E ora i nubifragi settembrini

Ai temporali di agosto, sono subentrati locali diluvi settembrini fin dal primo del mese. Di quelli dei giorni 1 e 2, non si è ancora detto nulla perché incombeva il resoconto di agosto e dell’estate nel suo complesso. Fra l’altro, in non pochi casi, i fenomeni si sono accaniti su aree già provate di recente dagli eventi meteo.
Nella nostra provincia, la notte fra il 1° e il 2 settembre si è rivelata più problematica in zona costiera, e il bis si è ripresentato sul finire della nottata di oggi, martedì 9 settembre. Tra queste due passate perturbate (quella di martedì 9, mentre si scrive, è solo all’inizio), si è potuto godere di una pausa di tempo stabile e soleggiato, particolarmente bello e limpido giovedì 4 e sabato 6, ma pure domenica 7 si è vissuta una radiosa giornata festiva.
Da parzialmente fino a molto nuvolose sono trascorse le ore diurne dei giorni 3, 5 e 8. Prima della mezzanotte fra ieri e oggi, i primi piovaschi sono approdati in terra apuana e lunigianese, dapprima in sordina e poi, sul finire della notte e nelle primissime ore del mattino, battendo con forte intensità la zona di confine tra Liguria e Toscana, quindi tra bassa Val di Magra, Carrara e Massa.
Di conseguenza, sotto l’imperversare del nubifragio, Parmìgnola e Carrione si sono infuriati con una flash-flood (alluvione lampo), tipica di questi frangenti e dei piccolo bacini idrografici con tempi di corrivazione brevi. D’altro canto, la relativa breve durata del diluvio, il mare calmo e l’assenza di vento hanno permesso alla piena di smaltirsi rapidamente e di non essere ostacolata dal moto ondoso nel suo sfociare in mare.
I maggiori apporti non hanno interessato le aree montane più alte neppure lungo la catena delle Alpi Apuane, riversandosi più che altro sulla fascia collinare e pianeggiante. Nell’interno, in Lunigiana, le nuvole sono giunte quasi scariche, specie lungo il crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano, dove non poche stazioni sono rimaste letteralmente all’asciutto o hanno ricevuto al massimo 1-2 mm.
L’aria calma ed umida della fase prefrontale, occorsa oltre tutto in ore notturne e del primo mattino, ha fatto sì, essendo anche una massa d’aria molto temperata, che bastassero la differenza di attrito superficiale nel passaggio da mare a terra e il sollevamento dovuto ai primi rilievi collinari alle falde delle Apuane a incrementare le piogge in modo rilevante.
Così impoverito, il sistema frontale ha lasciato poi cadere il misero residuo d’acqua nelle vallate e sui rilievi più interni.
Nulla di nuovo sotto… l’ombrello meteo, ma sicuramente i soggetti più avvezzi a vedere stranezze ovunque saranno pronti a propalare via social chissà quali oscure supposizioni. È chiaro che possa sorprendere il constatare che, in un territorio limitato come il nostro, nelle stesse ore, mentre un capo della provincia era a bagnomaria, l’altro era sotto nuvole sterili, ma la spiegazione scientifica è stata esposta ed è ben conosciuta.
Al contrario, quando la perturbazione vera e propria transita ed è accompagnata da vento, allora le precipitazioni sono più copiose e durature nell’interno e meno lungo la fascia costiera.
Fra i totali registrati dai pluviometri, si segnala il dato notevolissimo di Torano di Carrara, dove sono caduti 167 mm, la maggior parte in sole due ore e mezza.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni