Nel giorno di Pentecoste

Tutto è cambiato da allora: i nostri paesi si sono spopolati, ma restano le tradizioni e quest’anno a Treschietto la festa di Maria Ausiliatrice è coincisa con la Pentecoste per cui il programma è stato più dettagliato. Il triduo di preparazione, preceduto dalla recita del Santo Rosario, è stato presieduto dal parroco don Angelo Boattin. Nel giorno della festa la S. Messa, delle 11,30, è stata resa più partecipata, anche, dai canti del coro. Sull’altare, e attorno alla Vergine, raffinate composizioni gialle, sinonimo di luce e di gioia.
“Il mistero pasquale – ha detto don Angelo – trova il suo compimento nella potente espressione dello Spirito Santo: il vento che spazza via paure ed egoismi; il fuoco che dà stura all’amore. Gli apostoli e Maria erano radunati nel Cenacolo, il luogo dell’Ultima Cena, quando la ‘Nuova Alleanza’, sull’azione dello Spirito di Dio che fa nuove tutte le cose, si incide in cuori di carne. È, da quel giorno, che ha inizio la Chiesa e la sua missione evangelizzatrice. È, per tutti noi, tempo di Pentecoste per divenire testimoni di Gesù sulle strade del mondo con uno sguardo diverso ed innovativo guardando a Maria: prima discepola e prima orante del Figlio. La Donna, vestita di sole, che ci porta al Risorto. Prendiamo, come Giovanni, Maria con noi. Portiamola nella nostra casa, nella nostra intimità e troveremo la Mamma dolce e premurosa; attenta e presente; capace di alleviare le nostre lacrime e di ridare slancio alla nostra fede”.
Nel pomeriggio, canto dei Vespri e processione con tanti fedeli giunti dalle frazioni limitrofe. Addobbi, luci, inni verso l’azzurro del cielo. Al rientro benedizione solenne e momenti di silenzio. Quando la parola umana si ferma, lasciando posto alla riflessione e alla lode. Per la cronaca, nell’Ostello “La Stele”, un ricco rinfresco, offerto dal Circolo “La Torre”, ha permesso momenti di piacevoli chiacchierate amicali.
(Ivana Fornesi)



