Pontremoli: un vento da burrasca ha reso impossibile l’accensione del Falò di S. Nicolò

Nel corso della tribolata (dal punto di vista meteorologico) giornata di martedì 17 gennaio – giorno in cui la Chiesa fa memoria di S. Antonio Abate e che da tempi immemorabili a Pontremoli è dedicato al Falò di S. Nicolò in onore del santo – dal punto di vista dell’attesa del tradizionale evento ci si attendevano due possibili soluzioni di fronte al vento di tramontana che soffiava con forza eccezionale su Pontremoli fin dal giorno precedente. Una poteva giungere dai fuochisti, che avrebbero potuto decidere di spostare ad un giorno meno ostile l’accensione dell’impressionante pira di fascine; l’altro dalle istituzioni, che avrebbero potuto dare indicazioni, sia pure ufficiose, sulla possibilità o meno di dare il via al falò.
Qui è giusto aprire una parentesi per esprimere l’ammirazione nei confronti dei fuochisti, che hanno sfidato un tempo impietoso, per il vento, ma anche per il freddo, per preparare il falò nel migliore dei modi, senza porsi la domanda sulla possibilità o meno di un rinvio. A questo si deve aggiungere anche il peso, mitigato dallo spirito di gruppo, delle notti di guardia ai “bochi” sul greto del fiume.
L’ammirazione è solo in minima parte mitigata dalla perplessità suscitata dallo spirito di competizione che spinge ogni anno i fuochisti a superare le misure del falò precedente. Crediamo che l’altezza raggiunta quest’anno sia da record, ma non possiamo non esprimere le perplessità di cui sopra per tutte le complicazioni che ogni metro in più aggiunge alle non poche difficoltà insite in un’attività già di per sé così impegnativa.
Lo spettacolo, comunque, non può che essere definito sublime: l’immagine di una pira così imponente, infatti, sprigiona già “a motore spento” una forza che si intuisce fuori del comune ancor prima che essa sia avvolta dalle fiamme. Va da sé che, con tali premesse, l’attesa di questo momento si carica di un’intensità che porta a mettere in secondo piano ogni ostacolo che si frapponga all’accensione.
Chiusa la doverosa parentesi, torniamo alla giornata.
Soprattutto nel corso del pomeriggio alcuni momenti di calo dell’intensità del vento non hanno fatto altro che aumentare le incertezze sul da farsi, fino a far optare per un normale svolgimento del falò. Altro elemento che spingeva in tal senso è stato l’afflusso di pubblico che, nonostante la giornata sopra descritta, andava via via occupando la sede stradale del ponte Pompeo Spagnoli, a conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’interesse nei confronti della disfida.
Tutto bene, quindi? No, e lo avete già capito perché a questo punto stareste già leggendo delle meraviglie dello spettacolo offerto dai fuochisti di S. Nicolò.
Passato l’orario previsto, le 19, è trascorsa una mezz’ora di tempo nel corso della quale il pubblico, ignaro di quanto stava succedendo, è rimasto in fiduciosa attesa per poi rendersi conto, tramite comunicazioni a voce o con i cellulari, che per quella sera di falò si sarebbe potuto parlare, ma il falò non si sarebbe potuto vedere. Qui passiamo alle voci che sono circolate, data l’impossibilità di una verifica per i tempi ristretti. Sembra che attorno alle 19 sia finalmente giunto il “fermi tutti” da parte dell’autorità cittadina, che avrebbe ravvisato eccessivi rischi nell’accensione di un falò in un contesto atmosferico come quello descritto.
Appuntamento rinviato a sabato 21 gennaio
L’incertezza che ha dominato la giornata del 17 gennaio non ha avuto conseguenze soltanto sul mancato falò, ma anche sul suo rinvio. La delusione ha, infatti, avuto la meglio anche sulla possibilità di prendere una decisione in tempo reale per far sapere, almeno a tutti coloro che avevano sfidato il forte vento e si erano comunque recati sul ponte Spagnoli, data e orario del nuovo appuntamento. Al momento in cui andiamo in stampa, la collocazione più logica e probabile è quella della serata di sabato 21 gennaio, alle 19. Per la prima volta a memoria di vivente siamo quindi di fronte ad una sorta di “mostra estemporanea” con l’enorme pira di fascine nel non ambito ruolo di unico protagonista. Se non fosse per lo sconcerto originato dal mancato evento, si potrebbe ammirare in tutta tranquillità una vera e propria opera d’arte che troverà la sua ragion d’essere solo nell’abbandono alle fiamme in una serata, davvero tutti lo speriamo, meno ingrata.
Rispettosi del concetto che è meglio prevenire che curare, esprimiamo l’idea che la scelta di bloccare il falò sia stata giusta, assieme, però, alla perplessità suscitata dai tempi necessari per poter definire una decisione che, senza difficoltà, avrebbe potuto essere presa, se non il giorno prima, almeno nella tarda mattinata o nel primo pomeriggio di martedì 17. Si sarebbe in tal modo potuto evitare la grande delusione per uno spettacolo mancato all’ultimo momento e di ridurre il Falò di S. Nicolò al rango di desaparecido dell’ultimo minuto.
(a.r.)






