conferendo le loro municipalizzate e gli impianti del Cermec, per il quale si pensa ad un possibile rilancio nella complessa partita dei rifiuti dell’ambito della costa toscana.

Il biodigestore al Cermec non si farà più. È stata una complessa vicenda economico-amministrativa a fare saltare il progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti organici provenienti dall’ATO della costa toscana, che comprende le provincie di Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa.

Quando nel 2023 il progetto fu varato, si parlò di 97.500 le tonnellate all’anno di rifiuti biodegradabili (scarti alimentari, sfalci e potature, etc.) proveniente dagli oltre 100 comuni dell’ATO, compresi quelli lunigianesi, trattati in modo da ottenere con un processo anaerobico biometano e, con un processo aerobico, compost. Non sono state le istanze ambientaliste sorte con il progetto, sostenuto da Legambiente ma non da una serie di movimenti locali, contrari all’opera per diverse ragioni – il metano è un gas serra, il sito all’interno della Zona industriale apuana doveva essere bonificato, la lavorazione è a forte consumo idrico, etc. – ad affossare la realizzazione del digestore.

A dire no al progetto è stata Retiambiente, la società pubblica – i soci sono i comuni dell’ATO Costa – che riveste il ruolo di gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti nelle quattro province toscane, che avrebbe dovuto esborsare i 52 milioni di euro per la costruzione del biodigestore, dopo il mancato accesso ai fondi Pnrr.

La società, tramite una nota ai comuni soci e alla Regione, ha parlato di “ripensamento” dovuto all’entrata in funzione di nuovi impianti, come quello realizzato a Peccioli dalla multiutility Alia e dalla società pubblica Belvedere, che RetiAmbiente riterrebbe ora sufficiente a coprire il fabbisogno, rendendo l’investimento a Massa superfluo, anche alla luce dell’entrata in funzione di un altro biodigestore nel 2024 a Montespertoli, in provincia di Firenze. Ma oltre agli aspetti gestionali ci sono quelli legati all’ingresso, a 4 anni dalla nuova legge regionale, di Massa e Carrara in Retiambiente. L’ingresso delle due città è avvenuto il 22 dicembre.

I due comuni hanno conferito nel gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti le proprie aziende partecipate: Asmiu e Retiambiente Carrara, quest’ultima scorporata lo scorso anno da Nausicaa, la società nata durante l’amministrazione 5 Stelle dalla fusione della società delle farmacie comunali con Amia, l’azienda dei rifiuti. I comuni di Massa e di Carrara hanno complessivamente oltre l’11% del capitale di Retiambiente Spa, un peso non trascurabile, ma le due municipalizzate portano in pancia il Cermec, di cui sono a loro volta azioniste: una società fortemente indebitata, con un obsoleto processo di trattamento dei rifiuti che potrebbe a breve perdere l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) se non si interverrà con cospicui investimenti. Nella intenzioni di Retiambiente c’è di dirottare sul centro nella Zona industriale apuana un impianto dedicato a carta e plastiche, un settore della filiera dei rifiuti ritenuto ancora capace di generare ricavi e che, nelle intenzioni dei proponenti, potrebbe essere la carta giusta per un possibile rilancio del Cermec.

Contro l’abbandono del progetto del biodigestore si sono schierati i sindaci Persiani e Arrighi, Legambiente, i sindacati dei 40 lavoratori del Cermec, che hanno messo in evidenza aspetti diversi della vicenda, ma con la comune consapevolezza che dopo ritardi e inerzie il nuovo impianto poteva essere l’ultima occasione per rilanciare l’impianto e dare una svolta alla gestione dei rifiuti nell’area apuana. (d.t.)

In Lunigiana al via la nuova stazione ecologica di Novoleto

L’attuale assetto della gestione dei rifiuti dell’ATO Toscana Costa, si basa su 14 impianti di trattamento ubicati in 11 diverse località. In provincia di Massa sono attivi il Cermec, con un impianto di trattamento meccanico da 95 mila tonnellate annue e un impianto di compostaggio da altre 25 mila tonnellate, e l’impianto GCE di Albiano Magra, prosecuzione della Costa Mauro presente da trent’anni nella frazione aullese, dove è presente con un impianto di trattamento meccanico da 60 mila tonnellate annue.

Centro Raccolta Rifiuti a Novoleto
Centro Raccolta Rifiuti a Novoleto

Aprirà nel frattempo il 12 gennaio il nuovo Centro di raccolta dei rifiuti urbani riservato a cittadini e imprese nell’area industriale di Novoleto, a Pontremoli, che sarà gestito da Lunigiana Ambiente, la società operativa di Retiambiente che si occupa della raccolta dei rifiuti nei 14 comuni del comprensorio. Il nuovo centro dà risposta alle esigenze di conferimento di rifiuti ingombranti sul territorio, in cui è attivo già da tempo un Centro di raccolta intercomunale a Boceda di Mulazzo. Nel nuovo centro da 3 mila metri quadrati non lontano dal casello autostradale sarà possibile depositare dalle batterie al piombo, da cartucce e toner esauriti agli estintori, oltre che farmaci, vernici, solventi, acidi, detergenti, imballaggi e rifiuti di carta e cartone o plastica.

In Lunigiana sono già state individuate le aree per altre due strutture, a Fivizzano e ad Aulla. Il progetto rientra tra le finalità del Piano regionale di gestione dei rifiuti con l’obiettivo di arrivare a raccogliere il 70% dei rifiuti urbani per il riciclo attraverso l’incentivazione di una raccolta differenziata di qualità e in particolare attraverso alcune linee di azione tra cui, appunto, l’attivazione dei “Centri di raccolta rifiuti”.