Riflessioni sulla “Dilexit te”, l’esortazione di Papa Leone XIV – capitolo secondo

(Foto ANSA/SIR)
Nel secondo capitolo dell’esortazione apostolica “Dilexit Te” sull’amore verso i poveri, Papa Leone XIV affronta, con semplicità ed estrema chiarezza, temi sostanziali per la Chiesa e per il cristiano. “Dio sceglie i poveri”: il titolo stesso del capitolo esprime pienamente il cuore della sua visione, per cui “si può anche teologicamente parlare di un’opzione preferenziale da parte di Dio per i poveri”.
Papa Prevost afferma che “L’ agire di Dio si muove a compassione verso la povertà e la debolezza dell’umanità intera e, volendo inaugurare un Regno di giustizia, di fraternità e di solidarietà, ha particolarmente a cuore coloro che sono discriminati e oppressi, chiedendo anche a noi, alla sua Chiesa, una decisa e radicale scelta di campo a favore dei più deboli”.
Attraverso le tante citazioni bibliche dell’Antico e del Nuovo Testamento, il Santo Padre ne offre un continuo richiamo, emerge che “quello della Parola rivelata è un messaggio così chiaro, così diretto, così semplice ed eloquente che nessuna ermeneutica ecclesiale ha il diritto di relativizzarlo”.
Papa Leone non nasconde la tiepidezza dei cristiani: “tante volte mi domando perché pur essendoci tale chiarezza nelle sacre scritture a proposito dei poveri, molti continuano a pensare di poter escludere i poveri dalle loro attenzioni”.
È necessario un capovolgimento di prospettiva affinchè le Beatitudini evangeliche acquisiscano solidità: come Gesù, maestro itinerante la cui povertà e precarietà è segno del legame con il Padre, anche per i cristiani la rinuncia ai beni, alle ricchezze e alle sicurezze di questo mondo diventa segno visibile di affidamento a Dio, alla Sua Provvidenza!
Viviamo da figli di Dio, consapevoli che tutto ci è dato in dono, nulla possediamo che non ci sia stato donato dal Padre. Il Dio della vita tutto dona per la vita dei suoi figli. Il dono è significativo perché è relazione con chi dona, condividendolo resta sempre dono. È la cifra massima dell’Amore gratuito! È il sogno di Dio!

E in tutto questo, la Chiesa? Per Leone XIV, “se vuole essere di Cristo, deve essere Chiesa delle Beatitudini, Chiesa che fa spazio ai piccoli e cammina povera con i poveri, luogo in cui i poveri hanno un posto privilegiato”. E la relazione con Dio “che si esprime nel culto, intende anche liberarci dal rischio di vivere le nostre relazioni nella logica del calcolo e del tornaconto, per aprirci alla gratuità che circola tra coloro che si amano e che, perciò, mettono tutto in comune”.
La profondità e la bellezza della gratuità e della logica del dono si amplificano per loro natura: “Dio ama chi dona con gioia“ (2Cor 9,7)! E Papa Leone chiosa “A quanti di noi sono poco inclini ai gesti gratuiti, senza alcun interesse, la Parola di Dio indica che la generosità verso i poveri è un vero bene per chi la esercita: infatti comportandoci così veniamo amati da Dio in modo speciale. In effetti le promesse bibliche rivolte a chi dà con generosità sono molte: ‘Chi ha pietà del povero fa un prestito al Signore, che gli darà la sua ricompensa’ (Pr19,17)”.
Francesca Reggiani
Comunità Papa Giovani XXIII



