Accogliere il bisogno di chi è nella necessità e nella prova

Fra’ Cristiano dall’eremo di Adelano: “La vita dell’eremita non può mai chiudersi in sé stessa”

Da alcuni anni ad Adelano di Zeri l’eremo di Santa Maria Maddalena è tornato ad essere punto di riferimento per la comunità locale e per quella, più vasta, di quanti intendono realizzare un percorso spirituale in questa realtà in mezzo alla natura, dove il Creato si manifesta ogni giorno, dove si può “seguire più da vicino il Vangelo e le orme del Signore”.
La “rinascita” dell’Eremo e della chiesa di Santa Maria Maddalena è stata possibile grazie all’opera di fra’ Cristiano Venturi.

Fra’ Cristiano nel periodo di volontariato da infermiere nei mesi della pandemia da Covid-19

“La vita dell’eremo – spiega il frate – è un itinerario spirituale che accoglie l’invito alla conversione, vivendo nel nascondimento, nel silenzio della solitudine, nella preghiera. Una vita povera, semplice, essenziale, laboriosa. Per dirla con le parole dell’apostolo Paolo, l’eremita è colui che accoglie l’invito di rimanere da parte, nascosto con Cristo in Dio, vivendo silenziosamente, nascostamente come Gesù a Nazareth”.
“Non è fuga, non è isolamento, non è neppure ‘diserzione’. L’eremita è un cristiano che, ‘separato da tutti è unito a tutti’, nutre costantemente la sua silenziosa solitudine del ‘sacramento dell’unità’, un legame profondo, reale, che affonda le sue radici nel vincolo indissolubile della comunione”.
Ma quella dell’eremo non è una realtà chiusa in se stessa, anzi. “Nella Regola di vita che mi sono dato – continua fra’ Cristiano – si può leggere: Il desiderio della solitudine e del silenzio, per nessuna ragione e in alcun modo, soffochi i doveri della carità e dell’ospitalità. Per questo l’accoglienza nei riguardi di coloro che visitano l’eremo, sia premurosa, colma di attenzione e di ascolto. A queste parole ne seguono altre: L’eremita abbia amorosa sollecitudine verso i malati e i sofferenti, memore di quanto il Signore ha detto: Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

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L'eremo di Adelano
L’eremo di Adelano

La vita dell’eremita non può mai chiudersi in sé stessa. Accogliere il bisogno di chi è nella necessità e nella prova è, come dire, ‘prova provata’ di autenticità evangelica.
L’eremo di Adelano è diventato luogo di accoglienza, di riflessione, di celebrazioni, di festa. Ma fra’ Cristiano va oltre e sottolinea la prova nei lunghi mesi dell’epidemia da Covid-19. Lui, infermiere, è accorso ad assistere gli ospiti di una casa di riposo a Pontremoli nelle settimane più difficili.
In quei giorni avevo letto alcune parole di don Adriano Filippi, scritte nel 1985: “Non possiamo starcene tranquillamente indifferenti mentre il fiume immenso della vita scorre e trascina via per sempre i suoi tesori e i suoi segreti… La vita chiama senza tregua, ci interpella, adesso, fino alla fine, non si stanca di bussare alla nostra porta, vuol trascinare la mente e il cuore nella stupenda avventura della conoscenza e dell’amore. Come è possibile che di fronte ad un simile invito la nostra risposta venga a mancare?”.
“Mi sono sentito interpellato e ho deciso così di rispondere a quanto chiedeva l’Autorità sanitaria nazionale, ma soprattutto a quanto chiede il Vangelo ad ogni discepolo. Terminato il mio servizio sono tornato all’eremo di Adelano, nuovamente ‘nascosto’ agli occhi del mondo, ma di certo non a quelli di Dio”.