Il nuovo libro di Luigi Leonardi presentato sabato scorso a Pontremoli con il video “I ragazzi del Monte Barca”
In quella tremenda estate di guerra del 1944, caratterizzata da stragi ed eccidi in tutto l’Appennnino settentrionale, le truppe tedesche misero in atto numerosi rastrellamenti che ancora oggi, pur a distanza di così tanti anni, sono ben impressi nella mente dei testimoni che continuano a vivere nei luoghi di quei fatti.
Partendo proprio dal racconto – spesso inedito – di queste persone Luigi Leonardi ha portato a termine la sua ultima produzione letteraria: “Umili e Ribelli. Memorie di guerra in Lunigiana” (Mursia, 2018) presentata sabato scorso, 22 settembre, a Pontremoli nelle Stanze della Rosa nell’ambito dell’Autunno Resistente, iniziativa organizzata dalla locale sezione ANPI con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana.
Gran parte del libro è dedicata ai dieci, terribili, giorni del rastrellamento al quale l’Appennino venne sottoposto tra la fine di giugno e i primi di luglio: dal passo del Brattello alla Garfagnana, le colline affacciate sulla sponda sinistra del Magra videro migliaia di tedeschi impegnati in quella che appare in tutta la sua crudeltà di “guerra ai civili” da colpire per isolare e fiaccare la resistenza dei partigiani. Le formazioni, ormai ben organizzate, erano sempre più difficili da colpire: dai comandi germanici venne così deciso il cambio di strategia. Poche settimane dopo questa fu portata alle estreme conseguenze con l’ordine di “uccidere i civili”: si spiegano così le stragi di Vinca e Bergiola, di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, solo per citarne alcune.
In questo libro Leonardi evidenzia la scelta di raccontare dando voce ai testimoni lasciando che dati e numeri della storia, pur sempre ben presenti, rimangano sullo sfondo a fare da scenario: dall’eccidio di Ponticello alle decine di morti nel bagnonese fino alla fucilazione di don Lino Baldini a Camporaghena. L’occasione è stata anche utile per proiettare il video “I ragazzi del Monte Barca”, curato dallo stesso Leonardi con Fabio Milani e Massimiliano Pisano e che racconta la cattura nel bagnonese, la prigiona nel seminiario di Pontremoli e la fucilazione a Valmozzola il 17 marzo 1944 dei giovani partigiani appena rifugiatisi nell’essicatoio a monte di Pieve di Bagnone. Un evento che fu, in qualche misura, premessa dei fatti dei mesi successivi e che ci mostra il cambio di strategia nazifascista contro la guerriglia dei “ribelli”.
Il libro dedica anche un ampio capitolo ad alcune vicende spezzine, in particolare alle “gesta” e alla sorte di Aurelio Gallo, aguzzino responsabile di torture, sevizie e morti nella caserma del 21° Fanteria alla Spezia dalla quale partivano anche i deportati verso i campi di sterminio. Venne catturato alla fine del 1945, processato l’anno successivo (il tribunale ascoltò più di 120 persone che erano state torturate) e condannato a morte nel 1947: ma la popolazione di Migliarina temeva potesse essere “graziato” come altri criminali e “pretese” non solo l’esecuzione della condanna ma anche che la bara fosse riaperta al cimitero per verificarne l’identità.
Autunno Resistente: “Sebben che siamo donne”:
presentazione il 6 ottobreSabato 6 ottobre, alle 15,30, sempre nelle Stanze della Rosa a Pontremoli secondo appuntamento con l’Autunno Resistente, promosso dall’ANPI Pontremoli con l’Istituto Storico della Resistenza Apuana. Sarà presentato il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne” sul contributo delle donne alla Resistenza e alla guerra di Liberazione. Introduzione di Alessio Giannanti (Archivi della Resistenza). Saranno presenti alcune testimoni di quegli anni.



