Giovani, vangelo, lavoro: protagonisti del territorio

A Pontremoli l’incontro regionale degli animatori del Progetto Policoro

I giovani del Progetto Policoro a Pontremoli con il Vescovo Mario

“Abitare il territorio, comunicare speranza”: con questo titolo si sono svolte a Pontremoli sabato 1 e domenica 2 novembre le giornate di formazione regionale del Progetto Policoro con gli animatori di comunità della Toscana per un momento di confronto, crescita e fraternità.
Due giorni intensi, vissuti tra incontri, testimonianze, formazione e scoperta del territorio. Come animatori di comunità della diocesi di Massa Carrara – Pontremoli, abbiamo avuto il compito e la gioia di curare l’accoglienza e l’organizzazione, accompagnando i partecipanti in un piccolo viaggio dentro la nostra terra, alla scoperta di esperienze significative del nostro territorio.
Realtà che, nel loro quotidiano, incarnano i valori del lavoro buono, della comunità, della collaborazione e del desiderio di costruire speranza che il Progetto Policoro promuove da ormai trent’anni.

La facciata del convento di San Lorenzo (ex Cappuccini)
La facciata del convento di San Lorenzo (ex Cappuccini)

La mattina del 1° novembre siamo arrivati a Pontremoli, accolti nell’Ospitale di San Lorenzo Martire, situato nell’ex convento dei Cappuccini. Oggi questa struttura, grazie al lavoro dei volontari, è un luogo di accoglienza e spiritualità che ospita pellegrini della Via Francigena, gruppi e associazioni, offrendo uno spazio di incontro semplice, ma ricco di significato. È da questo contesto, così radicato nella tradizione e al tempo stesso proiettato verso l’incontro che ha preso avvio la nostra esperienza comune.
Abbiamo fatto quindi tappa presso il birrificio e focacceria artigianale “Birra del Moro”, dove abbiamo incontrato Emanuele Sordi, giovane titolare e imprenditore pontremolese che ha fatto della passione per la birra e per i prodotti locali un’occasione di lavoro e di valorizzazione del territorio. Tra racconti di scelte coraggiose e degustazioni, Emanuele ci ha testimoniato la possibilità di restare, di investire nella propria terra e di credere in un’economia fondata sulla qualità e sulle relazioni.
A raggiungerci in questo momento è stato anche il nostro vescovo, Fra’ Mario Vaccari, che con la sua presenza discreta e paterna ha voluto condividere la bellezza di questo cammino di giovani e per i giovani.
Nel pomeriggio si è tenuta la parte formativa con momenti di riflessione, confronto e condivisione sul cammino del Progetto Policoro nelle diverse diocesi toscane. La giornata è proseguita con la Messa di Tutti i Santi: un tempo di preghiera e gratitudine per i tanti testimoni di speranza che, con la loro vita, hanno mostrato la forza delle fede vissuta nel quotidiano. L’esperienza di conoscenza e comunione è proseguita la sera facendo scoprire agli ospiti altri sapori e tradizioni del territorio: testaroli al pesto, salumi e formaggi locali che raccontano la semplicità e la ricchezza della Lunigiana.
Il giorno successivo, 2 novembre, ci siamo spostati presso il Palazzo Comunale per vivere anche noi il percorso turistico-culturale organizzato dalla Cooperativa di Comunità Sigeric e dalla Condotta Slow Food LuniApua che comprende la visita a tre opere del pittore Francesco Hayez, esposte presso la Sala dei Sindaci e che si è concluso con la degustazione del dolce tipico pontremolese, l’amor, in uno dei bar storici della città.
Qui abbiamo potuto incontrare Francesco Bola, della Cooperativa “Sigeric”, che opera in Lunigiana nel campo della valorizzazione turistica e culturale. Con lui abbiamo scoperto come la cooperativa riesca a creare lavoro e relazioni, promuovendo una forma di turismo attenta al bene comune e capace di mettere in rete persone e competenze.
Allo stesso modo, Marco Bertocchi, ci ha presentato la realtà di Slow Food che, con le sue iniziative e i suoi presìdi, promuove un modello di sviluppo rispettoso delle persone, dei prodotti e dell’ambiente, invitando a riscoprire il valore della lentezza, della qualità e della relazione.
Sono stati due giorni intensi e luminosi, segnati da un clima di fraternità e confronto. Giornate in cui abbiamo riscoperto che “abitare il territorio” significa conoscerlo, amarlo e custodirlo, e che “comunicare speranza” è possibile solo quando si sceglie di mettersi in relazione, con fiducia e con il desiderio di costruire insieme un futuro migliore. Il Progetto Policoro continua così a essere una palestra di vita e di Vangelo: un luogo dove i giovani, con i piedi piantati nella loro terra e lo sguardo aperto al futuro, possono scoprire che il lavoro è davvero una forma concreta di speranza.

Linda Petrocchi