Marina di Carrara: presentato a Bassagrande il rapporto Caritas “A mani vuote”

Dopo essere stato presentato alla Caritas di Firenze, il report “A mani vuote” sulle povertà in Toscana, è stato proposto lunedì 3 novembre nella parrocchia di Bassagrande a Marina di Carrara. Ha introdotto la serata il direttore di Caristas don Maurizio Manganelli che ha ringraziato gli operatori che svolgono un lavoro accurato e silenzioso, una missione in aiuto del prossimo.
Il report è stato presentato da don Emanuele Morelli delegato regionale e coordinatore Caritas Toscana: non una semplice lista di numeri ma una riflessione accurata e sensibile sulla realtà degli ultimi nella nostra regione, per mostrare un’immagine più vicina possibile alle fragilità del nostro territorio.
I dati derivano dall’ascolto di migliaia di voci nei centri d’ascolto in tutta la Toscana (400 in 16 diocesi sulle 17 in regione) e mostrano un aumento notevole delle richieste d’aiuto (+3,9% rispetto al 2023): il 51% di sono arrivate in fase post pandemica e disegnano i profili delle nuove povertà. Ogni storia è stata ascoltata, accolta e poi conservata e registrata a livello regionale dove ogni voce diventa poi fenomeno da cui nascono le azioni delle diocesi.
“Si deve creare una relazione che diventi incontro, accompagnamento superando la soglia fisica del centro di ascolto – ha detto don Morelli- intrecciando storie umane in questa chiesa simile ad un ospedale da campo. I numeri denunciano storie povertà e i bisogni raccolti diventano provocazione e proposte. Non si sta male in Toscana, ma il 15,2 % è a rischio povertà: pensionati, donne, giovani, lavoratori precari o irregolari. E la popolazione è sempre più vecchia, non ci sono più giovani e con questo bisognerà fare i conti in futuro”.
In aumento anche la povertà nelle aree interne, la montagna pistoiese, le colline della Maremma, l’alta Lunigiana. Diffusa anche la povertà educativa.
“Il livello generale toscano dell’istruzione è molto alto – ha continuato don Emanuele – ma siamo a metà della classifica europea, perché è alto il tasso di abbandono scolastico, e questi giovani sono i futuri poveri del domani”.

Inoltre è in aumento la povertà relativa nelle famiglie con più figli, quasi tutte straniere. I centri di ascolto sono gli unici che raccolgo i volti, la storia e le ferite della gente: nel 2024 sono state ascoltate 29.297 persone, che moltiplicato per 3 (il numero medio dei componenti di una famiglia) fa 90mila. Il 39% sono stati accompagnati per anni, mentre il 60 % sono nuovi arrivi.
“Siamo bravi ad accompagnare lunghi tratti di strada – ha concluso don Morelli, citando l’introduzione al report scritta dal vescovo Mario – ma dobbiamo imparare a liberarli dalla necessità di chiedere aiuto”.
È fondamentale passare dal carattere emergenziale a percorsi di accompagnamento per uscire dalle sabbie mobili della povertà: non sia dato per carità ciò che deve essere dato per giustizia. La Chiesa sia custode della dimensione comunitaria per essere lievito e l’incontro con i poveri deve cambiare la vita delle nostre comunità.
Silvia Laudanna



