Concluso il concorso di idee per l’adeguamento liturgico: lavori conclusi all’inizio del 2027
Come sarà il nuovo aspetto del presbiterio in Cattedrale a Massa
Pubblicato a Massa l’esito del concorso di idee per l’adeguamento liturgico della Cattedrale . “Si tratta di un progetto di cui sentivamo la necessità rispetto ai poli liturgici quali la cattedra, l’ambone e l’altare, che erano in ‘conflitto’, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista celebrativo – spiega parroco della Cattedrale, don Samuele Agnesini – Basti pensare alla sproporzione dell’altare e la sua configurazione, alla cattedra che è stata spogliata del trono ed è rimasta un ‘seggiolone’ senza adeguato posizionamento, ad un ambone che, privato del suo gemello, aveva perso parte del suo significato. Elementi che hanno portato ad intervenire. Con don Emanuele Borserini dei Beni Culturali e al vicario generale, don Marino Navalesi, ci siamo resi conto che il bando della Cei era un’opportunità e abbiamo aderito, con il consenso del vescovo”.
Massa, la Cattedrale
La nostra diocesi è stata una delle tre selezionate in Italia, assieme alla quelle di Adria-Rovigo e di Otranto. Ad aprile è seguito il convegno nazionale e subito dopo la stesura del documento progettuale, “un impegno importante – continua don Samuele – per mettere nero su bianco l’esperienza e le idee maturate nel tempo, chiarendoci quello che andavamo a chiedere”.
La seconda fase ha visto scegliere 6 tra i 20 partecipanti al concorso di idee e, infine, ecco la deliberazione della Giuria il 1° dicembre scorso. La scelta è caduto sul progetto del gruppo di lavoro coordinato dal giovane arch. Antonio Laruffa.
Vincitore il gruppo dell’architetto Antonio Laruffa
Il progetto del nuovo ambone in Cattedrale
La diocesi ha reso pubblico il risultato del concorso assegnato al gruppo coordinato dall’arch. Antonio Laruffa e costituito da Carmine Autorino (esperto in liturgia); Ernesto Lamagna (artista); Daniele Libanori (consulente/collaboratore).
“Il progetto – si legge nella motivazione – ha saputo interpretare in maniera significativa e gerarchicamente ordinata lo spazio della Cattedrale. Presenta una particolare attenzione alle tematiche iconografiche, inserendosi in dialogo con l’ambiente storico preesistente alla luce delle esigenze contemporanee, pur utilizzando materiali e tecniche tradizionali. Dal punto di vista liturgico, propone una soluzione progettuale attenta alle dinamiche rituali e alla gestione degli spazi, rispondendo alle indicazioni con una soluzione armonica”.
La giuria ha assegnato, inoltre, una menzione al progetto del gruppo di lavoro coordinato dall’arch. Marco Rosati “per l’originalità della presentazione del tema della Creazione e dell’associazione simbolica offerta dalla natura e dalla spiritualità francescana, applicata allo spazio liturgico”.
“Ci aspettiamo molto da questa operazione di adeguamento liturgico – conclude il parroco – perché non si tratta solo di un’opera di restyiling, ma di pensare i poli liturgici come finalizzati all’azione liturgica in particolare quella episcopale. Siamo infatti nella terza fase della riforma liturgica così come ci è stata consegnata in eredità dal Concilio Vaticano II, nella quale rientrano anche le nuove edizioni del messale, secondo quanto dispone il cerimoniale dei vescovi, secondo cui le celebrazioni episcopali devono ‘risplendere per nobile semplicità’, ma allo stesso tempo siano di insegnamento e siano esemplari per tutta la diocesi. Quindi l’adeguamento, non è un cambio di volto, ma uno strumento a servizio della esemplarità della liturgia episcopale. È un dono che facciamo al futuro, che rimarrà ai posteri come esperienza di un modo di vivere la Chiesa”. L’inizio dei lavori dovrà attendere la conclusione del restauro in corso nel presbiterio: è dunque prevedibile che il 2026 sarà ancora un anno di cantieri con il completamento dei lavori previsto per l’inizio del 2027.
“Accanto al restauro dell’abside e all’ampliamento dell’organo Jardine – evidenzia don Emanuele Borserini, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali – questo intervento di adeguamento si inserisce nella rinnovata attenzione che la nostra diocesi sta riservando alla sua Cattedrale, nella consapevolezza dell’importanza storica ed ecclesiologica di questo edificio. La realizzazione sarà soggetta alle indicazioni della Soprintendenza preposta, con la quale c’è stato fin dall’inizio un proficuo dialogo. La complessità del percorso, la varietà dei piani su cui l’intervento ha valore e l’innegabile novità che apporta all’interno della cattedrale riflettono e si pongono in ideale continuità con la storia di questo edificio che dal XV secolo ad oggi è stato modificato così tante volte che è difficile tracciarne una storia certa. Ogni secolo ha lasciato profonde tracce e anche il presente vi ha diritto di dimora con un intervento di alta qualità artistica”.