
Correva l’anno 1999 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituiva la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” . Fissata, come data, il 25 novembre con l’obiettivo primario di sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave, vergognoso fenomeno. Un fenomeno da “Codice rosso” che registra un vero e proprio allarme. A parlare sono i numeri dei femminicidi e dei maltrattamenti nei confronti delle donne: violate, colpite, offese, spogliate della vita e della loro dignità. Numeri inquietanti nella loro freddezza che continuano a crescere anche dopo l’entrata in vigore della legge sulla violenza familiare e di genere che, dall’agosto 2019, ha accelerato i tempi per intervenire e ha aggravato le pene. Sicuramente un buon passo avanti, non senza difetti.
Non esistono “formule” per arginare la follia della violenza, men che meno perfette. Urge estirpare schemi maschilistici e paradigmi culturali e sociali cristallizzati nel tempo. Nei vari Centri di ascolto e di accoglienza, ormai presenti nel nostro Paese, i volontari vedono arrivare numeri considerevoli di donne, sopraffatte dall’angoscia. Con quel carico di ricordi che vorrebbero dimenticare e che, invece sono costrette a mettere in fila. In primis devono essere aiutate ad essere giuste con se stesse, a non annegare in assurdi sensi di colpa. Spesso, sul loro volto, riaffiora il sorriso che permette loro di riappropriarsi della loro volontà e libertà.
Le donne non vanno solo tutelate, ma anche aiutate a trovare risposte costruendo progetti di autonomia in quanto sono state private della loro capacità di autodeterminazione informandosi dei propri diritti e doveri per fare scelte consapevoli. Vittime che vanno inserite in una rete che le rassicuri e dia loro la possibilità di costruirsi un futuro nella consapevolezza che non c’è un “identikit” della donna maltrattata: la violenza è trasversale e va oltre l’età, le condizioni economiche, la cultura… Ciò vale anche per gli uomini maltrattanti: si tratta di persone lucide, perché la violenza è una scelta.
Nessuno vuole demonizzare il maschio: anzi, per fortuna, la maggioranza degli uomini ha un ottimo rapporto con la propria donna per l’intera esistenza. La Giornata suddetta è nata per svegliare dall’indifferenza, per portare l’attenzione e chiedere concrete soluzioni. Non possiamo rimanere a braccia incrociate di fronte alle brutture della violenza che si manifesta in molteplici forme: dall’aspetto più visibile ed inqualificabile a quello più nascosto, non meno insidioso.
Drammi a cui non dobbiamo assuefarci. Essi non riguardano solo la sfera privata, ma l’intera società. Drammi che spengono il presente e bloccano il futuro, il progresso, la civiltà rendendo asfittici i rapporti tra le persone. Facciamo nostro il grido di Papa Francesco per un mondo più umano ed equo “Basta violenze sulle donne: ferire una donna è oltraggiare Dio, che da una Donna ha preso l’umanità”.
Ivana Fornesi



