Treschietto in festa  per l’antica reliquia di  Santa Demetria ritrovata

Dopo tanto tempo è stata ritrovata, nella chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, la reliquia di Santa Demetria che, secondo la tradizione, era figlia di Dafrosa e Flaiano, funzionario imperiale, e sorella di Bibiana (la Santa legata anche ad un famoso proverbio).
L’intera famiglia subì il martirio sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata, intorno all’anno 367. I loro corpi furono rinvenuti nel 1624 e ricollocati, due anni dopo, dal pontefice Urbano VIII, in tre reliquari. Quello relativo a Demetria fu donato da mons. Cherubino Malaspina, vescovo di San Sepolcro, alla marchesa Ottavia, moglie del nipote Giovanni Gaspare Felice Malaspina e, da lei, destinato alla chiesa di Treschietto, l’8 marzo del 1662 , con una grandissima festa.
La venerazione per la Santa ha, quindi, radici profonde che risalgono al secolo XVII dando stura alla devozione popolare trasmessa da padre in figlio e che riconosceva la Martire protettrice del borgo che si estende ai piedi della torre malaspiniana.
Dopo molti anni, domenica scorsa, 8 marzo, la comunità di Treschietto, certamente molto ridotta rispetto a quel tempo, è tornata a riunirsi attorno alle reliquie di Santa Demetria, nel solco degli avi. Alle ore 10 è stata celebrata la S. Messa, resa più solenne dai canti del Coro.
Nell’omelia le riflessioni sul Vangelo proclamato. “Verso mezzogiorno, Gesù, affaticato per il viaggio, siede vicino al pozzo di Giacobbe. Arriva una donna samaritana, di un popolo ormai separato dalla tradizione ebraica. Con lei, ha detto il parroco don Angelo, comincia un dialogo che tocca profondamente la sua anima e la dischiude alla salvezza di Dio. A tutti quelli che si riconoscono peccatori, che sono ‘cisterne screpolate’, Gesù offre la sua vita per amore e per la salvezza. La donna capisce e, piena di gioia, dimentica il secchio e corre ad invitare la sua gente a venire ad ascoltare Gesù. Anche la giovane Demetria, pur nello sfarzo della casa imperiale, aveva bisogno di acqua zampillante che solo Cristo elargisce per dissetare, ricreare, fecondare i vuoti interiori e le intime aspirazioni. La Santa protettrice, ha concluso il celebrante, ci ricorda che dobbiamo riscoprire il nostro battesimo, quando abbiamo ricevuto acqua viva entrando nella grande famiglia di Dio. A Lui presentiamo le nostre aridità e condividiamo, con i fratelli, la gioia dell’incontro che salva”.
Ad affiancare don Angelo, il diacono Inaco e, finalmente, tre chierichetti: Simone, Giacomo e Luca per la letizia di tutti. La giornata si è conclusa con la processione e le invocazioni per la pace. Perché, nel buio di questo nostro tempo sconvolto e preoccupante, crediamo che la pace sia ancora possibile. E che l’ultima parola non appartenga all’odio, alla violenza, alla guerra, ma alla vita.
Per la cronaca va detto che, in occasione della suddetta festa, è stato pubblicato l’opuscolo “Santa Demetria Martire” curato, con passione e capacità, da Inaco Bianchi e dedicato  a Padre Michele, sacerdote molto amato dai Treschiettesi. La stampa è stata donata dal “Circolo La Torre” unitamente alle Aziende locali “Fratelli Malatesta “ e “Caterina Sarti”.
In passato, anche il nostro storico locale, Paolo Lapi si era interessato di ricerche d’archivio relative a Santa Demetria il cui culto, pare, fosse esteso pure in altre località lunigianesi.

Ivana Fornesi