La Camera di Commercio ha presentato il Rapporto economico sull’economia provinciale. La crescita è sostenuta dalle costruzioni, fortemente favorite da Pnrr e incentivi fiscali.

La provincia di Massa-Carrara cresce, ma meno della media regionale e nazionale. E a sostenere l’economia apuana è il settore, fortemente incentivato, delle costruzioni. Questi in sintesi i dati del Rapporto Economia che la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest ha presentato il 29 maggio a Pisa. All’interno di una crescita economica che in regione si è mantenuta positiva e in linea con l’andamento nazionale, nel 2024, secondo le stime Prometeia, Massa Carrara ha visto il suo valore aggiunto aumentare dello 0,4%, un incremento leggermente inferiore alle medie regionale (+0,6%) e nazionale (+0,5%). A sostenere la crescita è stato il settore delle costruzioni (+3,7%, in linea con il 2023), con una performance ben al di sopra delle medie toscana e italiana.
A fare da contraltare al positivo dato di un settore fortemente sostenuto dagli investimenti del PNRR – che però nel 2026 cesseranno, parallelamente agli incentivi per le ristrutturazioni – è il settore industriale. La manifattura ha subito una contrazione del 3,9%, un dato peggiore di quello già negativo del 2023. Per completare il quadro, i servizi hanno mantenuto una crescita moderata (+1,1%), superiore alla media regionale e nazionale, mentre l’agricoltura ha mostrato un incremento significativo (+4,4%), in linea con la Toscana e molto più favorevole rispetto al trend nazionale negativo.
Che accadrà con la fine del Recovery Fund e la riduzione delle detrazioni? Le tensioni commerciali USA-UE potrebbero incidere negativamente sull’export provinciale

In un contesto di grandi incertezze rispetto al futuro del commercio internazionale, il settore estero dell’economia apuana è costituita da tre grandi comparti: lapideo, cantieristica navale di Marina di Carrara e la meccanica trainata da Baker Hughes (ex Nuovo Pignone). Al netto dell’industria meccanica, l’export apuano vale 2,12 miliardi di euro, ed è cresciuto del 19,5% nel 2024 rispetto al 2023. Il lapideo ha chiuso l’anno con la crescita dell’export sia di pietra lavorata (+12,4%) che di materiale grezzo (+8%). La cantieristica nautica ha visto un notevole incremento delle vendite all’estero, superando i 223 milioni di euro.
Gli Stati Uniti sono il principale mercato di destinazione, rappresentando il 29,9% del totale export provinciale. In questo contesto, si legge nel Rapporto, «le tensioni commerciali USA-UE rappresentano un elemento di criticità che potrebbe incidere sull’economia apuana». In attesa di capire che accadrà sullo scenario economico mondiale, si registra la prima flessione del numero di impresa dal 2020, un -0,1% che porta a 21.020 le imprese registrate; un dato tenue ma comunque in controtendenza rispetto agli andamenti regionale e nazionale. Aumentano le imprese nel settore industriale (+0,6%), trainate dalle costruzioni e dal manifatturiero, e crescono, dopo anni di contrazione, le imprese agricole (+0,4%). Al contrario, si riducono le imprese dei servizi, in particolare (non è una novità) nel commercio al dettaglio.
A tre anni dalla nascita, il tasso di sopravvivenza delle aziende apuane è del 65,8%: un valore inferiore alla media italiana (70,3%). Nel 2024, secondo Istat, il mercato del lavoro in provincia di Massa-Carrara ha confermato un solido recupero occupazionale, con circa 81 mila occupati e un tasso di occupazione al 68,3%, superiore alla media nazionale ma leggermente sotto quella regionale. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,2%. Tuttavia, i dati sulle assunzioni evidenziano un crescente divario tra domanda e offerta di lavoro, con il 50% delle imprese che fatica a trovare le figure professionali richieste. Le professioni più richieste riguardano i servizi, il commercio e l’edilizia, con forte domanda per operai specializzati e addetti alle vendite e alla ristorazione.
Il Rapporto economico getta uno sguardo anche sul settore del turismo, tradizionale pilastro dell’economia della Riviera apuana e da alcuni anni in ascesa anche in Lunigiana. Nel 2024, secondo i dati Regione Toscana e comuni capoluogo, la provincia di Massa-Carrara ha registrato un lieve calo delle presenze turistiche (-1,7%, circa 1,2 milioni di pernottamenti), a fronte di una crescita degli arrivi (+1,3%), segnalando una riduzione della permanenza media. L’offerta ufficiale comprende 535 strutture e 33.650 posti letto, a cui si sommano oltre 1.600 locazioni brevi (8.700 posti), pari al 23% della popolazione residente. In dieci anni, le strutture ufficiali sono aumentate del 20%, con una tenuta dei posti letto: calano gli alberghi economici, crescono quelli di fascia alta, mentre nell’extralberghiero aumentano le soluzioni abitative e calano gli agriturismi. (d.t.)



