A Roma dal 24 al 26 ottobre scorso l’assemblea sinodale della Chiesa italiana

Si è tenuta a Roma dal 24 al 26 ottobre l’assemblea sinodale della Chiesa italiana, punto di arrivo di un percorso avviato nel 2021 dalla volontà del compianto Papa Francesco. Dopo tre anni di ascolto e confronto, oltre 800 delegati hanno approvato a larghissima maggioranza il documento finale “Lievito di pace e di speranza”, che raccoglie ben 124 proposte per il futuro delle diocesi del “bel paese”.
Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena – Nonantola e vescovo di Carpi nonché presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale ha sottolineato che non si tratta di un testo di tipo dottrinale ma di un “cantiere” aperto che invita a rinnovare la vita ecclesiale a partire da tre parole-chiave: corresponsabilità, formazione e missione.

Il documento chiede di rendere più concreta la partecipazione dei laici e delle donne, promuovendo una cultura della corresponsabilità. Si auspica che i consigli pastorali e per gli affari economici diventino effettivamente operativi in ogni diocesi e parrocchia.
“La leadership nella Chiesa – si legge – non è possesso o potere, ma servizio condiviso”. È un passo per superare il clericalismo e valorizzare i carismi di tutti. Grande attenzione è dedicata poi alla formazione e all’ascolto della Parola.
L’assemblea propone di rivedere il percorso di iniziazione cristiana e di favorire piccoli gruppi di ascolto nelle comunità, nelle famiglie e nei luoghi quotidiani, perché il Vangelo possa essere più vicino alla vita delle persone. La fede, viene ricordato, non si trasmette solo con le parole ma attraverso la testimonianza e la prossimità.
Tra i temi più dibattuti figura il ruolo delle donne. È stato infatti approvato l’avvio di un discernimento sul diaconato femminile e il riconoscimento ufficiale dei ministeri laicali già attivi. Si chiede inoltre una più equa remunerazione per quanti svolgono stabilmente un servizio ecclesiale.

Alcune proposte hanno registrato sensibilità diverse ma l’assemblea ha mostrato unità d’intenti e volontà di dialogo. Il testo rilancia poi la dimensione missionaria e sociale della Chiesa. Le comunità sono chiamate a essere “lievito di pace e di speranza” in un tempo segnato da guerre, povertà e crisi ambientale, promuovendo giustizia, pace e accoglienza verso ogni persona.
Con la chiusura di quest’assemblea si apre ora la fase attuativa. La prossima assemblea generale della CEI, che si terrà ad Assisi dal 17 al 20 novembre prossimo, definirà le linee pastorali operative per i prossimi anni.
“Il vero frutto del Sinodo – ha sottolineato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente dei vescovi italiani – non è un elenco di riforme, ma un modo nuovo di camminare insieme, radicati nel Vangelo”.
È questo l’intento con cui le diocesi italiane devono proseguire un cammino di ascolto, di partecipazione e responsabilità condivisa, perché la Chiesa continui a essere segno di comunione e strumento di speranza per tutti. Tra coloro che hanno preso parte all’assemblea anche il pontremolese Pierpaolo Triani, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Fabio Venturini



