“Grazie, vescovo Eugenio. Per come hai vissuto. Per come hai servito”

I funerali di mons. Eugenio Binini, deceduto il 7 maggio, si sono svolti lunedì 11 in Cattedrale a Massa; è stato alla guida della nostra diocesi dal 1991 al 2010

Mons. Binini durante una celebrazione in Duomo a PontremoliIn Cattedrale a Massa, lunedì 11 maggio, la celebrazione esequiale del vescovo emerito Eugenio, è iniziata dopo la lettura di alcuni messaggi di cordoglio pervenuti, tra cui quello della Conferenze episcopale Italiana per mano del segretario Giuseppe Baturi e del vescovo Siluan della diocesi ortodossa romena d’Italia, segni di una attestazione di stima e di riconoscenza, che mons. Binini ha saputo “coltivare” nei numerosi anni di episcopato che ha offerto alla Chiesa, prima a Pitigliano e poi a Massa.
Presenti anche i confratelli della CET che hanno condiviso il ministero episcopale negli anni del suo servizio: il card. Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, i vescovi emeriti Fausto Tardelli, Alberto Silvani, Mario Meini e Giovanni Santucci; hanno partecipato anche il vescovo di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti, mons. Bernardino Giordano, vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello e Grosseto, e don Matteo Lorenzelli, vicario generale delegato del vescovo di Parma.

Un’immagine dell’alto della cerimonia funebre in Cattedrale a Massa

Nell’omelia il vescovo mons. Mario Vaccari ha iniziato la sua riflessione dicendo che si capisce la vita di una persona dal modo in cui affronta la morte, prendendo ad esempio la vicenda di san Francesco, che è andato incontro alla sua fine in un abbandono filiale al Signore, tanto che è arrivato a lodarlo per ‘sora nostra morte corporale’. Lo stesso ha fatto il vescovo Eugenio.
Poi ha riportato uno degli ultimi ricordi di mons. Binini: alcune settimana fa era andato a trovarlo a Traversetolo, quando sapeva che la sua malattia non gli avrebbe lasciato scampo; entrando nella stanza mons. Vaccari ha percepito la pace, non quella di chi rinuncia per rassegnazione ma “una pace diversa, più profonda, quella che non dipende dalle circostanze ma sgorga dall’abbandono filiale a Dio”. Il vescovo Mario ha tratteggiato il profilo di un cristiano, chiamato dal Signore a diventare prima sacerdote e poi vescovo, che non ha mai smesso di dubitare nella forza della fede e nella misericordia di Dio.

Il Vescovo mons. Mario Vaccari durante l’omelia

“Posso testimoniare, per averlo vissuto, che nei miei quattro anni di episcopato qui, Eugenio non ha smesso di essere presente, come padre e fratello. Mi ha incoraggiato – con discrezione, con fermezza – su alcune scelte che non erano facili, scelte che qualcuno potrebbe chiamare imprudenti o inopportune, e che preferisco chiamare ‘profetiche’ nel senso che cercano di guardare avanti. In quei momenti la sua vicinanza era un dono: mi diceva che era d’accordo con me ma soprattutto mi diceva che era con me, che pregava, che la Chiesa è più grande delle difficoltà del momento”.
La notizia del Vangelo e della vita eterna donata da Cristo, mons. Binini l’ha testimonianza lungo tutto il suo percorso terreno, come sacerdote prima, come pastore ai soldati dell’esercito nel suo impegno come Ordinario militare, e infine nella chiesa di Pitigliano-Sovana-Orbetello e poi a Massa Carrara-Pontremoli.

L’ingresso in Cattedrale di sacerdoti e vescovi

Sempre nell’omelia il vescovo ha letto un breve messaggio che monsignor Binini aveva inviato ai sacerdoti e ai diaconi da lui ordinati: “Volevo salutare i preti e i diaconi che io ho ordinato. Non vi ho dato niente di mio perché quello che vi ho trasmesso me l’aveva dato Gesù per ciascuno di voi nel sacramento dell’Ordine o del diaconato o del presbiterato. In quella giornata, quello che vi ho dato è di Gesù. Io non ho fatto altro che trasmettervi qualcosa non di mio”.

Mons. Eugenio Binini (1934 – 2026) Vescovo di Massa Carrara – Pontremoli dal 1991 al 2010)

Quindi il saluto finale di mons. Vaccari. “Eugenio è arrivato. La sua vita è compiuta. Non tocca a noi proclamarlo già ‘beato’ né tanto meno dare giudizi o esprimere valutazioni. Ma è lecito, anzi è giusto, dire con la fede che ci è data ciò che i nostri occhi hanno visto: un uomo che ha cercato Dio, che ha sperato in Lui. Un vescovo che ha servito senza calcolare”.
E concludendo l’omelia: “Grazie, Eugenio. Per come hai vissuto. Per come hai servito. Per come hai amato questa terra e questa gente. E per come, nell’ora più dura, hai saputo ancora fare il vescovo: consegnare, ringraziare, promettere il paradiso”.
Al termine della celebrazione, animata dalla Cappella musicale della Cattedrale, un lungo applauso ha salutato il feretro di mons. Binini. La salma è stata tumulata nella cripta, dove riposerà assieme agli altri pastori che hanno servito la diocesi apuana.