Per un’Europa dei popoli, dei diritti e soprattutto della pace

A Pontremoli la tappa toscana dell’iniziativa “Muoviamoci” organizzata dall’Anpi, cui ha partecipato il Vescovo

Un momento dell'incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)
Un momento dell’incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)

“Un’Europa che sia un’Europa dei popoli, dei diritti e soprattutto della pace e per la pace. Altrimenti è un’Europa che non ha futuro”.

È stato questo il messaggio centrale che si è alzato dall’incontro che si è tenuto venerdì a Pontremoli, nei giardini del Teatro della Rosa intitolati a Laura Seghettini, per la tappa toscana di “Muoviamoci. Staffetta partigiana per un’altra Europa” organizzato dall’Anpi, con l’adesione di numerose associazioni locali e provinciali.

La riflessione di Giancarlo Arborio
Un momento dell'incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)
Un momento dell’incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)

Dopo i saluti degli organizzatori e quelli istituzionali del sindaco, Jacopo Ferri, e della vicepresidente della Provincia, Maria Grazia Tortoriello, ad entrare nel vivo del dibattito è stato Giancarlo Arborio, presidente dell’Anpi provinciale, che ha evidenziato come l’attuale situazione che vede il proliferare di venti di guerra sia legata ad un abbandono “della politica verso le vicende del Mediterraneo. L’Europa in questi decenni è stata una complice impotente delle vicende che stanno portando oggi al Genocidio della popolazione di Gaza. Una situazione che vede tutti i popoli dell’area Mediorientale in fermento, senza che l’Europa sia stata in grado di riuscire a portare una proposta credibile di pace e di condanna verso la politica di Israele. Questa Unione Europea non è l’Europa disegnata nel manifesto di Ventotene, ringraziamo la Spagna che è stata l’unica nazione Europea che ha avuto il coraggio di respingere i diktat bellicisti di Trump e della Nato”.

La riflessione di Emanuele Rossi
Un momento dell'incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)
Un momento dell’incontro nei giardini del Teatro della Rosa (Foto Walter Massari)

Molto interessante ed articolata la riflessione del professor Emanuele Rossi che è partito dal concetto di come sia profondamente mutato il quadro geopolitico internazionale, con l’Europa che dopo 60 anni di pace vede nuovamente una guerra svilupparsi nei suoi confini, di come siano aumentati, sia per numero che per potenza, i cosiddetti “stati canaglia” ovvero quelli non allineati nei grandi blocchi, e tutto questo porta ad una grande fluidità dello scacchiere geopolitico.

Con anche sicurezze, fino a pochi anni fa considerate granitiche, rimesse in discussione a partire dal concetto stesso di democrazia a cui molto spesso vengono associati aggettivi come illiberale, autocratica, che ne rappresentano un’implicita limitazione. Facendo riferimento al manifesto di Ventotene e quindi del percorso del superamento dei singoli stati nazionali, Rossi ha evidenziato come si sia portata avanti la politica dei piccoli passi partendo dall’Europa dei sei fondatori fino ad arrivare all’attuale configurazione dei 27 Stati membri.

Un percorso di unione che però si sta oggi arenando di fronte alle spinte populiste e nazionaliste, e in questo contesto il progetto di riamare l’Europa con un investimento di 800 miliardi di euro “non ha alcun significato, ed anzi favorirà ulteriormente le divisioni tra i vari stati europei, senza un progetto di difesa comune europea”.

La segretaria nazionale dall’Anpi, Tamara Ferretti

La segretaria nazionale dall’Anpi, Tamara Ferretti, facendo riferimento alla marcia che si sarebbe tenuta alla sera ha sottolineato come con questo gesto “si vuole dimostrare l’importanza di esserci, anche fisicamente, per sensibilizzare i nostri governanti per compiere finalmente quelle scelte verso la pace”.

L’intervento del nostro vescovo, Mons. Mario Vaccari
l’intervento del nostro vescovo, Mons. Mario Vaccari,
l’intervento del nostro vescovo, Mons. Mario Vaccari,

A conclusione del pomeriggio l’intervento del nostro vescovo, Mons. Mario Vaccari, che ha raccontato la sua recente esperienza in Terra Santa e delle difficoltà di far incontrare il bisogno di sicurezza di Israele con il desiderio di giustizia del popolo palestinese, ma ha anche ricordato di come ci siano ancora tanti uomini e soprattutto donne di pace, che nonostante il dolore della guerra provano a portare una voce di speranza.

Il Vescovo ha provato così a rispondere anche alla pungente domanda del professor Rossi, che evidenziava come il valore della non violenza, sia stato ormai sconfitto e che l’unica risposta possibile alla guerra sia sempre alla guerra, nonostante il messaggio di Cristo e del Vangelo da duemila anni ci abbia insegnato un’altra strada “nel cuore dell’uomo c’è purtroppo sempre spazio per l’odio, e la risposta più facile alla violenza è altra violenza. Quella del perdono e dell’amore è una strada non facile che dobbiamo imparare a percorrere tutti insieme”.

A moderare il dibattito, Paolo Bissoli dell’Anpi Pontremoli che ha evidenziato come “troppo spesso parliamo di un’Europa dei popoli, ma purtroppo, come hanno evidenziato gli studenti pontremolesi in un progetto che ho avuto la fortuna di seguire, ci sono tante situazione di un’Europa dei muri, dove la chiusura e la diffidenza, soprattutto nei confronti dei migranti, è la realtà quotidiana”. L’acceso dibattito ed i numerosi interventi del pubblico ha dimostrato il grande interesse suscitato dal tema.

(Riccardo Sordi)

Grande partecipazione alla fiaccolata

Un momento della fiaccolata in piazza della Repubblica (Foto Walter Massari)
Un momento della fiaccolata in piazza della Repubblica (Foto Walter Massari)

Molto partecipata e d’effetto la fiaccolata che si è svolta nel centro città alle 21,30: un corteo numeroso e silenzioso, aperto dalla bandiera della pace, si è formato in piazza della Repubblica con persone giunte da varie realtà del territorio provinciale.

Distribuite e accese le torce, la fiaccolata ha percorso via Ricci Armani, via Pietro Bologna e via Roma per sostare poi in piazza Italia dove si è svolto un flashmob con alcuni attivisti che si sono sdraiati a terra per simboleggiare le vittime civili e innocenti delle guerre e in particolare, del conflitto in atto nella striscia di Gaza che ha già provocato decine di migliaia di morti. Al termine il corteo è tornato nel centro storico transitando sul ponte della Cresa; in piazza della Repubblica si è sciolto dove aver ascoltato le parole accorate del Vescovo Fra’ Mario.