Singoli e associazioni per dire “no” alla guerra
Una fiaccolata per esprimere il proprio “no” alla guerra, nella consapevolezza che la pace è l’unica strada percorribile per garantire un futuro al pianeta e alle popolazioni che lo abitano. Nella serata del 24 febbraio a Carrara è partito il corteo dei manifestanti che da Piazza Gramsci per giungere infine in Piazza delle Erbe, tra i luoghi storici della Resistenza apuana dove prese le mosse la protesta delle donne carraresi contro l’ordine di sfollamento delle truppe naziste il 7 luglio del 1944. Una manifestazione che è rientrata dentro quel movimento denominato “Europe for Peace” che ha promosso tre giorni di mobilitazione nazionale ed europea (24-25-26 febbraio) con iniziative in tante città italiane ed europee, oltre ad una Marcia straordinaria Perugia-Assisi, per chiedere l’immediato cessate il fuoco, l’apertura del dialogo e dei negoziati di pace per costruire un ‘Europa sicura e pacifica per tutti. Molte le persone che hanno partecipato all’iniziativa e numerose le sigle che hanno aderito: Accademia Apuana per la Pace, Archivi della Resistenza, ANPI provinciale, ARCI Massa Carrara, Ass. A.R.PA., Ass. Alberto Benetti, Ass. Mondo Solidale, Azione Cattolica Diocesi di Massa Carrara Pontremoli, Casa Betania, CGIL Massa Carrara, Chiesa Metodista -Valdese, Fridays for Future, LegAmbiente Carrara, Massa-Montignoso, Libera coordinamento provinciale, Librerie Solidali. «Di fronte a un continuo allargamento della guerra – ha detto tra gli interventi finali, Antonella Cappè, portavoce dell’Accademia Apuana della Pace – è responsabilità e dovere degli Stati e dei popoli fermare questa follia. L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future». Successivamente si sono avuti altri interventi, tra cui Azione Cattolica, il presidente provinciale dell’ANPI, il segretario provinciale CGIL di Massa Carrara, mentre anche il vescovo Mario ha fatto pervenire un messaggio ai partecipanti, nel quale ha sottolineato come l’impegno personale sia fondamentale per essere costruttori di pace perché «senza uno stile di vita concreto fatto di relazioni autentiche e generative, rischiamo di finire per fare un pio esercizio di stile che non incide nel tessuto della nostra vita». Il vescovo nel suo messaggio ha fatto poi riferimento alla enciclica di Giovanni XXIII, Pacem in Terris, e ai quattro pilatri della pace in essa indicati: verità, giustizia, amore e libertà. «Il Tempo di Quaresima che si è appena aperto – si conclude il messaggio – è il tempo favorevole per noi discepoli di Gesù per pregare e digiunare per la Pace e per compiere quei gesti di accoglienza e carità che possono costruire un mondo più giusto a partire dai più deboli della società». «Questa guerra va fermata subito, basta altre sofferenze e morti – recitava il comunicato pubblicato dagli organizzatori – L’Italia, l’Unione Europea, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco. É urgente mettere in campo non altre armi ma tutte le risorse e i mezzi della diplomazia per far rispettare il diritto internazionale e arrivare alla Pace. La pace è la vittoria di cui c’è bisogno!» (d.f.)
Anche Pontremoli è scesa in piazza per la Pace
Anche Pontremoli è scesa in piazza per fare sentire il suo coro per la Pace. Organizzato dal Cantiere per la Pace della Lunigiana, ha visto la partecipazione di numerose associazioni. “È passato un anno di guerra che ha visto massacri, vite distrutte. L’odio, il nazionalismo, l’inimicizia, sono diventati il pane di un mondo insensibile, indifferente alla sofferenza dell’altro. La pace dobbiamo costruirla insieme, prendendoci cura di ogni vita, per far conoscere ai nostri figli, un mondo nuovo. Come cantiere della pace della Lunigiana, sentiamo il dovere di muoverci, di sensibilizzare le coscienze, perché crediamo che un futuro diverso sia possibile”. Così davanti ad un centinaio di persone che hanno affrontato senza timore una grigia e piovosa serata, si sono alternati vari interventi (Accademia Apuana della Pace, Cantiere della Pace, Anpi Pontremoli, Spi Cgil, Agesci Pontremoli, Amatafrica, Emergency) sul palco allestito in piazza della Repubblica, “tra musica e conoscenza”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di aprire un fronte che porti avanti le ragioni della pace. La manifestazione si è poi conclusa con l’intervento del professor Alessandro Volpi che ha sottolineato come “questa guerra sta andando avanti da un anno senza che si veda una sua possibile fine. E purtroppo nei media sta emergendo l’ipotesi che la sua conclusione è legata solo ad una sconfitta di Putin e dell’esercito russo”. Si tratta di una soluzione, sottolinea Volpi, che in realtà porterebbe solo molti altri morti e che vedrebbe alzarsi sempre di più la prospettiva di una catastrofe nucleare “per questo è importante parlare di pace, di negoziati. Per arrivare al più presto almeno ad una sospensione delle ostilità e poi costruire una reale possibilità di pace”. (r.s.)



