Mons. Antonio Costantino Pietrocola con il parroco don Giovanni hanno celebrato la S. Messa e il canto dei vespri. Infine la processione per le vie del centro

Il 24 giugno la comunità di Villafranca ha celebrato, con solennità e gioia, la nascita di Giovanni Battista, il precursore di Cristo. In preparazione alla festa la S. Messa vigilare è stata celebrata dal parroco don Giovanni Barbieri, nella chiesa omonima, mentre nel giorno del patrono, la S. Messa delle ore 11 è stata officiata da mons. Antonio Costantino Pietrocola affiancato da don Giovanni e dai diaconi.
Incisiva l’omelia incentrata sulla figura del Battista, il più grande fra i nati di donna. “Giovanni non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce (Gv 1,8). Infatti con la sua potente predicazione ed il suo martirio, voluto dal capriccio di Erodiade, convivente di Erode Antipa, ha spronato la strada a Gesù: salvezza dell’umanità.
La liturgia odierna, ha detto mons. Antonio, applica a Giovanni la vocazione-missione del Servo sofferente, descritta nel libro del profeta Isaia. Per volere di Dio, fin dal seno materno, il dono della sua vita e l’esistenza profetica si armonizzano perfettamente nell’unità della sua persona spronando ciascuno di noi a diffondere, con responsabilità ma senza paura, il messaggio del Risorto.
Non sempre la missione di chi è “mandato”, sacerdote e laico, ottiene successo eppure, nonostante l’apparente fallimento, il Servo non perde la speranza perché il suo cuore sa che la grazia divina farà giungere il suo messaggio a tutte le nazioni, come già ha sottolineato Papa Leone XIV.
Per ricostruire la civiltà cristiana e la città degli uomini bisogna rivestirsi di umiltà, di obbedienza, di ascolto, di preghiera… La società attuale, certamente con i suoi tanti lati positivi, rimane facile preda del potere, del protagonismo, dell’arrivismo, della logica del “vincente” ad ogni costo, oscurando la presenza del Dio della storia nel cui cuore c’è un posto per ogni creatura.
La superbia avanza, anche nella Chiesa, dando stura alle divisioni, agli egoismi, ai muri che isolano l’uomo al relativismo e all’individualismo. Spesso ci gonfiamo di noi stessi, con aria inquinata, lungi dal respiro vero senza ricordarci che cancellando Dio si umilia l’uomo, la sua grandezza e dignità.
Il Battista è colui che spinge lo sguardo verso orizzonti diversi, che non cede a nessun ricatto pur di predisporre la via al Messia facendosi piccolo di fronte a Lui, tanto da ripetere “Illum oportet crescere. Me autem minui” (Gv 3,30) (Egli deve crescere. Io diminuire).
Un messaggio, senza tempo, che dovrebbe farci riflettere. Alle 21 canto dei Vespri.

Presente il sindaco Filippo Bellesi con fascia tricolore (come durante la S. Messa del mattino) affiancato dal vicesindaco Loris Bernardi. Labari delle varie associazioni con i loro rappresentanti. “L’Inno che abbiamo cantato, dedicato al Battista, ha sottolineato mons. Antonio, esprime la bellezza della liturgia e la millenaria storia della musica gregoriana che, prima dell’arrivo del Protestantesimo, univa davvero l’Europa cristiana anche mediante la lingua latina: palestra mentale e scrigno di fede”.
Quindi lettura delle preghiere da parte del diacono Loris e i ringraziamenti di don Giovanni per tutti coloro che hanno cura della parrocchia e che hanno dato proficuo, mirabile contributo per la riuscita della festa, partendo dalla Vab di Villafranca. Invitandoci a pregare per lui e con lui, il 28 giugno seguente, giorno della sua ordinazione sacerdotale, 61 anni fa!
Riconoscenza al maestro Pierfrancesco Carnesecca, a Sara e alla mirabile voce solista di Caterina per il contributo e la disponibilità. Eppoi lunga processione con la statua del Santo, con il prezioso contributo della Young Band di Bagnone, vivaio di giovani, sotto la guida di Eric Zavaroni.
L’intercessione e l’esempio del patrono ci faccia riscoprire il valore del nostro Battesimo rinnovandoci il coraggio della testimonianza.
Ivana Fornesi



