Mons. Roberto Razzoli,  Custode di Terra Santa, Vescovo di Potenza e Marsico Nuovo

Nel primo centenario della morte, un ricordo del frate francescano nato a Villafranca nel 1863

Mons. Roberto Razzoli (1863 – 1925) Vescovo di Potenza e Marsico Nuovo. (Per la concessione della foto si ringrazia l’Archivio storico dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano – Marsiconuovo)

Probabilmente la figura più nota tra i numerosi frati francescani di Villafranca e dintorni è quella di mons. Roberto Razzoli del quale ricorrono quest’anno i cento anni dalla morte, avvenuta il 27 aprile 1925.
Nato a Villafranca il 20 gennaio 1863 e battezzato con il nome di Achille, era entrato molto giovane nell’Ordine francescano la cui presenza, nel suo paese, era molto radicato e poteva vantare un convento di notevole rilevanza.
Gli studi e le attività tra i Francescani lo portarono ben presto lontano da Villafranca: nel 1877 entra nel convento serafico pistoiese di Giaccherino, poi in quello di San Vivaldo, frazione del comune fiorentino di Montaione, infine nel convento di Colleviti a Pescia. Nel 1890 ad Assisi vince il lettorato generale di Eloquenza Sacra.
Avrebbe poi trascorso anche un breve soggiorno nel convento versiliese di Pietrasanta per curare la salute, dopo di che lo si trova nell’importante convento di Ognissanti a Firenze. Qui si dedica alle attività di predicatore e di scrittore ma anche a quelle, impegnative e delicate, di svolgimento degli incarichi di crescente responsabilità che gli vengono affidati: segretario provinciale dell’Ordine, superiore e, dal 1904, ministro provinciale.
L’esperienza alla guida della Provincia Fiorentina dei Frati Minori si conclude quando viene chiamato ad una delle massime cariche: nel 1905 arriva infatti la nomina a Custode di Terra Santa, la principale autorità cattolica in Palestina.
Padre Roberto Razzoli succedeva al lucchese Frediano Giannini, appena consacrato arcivescovo e destinato alla carica di delegato apostolico in Siria. Il futuro vescovo mons. Razzoli mantenne la guida della Custodia per sette anni, instancabile in opere di bene e nelle attività più “istituzionali”, con un consenso e una soddisfazione generale, anche iniziando e portando a termine anche numerose e importanti opere.
Lascia la Palestina per tornare in Italia al momento della consacrazione episcopale, che avviene il 27 agosto 1913 durante il papato di Pio X: la Santa Sede lo volle infatti in Basilicata a capo della diocesi di Potenza e Marsico Nuovo. Oltre alla missione pastorale è stata significativa la sua attività letteraria e poetica, molti i titoli pubblicati, tra libri e opuscoli.
Qui, a titolo di esempio, si possono citare: “Santa Rosa da Lima” (1894); “Vita compendiosa del beato Teofilo da Corte, dell’Ordine dei Minori” (1896); “La Chiesa d’Ognissanti in Firenze” (1898); “Sant’Antonio da Padova” (1898); “I Francescani in Oriente” (1909); “La Terra Santa” (1912), “I libri santi” (1919). Pubblicazioni nelle quali non di rado richiama la propria terra di origine: la Lunigiana e Villafranca in particolare.
Ed è significativo il fatto che negli ultimi anni di vita abbia impegnato gran parte delle sue forze per spronare al recupero e alla riapertura del convento di San Francesco e al restauro della chiesa nel proprio paese natale: gli edifici, all’inizio del Novecento, versavano infatti in condizioni davvero precarie.
In segno di gratitudine la comunità di Villafranca gli ha intitolato la strada di collegamento fra il centro storico e il convento e che ancora oggi porta il suo nome.

Paolo Bissoli