Calcio: la Gragnolese esce dalla zona play off, addio all’ultimo sogno

La sconfitta in casa dello Sporting Forte dei Marmi chiude i conti con un’illusione senza fondamento, ma tenuta viva per dare un senso finale alla stagione, ormai senza significato anche se mancano ancora novanta minuti al fischio finale. I Giovani della Carrarese umiliano il povero Vallizeri a dimostrare che forse non vale neppure la pena di partecipare in un contesto che non può reggere il confronto demografico con un territorio in pieno degrado e senza prospettive.

La rosa della Gragnolese
La rosa della Gragnolese

Non siamo così ingenui da non sapere che l’ultimo sogno sul quale ci eravamo appoggiati era praticamente senza un fondamento razionale, Però, tutti lo sanno: i sogni sono sogni e la vita è un sogno e senza sogni importanti non vale neppure la pena di essere vissuta. Certo, sprecare una citazione così impostante per una banalità come le prospettive del torneo di Terza categoria può essere veramente superfluo. Però, in un paese dove le citazioni sono, ogni giorno, all’ordine del giorno e non ti puoi perdere una predica o un discorso ufficiale senza che qualcuno ti ricordi, con la dovuta saccenza, quanto sei ignorante, abusarne anche per caso non può essere certo una colpa, visto che, di norma, tocca subirne almeno una ventina in ogni occasione. Ma sono cose di paese dove dimostrare di saperne più degli altri fa parte del gioco e che più ne sa più ne mette; peccato che a metterne siano sempre i soliti gogondi, mai quelli che si prendono i meriti!!! Ma torniamo allo sport. L’ultimo sogno, quella che la Gragnolese con un ultimo inutile colpo di coda potesse rientrare nel gioco dei play off di Terza categoria è svanito senza colpo ferire perché l’incontro clou di giornata che prevedeva in pratica lo spareggio tra le pretendenti all’illusione si è risolto con la vittoria, sofferta ma ineluttabile dello Sporting Forte dei Marmi che ha beffati i nostri della Gragnolese solo di misura, per restare appeso ad un sogno che siamo convinti, proprio nel gioco dei numeri sia del tutto senza un qualche fondamento. Certo, alla fin fine, può solo dispiacere che i nostri abbiano ceduto le armi all’ultimo confronto importante, ma la battaglia non aveva un senso come tante del passato per le quali si andava a combattere senza sapere, perché versando sangue inutile, solo per orgoglio. E, lo dobbiamo dire, la Gragnolese, di sicuro, l’orgoglio ce lo ha messo e ci ha provato fino alla fine qa tentare di fare il salto di qualità, impresa che, nella stagione, avrebbe avuto un senso incredibile, visto che abbiamo preso solo delle scopole inenarrabili , che difficilmente dimenticheremo almeno per i prossimi due lustri, perché una stagione così, a memoria d’uomo nostrano, non la abbiamo mai vissuta. Se poi aggiungiamo che, per chiudere il conto i Giovani della carrarese hanno rifilato ben sette pere ai bravi ragazzi del Vallizeri e dire che il confronto, seppure a questi livelli, non è proprio possibile, ci domandiamo ancora una volta se valga veramente la pena che la nostra disperazione debba continuare a confrontarsi con la dovizie di altri territori che almeno a livello demografico sono baciati dal sole, mentre noi proprio di giovani non ne abbiamo, quindi tentare di risorgere significa solo investire sulle fortune altri.

Risultati, classifica e prossimo turno del campionato di Terza Categoria
Risultati, classifica e prossimo turno del campionato di Terza Categoria

Tema spinoso, oltre che deformante, almeno in chiave demografica, che torna a dire che la Lunigiana deve cominciare a fare i conti con la propria realtà, per capire che impegnarsi nel settore sportivo deve significare investire per valorizzare le proprie forze, non mantenere quelle di altri, specie a certi livelli, ovvero quelli dove a prevalere sia solo il divertimento e non solo l’immagine; quindi, alla fin fine chiedersi se valga la pena investire a caso nel calcio, magari solo per soddisfare ambizioni di campanile senza riflettere che, alla base dell’ambizione, non ci sono sforzi fatti per i nostri giovani ma solo per mantenere la solita banda di scarponi mercenari che, non trovando fortuna a casa loro, emigrano in casa dei poveri per mungere un latte senza sostanza. Insomma, visto che i presupposti proprio non ci mancano e, quanto ad esperienza sulla storia del nostro calcio, possiamo avanzare vanti che nessuno, crediamo, possa vantare, neppure ai più alti livelli dirigenziali, di fronte a quanto sta succedendo ed è successo in questa stagione, a dir poco infame ed umiliante, ci chiediamo se non sia il caso di fermarsi un momento per riflettere su quello che potrebbe essere fatto davvero per ridare un senso concreto al nostro calcio, oltre a soddisfare le ambizioni di chi pensa di tirare una carretta che fa acqua da tutte le parti e solo per ambizione personale pretende che le cose continuino ad andare in questo incredibile modo. Pretendere subito una risposta sarebbe presuntuoso, anche perché la domanda la stiamo ponendo da un po’ di anni e nessuno si è permesso di avere la cortesia di risponderci, certi che troppi siano gli interessi personali sottintesi al problema per esporsi offrendo occasioni praticabili per un confronto plausibile. Allora, perché nessuno si scordi quello che effettivamente è successo quest’anno, vi facciamo di nuovo il riassunto, sperando che i fazzoletti per asciugare le lacrime vi bastino e non occorra un intervento europeo per sovvenire alla bisogna. L’unica vera immagine proponibile all’esterno con un po’ di vanto, ovvero la Pontremolese, per motivi ancora da individuare, dopo un travaglio che è andato ben oltre i nove mesi canonici per una nascita spontanea, è tornata in Promozione, ovvero è scesa da quel gradino che mai nessuno m in Lunigiana, per meriti proprio, ed invitiamo chiunque a,provarcelo, era riuscito a conquistare in passato, almeno nella dimensione attuale e non in quella storica. Il Serricciolo, voce solitaria in una Prima, già coltura di grande significato, un tempo, per la nostra terra, ha dovuto lottare fino all’ultima goccia di sudore per tenere il passo senza deflettere, segnale almeno di un dignità mai spenta e da conservare con le unghie e con i denti, vista la nostra evidente miseria. Quanto successo in Seconda, che è poi il vero ambiente nel quale dovremmo gestire, stando al pregresso, la nostra endemica insufficienza, non solo abbiamo bucato le due occasioni per crescere, ma abbiano meritato ben due retrocessioni, evitando la terza solo perché è stata un lotta tutta in famiglia, ma solo per caso e per eventi che temevamo inattesi. Della Terza già si è detto, per confermare, con la flemma di sempre, che dire che non ci resta che piangere è davvero poca cosa e che, certi di un mare di insulti spontanei, auspichiamo che qualcuno prenda finalmente l’iniziativa per valutare se valga una volta per tutte la pena di tentare ancora una volta di fare qualcosa di consortile per ottenere qualche risultato importante e qualificante. Per i meno informati in geografia, ricordiamo che l’Isola d’Elba ha non meno di dieci comuni eppure si esprime con una sola squadra, Non sarebbe il caso di tornare a pensare almeno a livello zonale a qualcosa di simile. Per lo meno investiremmo sul serio e non solo per buttare al vento sogni ed illusioni.

Luciano Bertocchi