Il Vescovo Mario: ringrazio Dio per la vostra vocazione

Celebrata in San Caprasio ad Aulla la giornata di santificazione sacerdotale. Tanti i presbiteri presenti per condividere e far festa insieme. Con mons. Vaccari uno scambio vivace e sincero

Il Vescovo fra’ Mario con i sacerdoti festeggiati ad Aulla, nella chiesa parrocchiale di San Caprasio

“Faccio volentieri il mio esame di coscienza, come dirigo questa diocesi ed interpreto il mio ruolo da pastore”: un’affermazione quella di fra’ Mario Vaccari per niente scontata che ha risuonato nel teatro della parrocchia di san Caprasio lo scorso venerdì 27 giugno in occasione della solennità del Sacro Cuore di Gesù, giornata di santificazione sacerdotale.
Dopo i saluti e la preghiera iniziale si è svolta un’attività proposta da don Marco Baleani, responsabile della formazione permanente. Sulla base dell’ultima lettera al clero inviata dal vescovo e di altri documenti forniti ai presenti è stato chiesto, lavorando a gruppi, di formulare alcuni quesiti di cui fra’ Mario avrebbe tenuto conto nella replica.

Ecco i sacerdoti festeggiati:
– settantacinque anni di sacerdozio per don Alessandro Santelli;
– i sessant’anni di don Cesare Cappè, don Bernardo Scusa e don Francesco Pagani;
– i cinquant’anni di don Roberto Marianelli e don Antonio Bai;
– i venticinque anni di don Giovanni Poggiali, padre Luigi Sparapani e don Ever Palomino.
“Gli anni di sacerdozio si contano con gioia e fatica, tra luci ed ombre, anche se mi vedo sempre pellegrino, come all’inizio” ha affermato p. Sparapani. Don Francesco Pagani ha aggiunto: “il tempo passa e il ministero si vive secondo le esigenze del momento. Un ricordo particolare per me che mi porterò sempre nel cuore è la visita ai paesi dell’America latina”

E, invece, la sorpresa: il vescovo ha scelto liberamente di rispondere a tutte le domande per lo più dirette e ficcanti. La prima di queste recitava così: lei ha costituito una chiesa verticistica che non ascolta più la base.
Fra’ Mario, come detto, non solo non si è tirato indietro ma ha esposto le sue ragioni cercando di fornire argomentazioni a supporto. In particolare si è soffermato sulla scelta delle unità pastorali e sull’iniziazione cristiana.
Anzitutto ha chiarito che sono stati processi attuati mediante due convegni pastorali che sono partiti con il sinodo. In secondo luogo che il criterio per le unità pastorali è stato quello di non fornire un progetto “chiavi in mano”, ma di avviare processi che tenessero conto delle caratteristiche e diversità del nostro territorio. Inoltre ha fatto riferimento ai vicari foranei che sono i suoi delegati sul territorio.
Per quanto riguarda, poi, la conduzione pastorale in genere il vescovo ci ha tenuto a sottolineare il ruolo degli uffici pastorali e come i singoli parroci siano tenuti ad interagire con essi. Il metodo, poi, scelto per l’anno pastorale è stato quello di una formazione alla relazione e al lavoro comune, formazione che continuerà anche nei prossimi anni per tutti gli uffici pastorali.
Il calendario pastorale, allora, non nasce come pianificazione calata dall’alto, ma come “composizione delle diversità” che orienta il cammino della diocesi tutta.
“L’appuntamento – ha concluso fra’ Mario – è per noi tutti per il 18 e19 settembre al convegno diocesano. In quella occasione sarà messa al centro l’iniziazione cristiana con l’inizio di una fase di sperimentazione su base volontaria”.
Le richieste dei presbiteri al vescovo sono andate anche nella condivisione della preoccupazione dell’evidente calo del clero e della necessità di un percorso a supporto per i diaconi. Lo scambio, dunque, è stato molto vivace e sincero e questo ha predisposto al meglio il clima per la celebrazione eucaristica al termine della mattinata dove sono stati festeggiati gli anniversari.
Nell’omelia della celebrazione fra’ Mario ha condiviso alcuni freschi ricordi della Terrasanta ricordando come Gesù ha rinunciato al risentimento e ha offerto la sua vita per la riconciliazione.