A Soliera, dopo la guerra, una chiesa tutta nuova

L’antica pieve era citata già in un documento del 998. Demolita per i danni subiti nel secondo conflitto mondiale

La chiesa di Soliera, conclusa all’inizio del 1959 e realizzata su progetto dell’arch. Giuseppe Giorgio Gori

Nella parte meridionale del territorio comunale di Fivizzano, l’antica pieve di Soliera non esiste più. Era tra le presenze religiose più antiche della Lunigiana, citata come di rilevante interesse già in un documento del 998, e preesistente al castello costruito poi alla metà dell’XI secolo dal Vescovi di Luni Gottifredo I e da Rodolfo dei Bianchi di Erberia.
L’inizio della fine per il vecchio edificio della pieve si ebbe con la seconda guerra mondiale. Soliera era punto strategico, lungo la Statale del Cerreto, nel punto dove il torrente Rosaro si getta nell’Aulella, a ridosso della linea ferroviaria da e per la Garfagnana.
Un’area dunque molto frequentata, con un continuo transito di truppe e mezzi militari, dove le incursioni aeree erano frequenti. Così sotto l’antico edificio venne realizzata una galleria da adibire a capiente rifugio antiaereo per la popolazione del borgo, ma lo scavo provocò ben presto una instabilità che si rivelò fatale.

Il campanile della chiesa di Soliera con il concerto di cinque campane inaugurato il 13 agosto 1958

Alla fine del conflitto quel che restava della pieve venne quindi demolito e avviato l’iter per la costruzione di una nuova chiesa. La realizzazione dell’edificio moderno fu affidato ad un progettista di fama, l’arch. Giuseppe Giorgio Gori (Parigi 1906 – Firenze 1969), assistente del grande Giovanni Michelucci nell’Università del capoluogo toscano.
Dal 1944, fu anche alla guida del corso fino a ricoprire l’incarico di preside della facoltà di architettura.

I resti della parte fortificata di Soliera dove era anche l’antica pieve

Un architetto che partecipò con successo alla ricostruzione post bellica, noto per essersi dedicato alla progettazione di edifici pubblici e privati ma anche infrastrutture (suo il ponte Amerigo Vespucci di Firenze ultimato nel 1957).
Fu alla metà degli anni Cinquanta che venne chiamato a realizzare la chiesa di Soliera, completata all’inizio del 1959.
L’architetto fiorentino ha pensato un edificio ad aula unica dove è stato anche collocato uno degli altari superstiti della precedente pieve. Allo spazio interno si accede attraverso una grande apertura sulla facciata realizzata totalmente in pietra con recupero di parte dell’antica muratura dell’edificio romanico.
Sul campanile, in pietra e cemento armato, suona un concerto di cinque campane inaugurato il 13 agosto 1958, in anticipo sulla chiesa che invece ospitò la prima cerimonia il 21 marzo 1959 alla presenza del Vescovo di Pontremoli mons. Giuseppe Fenocchio.

(p. biss.)