Domenica scorsa l’escursione a cura dell’Associazione Museo Mineralogico di Pontebosio
Effettuata domenica scorsa, 26 ottobre, l’attesa escursione alle antiche miniere di rame di Libiola, sulle colline di Sestri Levante, promossa dall’Associazione Museo Mineralogico di Pontebosio.
Il gruppo di partecipanti ha potuto così riscoprire, grazie alle spiegazioni di esperti, una realtà che per oltre un secolo ha rappresentato una importante risorsa sia per l’estrazione del minerale sia per le opportunità di lavoro offerta alla popolazione locale.
Un’area mineraria attiva dalla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento al 1962 e che ha rappresentato uno dei maggiori giacimenti di solfuri di rame e di ferro della Penisola.
Oltre a quella di Libiola, meta dell’escursione partita dalla Lunigiana, l’area comprendeva infatti miniere aperte nei territori di Castiglione Chiavarese e di Casarza Ligure, con una forza lavoro che aveva superato anche le quattrocento unità.
Il minerale estratto veniva portato a valle con una teleferica ad un primo sito di lavorazione dove era lavato, pesato e insaccato; iniziava poi il viaggio a dorso di mulo o su carri fino a Sestri Levante e qui smistato sia al porto che alla stazione ferroviaria.
Se lo sfruttamento delle miniere risale alla seconda metà dell’Ottocento, in realtà la collina di Libiola è nota fin dall’Età del bronzo per la presenza di solfuri di ferro e di rame, tracce di oro e argento.
Ma è stato sul finire del XIX secolo che ha conosciuto uno sviluppo significativo arrivando, nel 1889, a contare 18 gallerie per l’estrazione dei minerali scavate su 20 livelli e con 30 pozzi.
Dopo l’esperienza nel territorio delle miniere, l’escursione di domenica scorsa dell’Associazione lunigianese, che ha suscitato gli unanimi giudizi positivi di tutti i partecipanti, è proseguita nel pomeriggio nel centro di Sestri Levante anche con la visita alla basilica.



