La sparizione immotivata della Pontremolese riporta il calcio nostrano ai livelli che gli sono più congeniali, ovvero solo nel settore Categorie perché di più non si può pretendere. Si riparte con le Coppe di Prima e Seconda, mentre aspettiamo di sapere cosa ci riserverà la Terza, che dovrebbe proporre nuove protagoniste della nostra pochezza.
Qualcuno dirà finalmente, altri, come noi, penseranno purtroppo, ma è una questione di punti di vista, come quando ci si mette a tavola e, alla presentazione dei piatti, non tutti sono contenti. Insomma, la stagione calcistica riparte con le Coppe di categoria, e la Lunigiana non ha più problemi di sofferenza perché qualcuno sta più in alto ed altri più in basso. Ora il livello è omogeneo perché, dopo oltre 25 anni, ritorniamo ad essere tutti quasi allo stesso livello, ovvero tutti assimilati nell’ambito delle Categorie.

Per cui, non più sofferenze o gelosie, non più spasmi o rigurgiti, ma un naturale livellamento che ci ha contraddistinto per oltre cinquant’anni e che finalmente torna a realizzarsi, con buona pace e soddisfazione di tutti In concreto, la Pontremolese è stata tolta dai piedi nell’indifferenza generale, ma ora però, al Comunale, possiamo godere di un’altisonante insegna che dice che siamo addirittura un’Accademia collegata al Parma Calcio, ovvero, dopo avere provato la Sampdoria e lo Spezia, ora saliamo in Emilia a realizzare i sogni del buon Micheli che avrebbe voluto che ci fosse la Regione giusta per essere tutti allo stesso livello.
Peccato che la storia ci dica che l’avventura delle giovanili ha scritto ben poche pagine importanti e che dalle nostre lande sono usciti poco più di un paio di giocatori da serie A o B, tipo Albertosi e Tarantola, che con i settori giovanili però non hanno avuto niente a che vedere, con qualche sparuta presenza in C. Poi, più nulla. Anzi le magnifiche Under della Pontremolese producevano giocatori che i tanti allenatori non prendevano in considerazione, per schierare i soliti scarponi di Costa, strapagati, ma sottoposti a percentuale, che ci hanno dato delle soddisfazioni immense, come quelle recenti che hanno sfiorato quello che non si può dire.

Basta così! Quello che potevamo dire lo abbiamo detto e ci fermiamo, sperando solo che ci amministra abbia la bontà di non farci pagare le spese per la manutenzione dei campi sportivi nostrani, che sarebbe una vera angheria, ovvero troppo realistica per essere accettata.
Così, dicevamo, si riparte con le Coppe, quella di Prima vedrà al via nel primo girone le nostre, Mulazzo e Fivizzanese, e, terzo incomodo, la Carrarese Giovani. Prima puntata, un derby tutto da vedere perché permetterà di sapere cosa è successo nelle due nostre formazioni oggi più rappresentative e soprattutto che parte potranno avere nel torneo che comincerà a meta settembre con un parterre che sulla carta sembra davvero competitivo.
Al di là della Coppa, il problema resta il solito, ovvero, capire se potremo sperare in una protagonista della stagione, oppure, come sempre di recente, almeno in Prima, il solito anonimato e la preoccupazione di vedere ridotto al minimo la partecipazione. Chi incuriosisce è la Fivizzanese che nel suo palmares ha una lunga storia a ben altri livelli in terra ligure e non sarebbe male se prendesse il posto della defunta Pontremolese a fare capire che il calcio ha sempre avuto un posto di tutto rispetto nella Lunigiana sud orientale e che l’avventura della scomparsa Pontremolese è stata solo uno scherzo del destino.

L’occhio comunque scivola sulla Seconda che ci propone ben cinque squadre ovvero Gragnolese, Monzone, Pontremoli FC, Serricciolo e Villafranchese per dare il via ad una prima fase di coppa in cui nel secondo girone resta inserito il Don Bosco Fossone. Il primo girone, composto dalle prime tre esordirà con Serricciolo-Gragnolese, il secondo con Pontremoli FC – Don Bosco, per una prima parte dell’avventura che partorirà una sola squadra classificata, ovvero dalla lunga bagarre tra le sei formazioni verrà fuori solo un nome e le altre andranno a farsi benedire. Inutile dire che non siamo d’accordo con la Lega che dovrebbe avere il coraggio di proporre confronti interprovinciali che permettano soluzione diverse da una esclusione immediata quasi totale di un’intera zona, lasciando alla qualità effettiva delle singole formazioni la possibilità di meritare quello che gli potrebbe competere.
Allargare i confini sarebbe anche il modo giusto per mettere il calcio regionale nella condizione di conoscersi e non saranno certo le spese di trasferta a compromettere un bilancio, ma ci sarebbe la soddisfazione di sapere cosa si vale nel panorama generale, oltre che andare a conoscere qualche fetta di Toscana magari mai vista. Discorsi troppo alti per chi di solito non è abituato ad ascoltare e pensa solo ai bilanci interni piuttosto che al possibile spettacolo. Insomma. il nostro calcio, al momento, è tutto qui. Sette squadre a rappresentare una terra che ha una storia sportiva ben più complessa della presente e che probabilmente fatica a riconoscersi in chi la rappresenta, specie per chi ne abbia vissuto da vicino le vicende, come purtroppo è capitato a noi.
Ci avanza la Terza che, per difetto affettivo personale, mai venuto meno, rappresenta il prodotto più genuino della nostra capacità perché qui almeno di solito giocano la maggior parte dei giocatori nostrani, anche se qualcuno ha la cattiva idea di chiamare i soliti scarponi per tentare di fare la differenza con la zona di Costa e con gli innesti versiliesi. Al momento sappiamo che saranno al via Fosdinovo, Podenzana, Filattierese e Monti, ma si parla di ritorni importanti che potrebbero elevare il tono che riserva la competizione offerta dal torneo. Sia chiaro, ormai da anni, da quando la provincia non riesce più ad esprimere un numero di squadre decente o almeno tale di mettere insieme un girone della dovuta dimensione, ci troviamo tra i piedi formazioni versiliesi che fanno sempre il bello e il cattivo tempo e ci lasciano solo le briciole di una mensa al solito piuttosto asfittica.
La soddisfazione che avanza è vedere che paesi che nel calcio hanno sempre creduto, vedi Fosdinovo e Monti, continuano a crederci senza demordere, al di là delle possibili figuracce che possono esser rimediate. Conforta lo spirito sportivo che va ben oltre la dimensione reale e che avrebbe dovuto servire di lezione a chi non vogliamo dire, ma che tutti capite a chi pensiamo.Come sempre restiamo in attesa di sviluppi, soprattut to per il settore giovanile che, grazie ai proclami fatti, dovrebbe riservare sorprese eclatanti. A noi non risulta, però siamo speranzosi e aspettiamo di sapere cosa avrà prodotto di importante, oppure se sia, come pensiamo, una sonora presa in giro, per dirla in maniera corretta.
Luciano Bertocchi



