Il 26 giugno si è tenuta la premiazione della rassegna che ha colorato i borghi del Comune


Domenica 26 giugno scorso si è svolta a Bagnone la premiazione dei giardini iscritti al concorso “Bagnone fiorito” organizzato dalla Proloco giunto quest’anno alla IV edizione. Tre i primi classificati delle categorie in concorso: giardini privati, spazi pubblici, spazi privati, selezionati da una giuria di esperti con competenze nel campo del giardinaggio, declinato nei suoi vari aspetti floristici, agronomici, compositivi e paesaggistici. La manifestazione è nata una ventina d’anni fa da un’idea dell’architetto Roger Berthel, del quale ho avuto il piacere di apprezzare la competenza, la discrezione, la gentile ospitalità e la disponibilità nell’accompagnarci a visitare i giardini. Ventiquattro, per la precisione, diffusi in tutto il territorio comunale di Bagnone, borgo e castello, da Nezzana a Jera, a Vico e Castiglione del Terziere. Difficilissimo giudicare l’operato di persone di buona volontà che con amorevole dedizione si sono messe in gioco aprendo spazi adornati con piante, fiori, arredi perché questo corrisponde sempre ad un miglioramento ecologico ed ambientale anche nel senso di un assetto più ordinato sotto il profilo percettivo. Più difficile è ottenere la coerenza degli interventi con quel carattere “rurale” che identifica la Lunigiana, di cui il bagnonese è un esempio calzante. Esiste qui un tipo di giardino, ossia di spazio coltivato dall’uomo solo per il piacere di abitarlo, corrispondente a quella funzionalità insediativa destinata allo scorrere della vita agricola, ai suoi ritmi stagionali alla durezza del lavoro? Limitatamente, in tutti quegli spazi che non erano funzionali a questo scopo, come le aie per la raccolta temporanea del fieno o la battitura del grano. Si adornavano allora con contenitori anche di recupero, non necessariamente in cotto, rampe di scale, ballatoi, parapetti in muratura ed ogni spazio utile per piantare una vite che con i suoi rami, opportunamente potati e guidati, potesse offrire il ristoro dell’ombra. Piante da fiore stagionali o in bulbi come gerani, begonie, o specie passate di moda, come la hosta che ogni tanto si trova coltivata in qualche vaso sopravvissuto allo spopolamento di un abitato, l’asparago ornamentale, il falangio, la bergenia.


In questo senso il primo premio della categoria “spazi pubblici” assegnato alla piazzetta del castello curato dalla signora Anna Bassignani, ornato di soli vasi, esprime questo tipo di esperienza che coniuga l’ornamento floreale con il linguaggio della pietra espressione dell’ambiente costruito. Il nostro stile di vita tende a ristrutturare gli agglomerati rurali costruiti in pietra secondo un gusto filtrato dalla residenza urbana, scorteccia intonaci, stucca pietre, aggiunge terrazzi, amplia finestre. Allo stesso modo si serve per i giardini di un vivaista che propone le essenze di cui è rifornito semplificando ed omologando ambienti differenziati per funzione e disposizione geografica. Ciò nonostante, un’iniziativa come quella di Bagnone fiorito non può che accrescere la sensibilità verso l’ambiente e la cultura del giardino che si pone, ad esempio, quale tramite fra l’ambito domestico e quello agricolo, sullo sfondo dell’ameno paesaggio della sponda sinistra torrente Bagnone, come nel primo premio per la categoria “giardini privati” della signora Maria Teresa Guastalli di Gragnana. Oltre all’originalità della composizione, alla varietà delle essenze, all’inserimento nel paesaggio, uno dei temi del confronto era quello dell’amore verso le piante, atteggiamento di chi si prende cura, come il giardino di piante grasse della signora Maria Marani di Nezzana, primo premio “spazi privati”. Si segnala poi la passerella del ponte sul Bagnone curata dall’Associazione “Donne di Luna”, dove l’infiorata di gerani che adorna il ponte moderno di Bagnone rende piacevole uno spazio urbano di grande pregio appoggiato sulle scogliere scavate dal torrente. Un paesaggio unico pienamente apprezzabile dalla pergola del giardino Albericci situata sulla sponda opposta, dove le piante da fiore si combinano con essenze orticole, alla maniera agricola.
Roberto Ghelfi



