Di ritorno da Roma, la testimonianza di mons. Vaccari

Molti e significativi i momenti vissuti a Roma dalla delegazione diocesana guidata dal Vescovo Mario: l’incontro in Aula Paolo VI col Papa, le operazioni di voto in Assemblea, la veglia di preghiera e la messa in piazza san Pietro assieme ai fedeli provenienti da tutto il mondo.
“L’esperienza di questi giorni – ha evidenziato mons. Vaccari al ritorno – ci ha permesso di sperimentare la dimensione sinodale della Chiesa, sia per quanto riguarda l’Assemblea nazionale, sia nell’occasione rappresentata dal Giubileo delle equipe sinodali e degli organismi di partecipazione. È importante continuare a mantenere questa ‘tensione’ e questo rapportarsi tra Chiesa italiana e Chiesa universale, circostanza è dovuta all’esperienza dell’incontro dei 900 delegati italiani con i rappresentanti delle equipe sinodali provenienti dai cinque continenti”.
“La sinodalità – continua il Vescovo – è una caratteristica della Chiesa che è una comunione vissuta tra i discepoli del Signore, a vari livelli, tutti accomunati dal camminare insieme. È una dimensione che è da sempre nella natura della Chiesa, ma della quale il Papa ha sottolineato il recupero, sempre più necessario oggi. Dal mio punto di vista, la sinodalità è importante non solo nel rivalutare il sensus fidei del popolo di Dio in cammino, ma anche valorizzare le relazioni tra le varie componenti della Chiesa: la gerarchia e i laici, gli uomini e le donne, la Chiesa cattolica e le Chiese sorelle, il rapporto con le altre religioni, il dialogo con i non credenti”.

Fra’ Mario si esprime anche in merito al Documento di sintesi approvato dall’Assemblea nazionale, dopo lo “stop” dell’assise di marzo. “Si tratta di un testo che rappresenta l’immagine della Chiesa in Italia che è in cammino e che affronta il cambiamento d’epoca pensando al futuro in modo concreto: la conversione pastorale passa attraverso l’attuazione di queste proposte”.
Mons. Vaccari nel sottolineare inoltre lo stile della corresponsabilità nel prendere le decisioni nella comunità ecclesiale, anticipa il tema della prossima Lettera pastorale: “Metteremo al centro della nostra riflessione, il significato dello stile sinodale – spiega – Molti non l’hanno ancora ben compreso come risorsa per affrontare il cambiamento d’epoca, ma la conversione spirituale deve diventare uno stile, la base che mette le premesse per la ricezione del Documento di sintesi che i vescovi elaboreranno a novembre per tutta la comunità cristiana”.
(df)



