Fosdinovo, il quadro ritrovato. Alla scoperta di un’opera dimenticata

Una conferenza sulla copia de “La Notte” del Correggio conservata nell’Oratorio dei Rossi

Particolare della tela conservata nell’Oratorio dei Rossi a Fosdinovo

Erano gremiti gli spazi dell’Oratorio dei Rossi a Fosdinovo per la conferenza di Francesco Menconi, inserita nel programma delle “Serate lunigianesi” promosse dall’Istituto di Valorizzazione Castelli e incentrata sulla riscoperta di un quadro conservato nell’edificio sacro, definito fino ad oggi genericamente “Natività”, senza attribuzione e fatto risalire genericamente ai secoli XV-XVI.
Dalla superficie della tela, di grandi dimensioni, emerge infatti la scena della Vergine con il Bambino posato sulla mangiatoia. Da Gesù si irradia una luce che illumina le due figure, lasciando nella penombra il resto della scena, quasi invisibile anche a causa del cattivo stato di conservazione dell’opera.

Francesco Menconi sotto la copia della Notte del Correggio mostrata nella foto proiettata sullo schermo

Come ha sottolineato lo storico dell’arte nella conferenza di lunedì 25 agosto, il quadro lo aveva incuriosito fin dal suo primo ingresso nell’Oratorio eretto a cavallo fra Cinque e Seicento; ma solo in anni recenti si è dedicato al suo studio e alle ricerche documentarie per verificare la sua intuizione di trovarsi di fronte ad un’opera importante.
Quella che la tradizione definiva infatti una tela di ambito caravaggesco per i chiaroscuri che la caratterizzano, è in realtà una copia fedele e di buona fattura della celeberrima “Adorazione dei pastori” (conosciuta anche come “La Notte”) dipinta nel terzo decennio del Cinquecento da Antonio Allegri detto il Correggio (1489-1534).

Il pubblico che ha gremito gli spazi dell’Oratorio dei Rossi a Fosdinovo per la conferenza di Francesco Menconi

Gran parte della conferenza di Menconi è stata dedicata proprio al Correggio e alle innovazioni immesse nel mondo della pittura del suo tempo, in particolare per l’uso della luce. In origine la grande pala del maestro emiliano era collocata sull’altare della cappella Pratonieri nella chiesa di San Prospero a Reggio Emilia dove rimase fino al 1640 quando fu acquistata da Francesco I d’Este, duca di Modena.
Tra le opere più ammirate del tempo, attirò l’interesse di mezza Europa, fino a quando Federico Augusto III di Sassonia riuscì ad acquistarla nel 1745 da Francesco III d’Este. Da quell’anno la tela è conservata a Dresda nella Gemäldegalerie Alte Meister; a Modena “La Notte” venne sostituita da una pregevole copia realizzata dal pittore francese – ma modenese di elezione – Jean Boulanger, che si può ammirare inserita ancora nella cornice che ospitava la tela del Correggio.
Un’opera così ammirata e desiderata ha visto la realizzazione di un gran numero di copie, ospitate in collocazioni importanti e di prestigio; grazie alla scoperta di Francesco Menconi, tra le copie esistenti ora si può annoverare anche quella conservata nell’oratorio dei Rossi a Fosdinovo, certo bisognosa di un vasto e urgente restauro, come è stato sottolineato anche nel corso della serata (erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco Antonio Moriconi; l’assessore alla Cultura, Floriana Lichene; il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, don Emanuele Borserini), attorno all’opera il mistero è ancora fitto: nelle prossime settimane è annunciata l’uscita di una pubblicazione dalla quale potrebbero emergere altri particolari.

Paolo Bissoli