Il meteo autunnale a fasi alterne sta continuando fin dai giorni dell’equinozio e lo si potrebbe riassumere così: dal 23 settembre al 5 ottobre, prevalente tempo instabile e perturbato, così come dal 20 ottobre al 2 novembre. Le parentesi di tempo stabile e soleggiato si sono inframmezzate dal 6 al 19 ottobre e, di nuovo, dal 3 all’11 del mese corrente.
I modelli matematici di previsione si concentrano ora sull’incipiente terza fase perturbata, pronta a rimettere in funzione i pluviometri. La stagione, come è evidente, si è protratta fin qui quasi a “compartimenti stagni”: resta da capire se resterà spazio anche per una terza fase più tranquilla a fine novembre, quando, oltre al mese, terminerà pure il trimestre autunnale. Intanto, venendo alla cronaca, si può dire solo un gran bene degli ultimi sette giorni da prendere in esame nel consueto commento.
Già si era presentato limpido e sereno lunedì 3 novembre, ad interrompere l’acuto maltempo dei giorni di fine ottobre- inizio novembre, ma poi la stabilità è riuscita mirabilmente a imporsi (e ce n’era davvero bisogno) fino a martedì11, compreso venerdì 7 che, pur nuvoloso, è trascorso, come da attese, privo di precipitazioni.
Se proprio si vuole trovare un difetto, questo lo si può ravvisare nella pigrizia della tramontana a levarsi e a vegliare gagliarda per più giorni. Il vento settentrionale, in vesti favoniche molto asciutte, ha tentato di spirare in ore diurne il 4 e il 5 come aveva fatto il 3, ma limitandosi a comparse di così breve durata, e giusto sulle prode collinari, da faticare a restituire un ambiente un po’ meno umido nelle prime ore pomeridiane di queste giornate ormai molto corte.
A fondovalle, spesso è comparsa la nebbia, anche se non fitta e insistente, al contrario della ventilazione, rara e di debole intensità. Un cenno di rediviva tramontana si è avvertito tra venerdì 7 e domenica 9, con i refoli più decisi e leggermente più freddi domenica.
Le notti serene e calme, poi, hanno permesso la formazione di brina al primo mattino, cui si è unita la prima tenue gelata giovedì 6 (minime lievemente sotto zero in tutto il fondovalle).
La tavolozza degli intensi colori tardo-autunnali, ormai spentisi alle quote montane, dà invece ancora spettacolo nelle valli e il contrasto fra l’azzurro del cielo e i colori caldi – che virano dal giallo all’ocra, dall’arancio al rosso e tutte le varietà di marrone – è destinato a venir meno al cospetto del cielo pronto a rimettere il broncio più grigio.
Le temperature, negli ultimi otto giorni caratterizzate da una ampia escursione termica fra la notte e il dì per le condizioni meteo descritte, non si sono discostate troppo dalla noma in media giornaliera: le massime si sono tenute più alte rispetto ai loro canoni, le minime più basse, quasi compensandosi fra loro surplus diurno e deficit notturno.
Certamente non si sono sentiti i freddi precoci di alcune annate del passato, quando capitò di vedere scendere i termometri fino a -5/-7°C nelle mattine più gelide già nella prima quindicina di novembre, come ad esempio nel 1981 e nel 1988.
Il gesto generoso del santo vescovo di Tours, che abbiamo festeggiato pochi giorni fa, dovette avvenire in un anno che presentò un inizio di inverno precoce, evento ormai raro ai nostri giorni.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



