Inaugurate le case del pellegrino di Fivizzano e Regnano

La struttura di Fivizzano è un centro informativo e di sosta, mentre Regnano, è adibita a struttura di accoglienza, anche per il pernottamento notturno

La Casa del Pellegrino a Regnano
La Casa del Pellegrino a Regnano

Scendendo dal nord-ovest della Penisola, la strada per le ampie terre del centro e del sud si apre attraverso quella che già i Longobardi chiamavano “porta di Toscana”. La Lunigiana è stata per la sua posizione la giuntura naturale anche tra l’Italia e l’Europa del Nord.

La Via Francigena, chiamata così fin da Carlo Magno, notoriamente ha in Lunigiana un importante punto di snodo sul tragitto che univa Roma con il remoto arcivescovado d’oltremanica, Canterbury. Nel Medioevo, e oltre, tra Pontremoli e Luni passarono infatti le ondate di pellegrini dirette tanto nella capitale dell’antico impero, quanto a Gerusalemme, o a Santiago di Compostela. E più di un viaggiatore “internazionale” ha lasciato un ricordo del suo passaggio per questi luoghi: così l’arcivescovo di Canterbury, Sigerico, che fece una relazione sul suo viaggio di ritorno da Roma all’Inghilterra nel decimo secolo, e menziona anche diverse località lunigianesi. Si può immaginare, insomma, che in una regione di grande transito come questa il sistema di vie creasse un intreccio abbastanza complesso.

Il taglio del nastro della Casa del Pellegrino a Regnano
Il taglio del nastro della Casa del Pellegrino a Regnano

Da Pontremoli, ad esempio, partiva un segmento della Francigena che arrivava fino a Lucca. Fu nominata la Via del Volto Santo, dal celebre crocifisso ligneo lucchese, il primo noto in Occidente. Lucca è il punto di arrivo di una strada di montagna che scendeva – giusto per menzionare qualcuna delle località toccate – da Pontremoli a Bagnone, fino alla fortezza di Castiglione del Terziere, e di lì verso Monti, Fivizzano, fino ad arrivare a Regnano e all’antico Hospitale di San Nicolao sul passo Tea, per poi procedere in Garfagnana. Oggi, camminando tra i borghi di queste terre di confine, è bello notare le indicazioni che segnalano gli antichi sentieri, che sono ancora ben vivi e percorsi da viaggiatori sulle orme dei pellegrini del passato.

Il taglio del nastro della Casa del Pellegrino a Fivizzano
Il taglio del nastro della Casa del Pellegrino a Fivizzano

E, a questo proposito, si deve segnalare una lodevole iniziativa messa a punto recentemente. Martedì 31 marzo sono state inaugurate, nei borghi di Fivizzano e di Regnano, quest’ultimo nel comune di Casola, due “case del pellegrino”, strutture ricettive pensate per i moderni viandanti.

La struttura di Fivizzano è un centro informativo e di sosta, in Piazza Medicea, che vuole valorizzare anche altre potenziali attrazioni del territorio, come il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. A Regnano, invece, è stata riqualificata la vecchia scuola del paese: adesso è adibita a struttura di accoglienza, anche per il pernottamento notturno, e ha tra i suoi servizi una cucina e un’area ricreativa.

Entrambi gli interventi sono stati finanziati per intervento del GAL Consorzio Lunigiana e con il coinvolgimento del Parco Nazionale. L’operazione dei due comuni si inserisce all’interno di un più ampio progetto: “Le Vie Francigene in Lunigiana: testimonianze antiche e viabilità storica tra natura e storia”, che ha coinvolto anche altri comuni lunigianesi, come Fosdinovo, Comano e Licciana Nardi.

Si auspica che di una tale misura congiunta possa portare benefici concreti e notorietà anche a piccoli centri come quelli della Lunigiana.

Davide Lombardi