Il quadro politico che emerge dalla tornata di elezioni amministrative in Lunigiana


Con il ballottaggio di Carrara si chiude una tornata amministrativa che ha coinvolto quattro comuni della provincia (Aulla, Mulazzo e Zeri oltre che Carrara) e che ha offerto più di uno spunto di riflessione non tanto su vincitori e vinti nei vari comuni, quanto sul quadro politico complessivo nel territorio apuano e lunigianese. La sfida di Carrara consegna un centrodestra che esce con le ossa rotte dopo mesi di lacerazioni e una tardiva riunificazione non premiata dagli elettori; è prevedibile che con le elezioni comunali di Massa e quelle politiche alle porte, la sconfitta patita avrà delle conseguenze sia all’interno dei singoli partiti che negli equilibri della coalizione. Nel campo avversario, numeri alla mano, più di un osservatore si è chiesto se una candidatura interna al PD sarebbe stata in grado conseguire lo stesso successo ottenuto dalla “civica” Serena Arrighi e se sarebbe stata altrettanto inflessibile nella scelta – risultata alla fine vincente sotto tutti i profili – di non apparentarsi con Italia Viva. Il tema delle alleanze e degli apparentamenti riguarda anche le elezioni in Lunigiana, pur coinvolgendo comuni molto più piccoli, dove sono emersi elementi degni di nota sull’offerta politica da parte di forze tra di loro alternative. I 36 voti ottenuti dal centrodestra a Mulazzo – furono 256 cinque anni fa – sono la cifra da cui partire: davvero Forza Italia e alleati hanno lasciato oltre 200 voti in libera uscita nonostante la presenza di una lista di riferimento? Oppure quei voti sono andati in larga parte ad una delle altre due liste in campo, presumibilmente a quella di Italia Viva, ampiamente vincitrice con quel Claudio Novoa che nel 2020 non fece mistero di aver dato una mano a Filippo Bellesi per la sua riconferma a Villafranca?

Giacomo Bugliani e il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti
Situazione analoga ad Aulla, dove il centrodestra – prima coalizione alle regionali con oltre 2.500 suffragi – addirittura nemmeno si è presentato e nessuna spiegazione ufficiale della mancata partecipazione è stata fornita, salvo poi, all’indomani del voto, intestarsi la vittoria nel capoluogo lunigianese con una dichiarazione sui social di Debora Bergamini, deputata berlusconiana del collegio Massa-Versilia, prontamente rilanciata da Massimo Mallegni, coordinatore regionale di FI. Ora, il punto non è tanto il fatto che la lista di Aulla nel cuore, al di là dell’etichetta di lista civica avesse una connotazione chiaramente politica, con esponenti di PD, Italia Viva e candidati palesemente riconducibili a destra, quanto il fatto che nessuno abbia mai voluto ammettere la vera natura politica della lista, quella di un accordo trasversale agli schieramenti, come dimostra anche il fatto che i vertici democratici, sia a livello comunale che provinciale, non hanno sentito il bisogno di smentire le dichiarazioni di Bergamini. Le vicende aullesi e mulazzesi si collocano in un quadro comprensoriale non certo più chiaro. Italia Viva ha corso assieme al PD ad Aulla, contro il PD a Mulazzo, da sola a Carrara, salvo poi cercare di accasarsi presso entrambi i candidati e infine convergere sul centrodestra con il quale si è schierato a Pontremoli lo scorso settembre. Che dire poi di Carrara, dove elementi di spicco delle passate giunte di centrosinistra si sono candidati nelle liste della destra? Insomma, è un quadro politico estremamente confuso quello che si presenta in Lunigiana e in provincia a circa 8 mesi dalla definizione di liste e alleanze per le elezioni politiche del prossimo mese. Tra il quadro amministrativo, che incorpora anche inevitabili elementi localistici, e il quadro politico nazionale (a sua volta da tempo estremamente anomalo) è inevitabile che ci siano difformità. Tuttavia, quale fiducia si trasmette ad un elettorato già in preoccupante fuga dal voto e dalla partecipazione democratica, la formazione di alleanze non dichiarate a pochi mesi di distanza da un voto politico nel quale si chiederà un voto “contro la destra” o “contro le sinistre”? Sgomberare il campo da ambiguità e dichiarare le alleanze e i loro obiettivi con chiarezza sarebbe il primo passo per ristabilire quella fiducia dei cittadini nella politica necessaria per invertire la rotta di un crescente astensionismo che nulla di buono porta alla qualità della democrazia. (d.t.)
Annunciata la nuova giunta di Aulla.
La minoranza denuncia: nessun assessore a Protezione Civile e commercio Valettini vara la nuova giunta tra continuità e nomi nuovi

Aulla ha una nuova giunta. Il sindaco Valettini l’ha ufficializzata nel primo consiglio comunale post-elezioni, lo scorso 29 giugno. Tre i criteri che il riconfermato sindaco ha dichiarato di avere seguito nell’individuazione degli assessori: le preferenze ricevute, la rappresentatitività dell’intero territorio comunale e infine sensibilità e competenze personali. Roberto Cipriani (Italia Viva), il più votato della lista, rimane vicesindaco e assume le deleghe a ambiente, turismo, difesa del suolo. Al Partito Democratico vanno tre assessorati: Alessandro Giovannoni sarà assessore ai lavori pubblici, Tania Brunetti avrà le competenze a bilancio e urbanistica mentre Katia Tomè si occuperà di politiche sociali. Completa la giunta, che nei comuni delle dimensioni di Aulla prevede cinque membri, Aldo Vivaldi, già vicesindaco con Silvia Magnani nel periodo 2014-2017 e vicino al nuovo PSI di Lucio Barani: si occuperà di politiche abitative econ deleghe relative alle politiche abitative, ai rapporti con la regione Toscana inerenti il Masterplan e alla costruzione della Casa Salute. Cipriani, Brunetti e Giovannoni erano membri di giunta anche nello scorso quinquennio, assieme a Giada Moretti (PD), che sostituisce Silvia Amorfini alla presidenza del Consiglio Comunale. Il sindaco ha conferito specifiche deleghe agli altri consiglieri di maggioranza e pure ai candidati non eletti. L’assetto della maggioranza si completa con la nomina di Giovanni Schianchi, segretario cittadino dei democratici, a capogruppo. Non sono mancate le prime scintille con l’opposizione di Insieme in Comune. Il gruppo guidato da Filippo Coppelli ha reclamato, senza ottenerla, la vicepresidenza del consiglio comunale per Marco Cargiolli. La maggioranza ha preferito occupare anche questa casella votando Grazia Tortoriello. Ma è sulle deleghe che le scelte di Valettini sono state pesantemente contestate. La minoranza ha denunciato che due deleghe pesantissime come Protezione Civile e Commercio non sono andate ad alcun assessore, ma assegnate dal sindaco – che di fatto ne rimane titolare – a consiglieri comunali esterni alla giunta. La mancata nomina di un assessore al commercio è stata avversata dall’opposizione anche in relazione alle dichiarazioni del sindaco che, nel corso delle dichiarazioni programmatiche ha indicato l’obiettivo di rifare di Aulla “il centro commerciale e nevralgico della Lunigiana”. (d.t.)



