Deputazione di Storia Patria: studi e spunti per la ricerca storica locale

A Pontremoli nell’incontro della sezione locale

I relatori della seduta della sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi che si è svolta il 21 giugno nelle Stanze del Teatro della Rosa

La sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi domenica 21 giugno nelle Stanze del Teatro della Rosa ha tenuto il suo annuale incontro. è iniziato con la commemorazione di Carlo Bruno Brunelli da parte di Giuseppe Benelli, il quale ha ricordato la sua attività di giornalista e di amministratore pubblico, ma soprattutto di ricercatore sulla storia di Bagnone dal Medioevo con particolare attenzione al periodo della Resistenza.
Paolo Lapi ha commemorato Riccardo Buonaguidi ricordandolo come studioso appassionato ed esperto, che ha riorganizzato gli archivi lunensi. Il presidente della sezione, Marco Angella, ha poi dato la parola a Luciano Bertocchi che ha presentato due cartoline postali del 1943 scritte da Luigi Campolonghi e dalla moglie Ernesta Cassola.

A destra Marco Angella, presidente della sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria con il presidente Angelo Ghiretti

Una indirizzata a Orlando Orlandini, al quale esprimono il desiderio di rientrare in Lunigiana dopo il loro esilio in Francia ed una inviata ai parenti residenti ad Ivrea per chiedere loro ospitalità. In Piemonte i coniugi Campolonghi saranno accolti e nascosti perché ricercati dalla polizia fascista e qui nel 1944 Campolonghi morirà. Orlandini rispose che in Lunigiana non erano al sicuro poiché erano conosciuti.
Paolo Lapi ha relazionato su Pontremoli e l’imperatore Federico II nell’VIII centenario del diploma emesso dallo Svevo nel 1226 con cui Pontremoli diviene libero comune. Il rapporto tra Pontremoli e Federico II s’incrina nel 1239 quando i pontremolesi si dimostrano infedeli ed egli nomina un vicario di Pontremoli e Lunigiana facendo distruggere le porte e le case torri del borgo. Nel 1243 fa costruire il Castello del Piagnaro posto in una posizione che domina il paese per dimostrare che i pontremolesi devono a lui obbedienza. Nel Castello dimorava un castellano che governava Pontremoli in nome di Federico II. Le porte vengono ricostruite nel 1247.
Alfredo Bassioni ha parlato dell’arresto a Pontremoli del capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, il quale ha combattuto per la Repubblica di Venezia nel 1439 durante la guerra con il Ducato di Milano per il possesso del Lago di Garda. Con atti di tattica militare molto ingegnosi portò la Repubblica di Venezia alla vittoria. In seguito andò a servizio del ducato di Milano attirandosi le ire di Francesco Piccinino, che lo accusò di tradimento. Il duca Filippo Maria Visconti lo fece arrestare a Pontremoli e lo fece trasferire a Piacenza e poi a Monza, da dove riuscì a fuggire dal carcere.
Mariella Menchelli ha riportato l’attenzione sul manoscritto Campori 110 conservato nella Biblioteca Estense di Modena donato a Nicodemo Tranchedini dall’umanista Pier Candido Decembrio, scritto nel 1461. Il manoscritto contiene la vita di Diogene Laerzio e il testo non ancora ultimato dell’opera di Decembrio “L’immortalità dell’anima” recando anche postille poste dallo stesso Decembrio.
Monica Armanetti ha esposto l’organizzazione delle comunità locali bagnonesi prima della riforma comunicativa del granduca di Toscana Pietro Leopoldo del 1774. Bagnone e le comunità facevano parte dello Stato fiorentino e si autogestivano con i loro Statuti, i quali dovevano adeguarsi alle indicazioni di Firenze, che imponeva la nomina con estrazione a sorte del camerlengo, del console e dei consiglieri. Le comunità erano 13. A Bagnone vi era il cancelliere comunitativo e il territorio era suddiviso in due podesterie, Bagnone e Castiglione del Terziere. Nel 1777 con il nuovo governo dei Lorena, il controllo si fa più stretto, soprattutto per il pagamento delle tasse. Si forma una comunità unica a Bagnone e le realtà locali non possono più autogestirsi e vengono abolite tutte le istituzioni precedenti.
Infine Enrico Dallara ha presentato una lettera scritta nel 1857 dalla contessa Galli Bonaventuri indirizzata a Maria Apollonia Bonaventuri ved. Galli, residente a Genova. La missiva da Pontremoli, via Sarzana, giunge a Genova. Il tragitto è testimoniato dai francobolli applicati sulla lettera. Il suo ritrovamento avviene durante un bombardamento di Genova nella Seconda Guerra Mondiale. Diventa una delle lettere più rare del Ducato di Parma ed è famosa e di grande valore tra i filatelici.

Paola Bianchi