Il M5S vince per la voglia di cambiamento e per le rese dei conti in casa Pd

è stato il trionfo del Movimento Cinque Stelle e la Caporetto del Partito Democratico. Un dato che è emerso chiaro sin dalle prime fasi dello spoglio che annunciava che si stava materializzando il risultato, per certi versi, a sorpresa. E nella notte che ha visto cadere altre roccaforti Pd in tutta Italia, anche Carrara ha scelto il cambiamento affidando la guida della città a Francesco De Pasquale, professore di lettere, a capo della lista del Movimento Cinque Stelle, già in testa al primo turno con 8.277 preferenze pari al 27,27%. Numeri che De Pasquale è riuscito più che a raddoppiare al ballottaggio superando quota 17 mila (17.079), vale a dire il 65,57% dei 26.705 carraresi (affluenza del 49%) che sono andati alle urne. E così per la prima volta dal dopoguerra la città del marmo non sarà guidata da una giunta di sinistra o centrosinistra. Si è arenato a 8.969 voti Andrea Zanetti (34,43%), raccogliendo poche preferenze in più di quante ne aveva ottenute al primo turno (7.673, pari al 25,28%). Per il Partito Democratico è una debacle che arriva a sancire una campagna elettorale in cui la frattura interna del centrosinistra è stata lacerante e distruttiva. Da un lato, appunto, Zanetti, candidato ufficiale PD, imposto da Firenze, dall’altro Andrea Vannucci, scelto invece dalla segreteria comunale. Una spaccatura che i carraresi non hanno digerito e hanno deciso così di non rinnovare la fiducia a chi ha guidato la città in questi anni bocciando soprattutto la scelta di imporre un candidato all’alto, senza primarie e con il Pd regionale che ha imposto la propria linea da Firenze senza cercare di entrare nello specifico della situazione cittadina.

Che la spaccatura sia stata profonda lo testimonia proprio il voto del secondo turno: teoricamente, le 4.604 preferenze (15,16%) ottenute da Vannucci due settimane prima avrebbero dovuto “tornare” a Zanetti. Ed invece così non è stato nonostante il passaggio in extremis del presidente Enrico Rossi a sostegno del candidato Pd. Anzi, è stato De Pasquale a svolgere una funzione di calamita dei voti andati alle altre liste al primo turno, mentre il suo avversario è rimasto in pratica sulle stesse posizioni. Il candidato del M5S è riuscito a parlare a diverse fasce della popolazione: non solo a quelle del centrodestra (che con Maurizio Lorenzoni aveva ottenuto 3.696 voti) o della lista civica guidata da Claudia Barbara Bienaimè (1.873 preferenze), che aveva fatto aperta dichiarazione di voto per De Pasquale, ma anche alle anime di una sinistra che non si sentiva rappresentata da Zanetti. C’è poi tanta voglia di cambiare, non c’è dubbio, ma è stato premiato anche l’attivismo dei Cinque Stelle carraresi che possono contare su uno dei Meetup più dinamici della Toscana. “È la prima volta che Carrara ha scelto il cambiamento – ha detto De Pasquale appena i dati avevano preso una piega irreversibile – finalmente è stata intrapresa una svolta, purtroppo con un esiguo numero di votanti. Non abbiamo la bacchetta magica – – ereditiamo una città indebitata fino al collo, fisicamente distrutta, teatri chiusi, parchi chiusi, scuole inagibili, una situazione devastante”. “Mi prendo la responsabilità di questa sconfitta, che non immaginavo così bruciante. Credo che non sia passato il nostro messaggio di rinnovamento – ha commentato Zanetti – c’è un gruppo di potere in questa città che si è sentito escluso e ha remato contro. Adesso faremo un’opposizione responsabile e decisa”. (r.s.)



