Il 2 ottobre il card. Angelo Acerbi ha preso possesso della diaconia romana affidatagli da papa Francesco
La Chiesa di Roma, la Lunigiana e la vicina Val di Vara hanno celebrato un passaggio che unisce memoria e futuro; il cardinale Angelo Acerbi, decano anagrafico del Collegio Cardinalizio e della diplomazia vaticana, dopo aver festeggiato lo scorso 23 settembre i suoi cento anni nella terra d’origine, desidera inviare a Pontremoli il suo grato ricordo, un saluto e la sua benedizione per l’omaggio ricevuto attraverso le pagine del nostro settimanle.
“Il mio corpo è indebolito, ma la fede non ha mai tremato – ha confidato – e di questo ringrazio il cielo”. Il breve soggiorno spezzino, con la Messa al santuario della Madonna di Roverano e una visita al golfo dei Poeti, ha suggellato un ritorno carico di emozione nei luoghi che hanno custodito i primi passi della sua vocazione.
“Ho scelto di celebrare dove la mia storia è cominciata – ha detto – quasi a ricomporre un cerchio che abbraccia vita, servizio e preghiera”.
In continuità con quelle giornate, il 2 ottobre – festa degli Angeli Custodi e suo onomastico – il cardinale Angelo ha preso possesso della diaconia romana a lui affidata da papa Francesco nel concistoro del 7 dicembre scorso.
Nella chiesa dei Santi Angeli Custodi a Roma – Città Giardino, “don Angelo” ha espresso gratitudine per l’ingresso simbolico in quella comunità parrocchiale e nel clero della diocesi di Roma, ricordando le parole dei Papi rivolte ai piccoli, “perché di essi è il Regno dei cieli”.
L’Angelo – ha ricordato – è colui che ci fa ascoltare la voce di Dio e ci invita a essere docili a questa voce interiore. Un invito semplice e potente, che risuona come sintesi della sua lunga vita pastorale e come consegna di speranza per i fedeli.
Da Sesta Godano (dov’è nato) passando per Pontremoli (dove ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1948) e molte parti del mondo fino ad approdare a Roma, la figura del card. Angelo Acerbi rimane segno di fedeltà, discrezione e servizio: un padre e un testimone di pace, che continua ad accompagnare con la sua preghiera quanti lo hanno accolto e amato.
Fabio Venturini



