Oltre le sbarre, per rinascere

La Caritas diocesana rinnova il proprio impegno in carcere sia a Massa che a Pontremoli. Il 18 dicembre pranzo di Natale nelle due strutture con il Vescovo e il Vicario generale

Carcere. (Photo SIR/CdE)

Dal 2023, per volontà del vescovo Mario, la pastorale carceraria della diocesi – attiva nella Casa di Reclusione di Massa e nell’IPM di Pontremoli – è affidata alla Caritas diocesana, scelta che rafforza un approccio fondato su accoglienza, solidarietà e reintegro, tre pilastri che guidano ogni azione verso le persone private della libertà, restituendo dignità e possibilità concrete di futuro.
L’accoglienza è il primo passo: la presenza costante di cappellani e volontari crea un clima di ascolto, dove detenuti e detenute possono condividere fatiche, paure e speranze senza sentirsi giudicati. La solidarietà si esprime con attività che favoriscono il benessere psicofisico e le relazioni positive, dai laboratori creativi ai progetti in collaborazione con scuole e associazioni.
Fondamentale la formazione continua dei volontari, per un accompagnamento sensibile e competente, capace di rispondere alle esigenze emotive più delicate. La reintegrazione, obiettivo centrale, si realizza con percorsi educativi e professionali che aiutano a costruire progetti di vita e competenze.
In questo contesto si inserisce il progetto “Rinascita: oltre le sbarre”, finanziato con i fondi 8xmille e dedicato all’IPM di Pontremoli, unico istituto in Italia per le giovani fino ai 20 anni. I risultati sono già incoraggianti: le ragazze hanno mostrato un alto grado di partecipazione e coinvolgimento nelle attività, con giudizi positivi da parte di educatori e operatori. Il progetto ha introdotto cineforum, giochi da tavola e laboratori creativi per favorire la coesione e migliorare la comunicazione tra le detenute.
Gli incontri di riflessione e condivisione hanno permesso alle ragazze di gestire meglio le emozioni e di sviluppare più consapevolezza di sé, mentre le attività ludico-ricreative hanno creato spazi di svago e socialità, spesso assenti nelle routine carcerarie.
“Rinascita” si inserisce su esperienze già consolidate, tra cui corsi di formazione professionale, sostegno morale e spirituale e iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, rafforzando il lavoro della Cappellania guidata da don Giovanni Perini e degli educatori dell’istituto.
Nel 2026 entrerà nel vivo il progetto “Jobel”, pensato per agire sia all’interno del carcere che fuori, accompagnando detenute, ex detenute e famiglie.
Il progetto prevede due abitazioni: una per le famiglie in visita, l’altra per le giovani che affrontano il delicato passaggio verso il reinserimento. All’interno dell’IPM continueranno le attività ludico-sportive con due operatori, mentre nuovi corsi formativi (estetica, parrucchiera, orientamento al lavoro e allo studio) offriranno competenze pratiche e opportunità di crescita.
Saranno inoltre allestiti materiali per laboratori e una “stazione di bellezza” per promuovere autostima e cura di sé. Una parte del progetto sarà dedicata a sensibilizzare la cittadinanza ai temi della giustizia riparativa, perché il reinserimento è possibile solo con il sostegno di una comunità capace di accogliere e comprendere.
Tra i segni di vicinanza alla realtà detentiva è anche il pranzo di Natale promosso dal Rinnovamento nello Spirito; giovedì 18 dicembre a Massa sarà presente il vicario generale don Marino Navalesi, mentre per la prima volta a Pontremoli parteciperà il Vescovo Mario. Un gesto semplice, ma ricco di significato.

(E.G.)