La conferenza della dott.ssa Emilia Petacco ad Aulla nelle “Notti dell’Archeologia” è l’occasione per riflettere sulla straordinaria figura della Santa nata nel 1098
Una delle visioni di Ildegarda di Bingen che la descrive al suo segretario (tratto dal manoscritto Scivias del 1162 – da Wikipedia)
Una figura sorprendentemente attuale, una delle personalità femminili più complesse e moderne della storia medievale: si tratta di Ildegarda di Bingen (1098-1179). Definirla “monaca” è quanto mai riduttivo: nata sulle rive del Reno, ha infatti saputo elevarsi, pur nel contesto rigoroso e spesso limitante del monastero, fino a diventare un punto di riferimento spirituale, culturale e scientifico nella Germania del XII secolo.
Ildegarda di Bingen (1098 – 1179)
Se ne è parlato ad Aulla grazie alla conferenza “Dal Medioevo una donna del futuro: Santa Ildegarda di Bingen, scienziata, medico, musicista”, tenuta dalla dott.ssa Emilia Petacco nella serata di mercoledì 16 luglio, nel programma delle Notti dell’Archeologia ad Aulla. Non fu dunque solo badessa e mistica, ma anche predicatrice, guaritrice, compositrice e scrittrice: una poliedricità che ancora oggi lascia impressionati.
Con una determinazione fuori dal comune, seppe imporsi in un mondo dominato dagli uomini, ribaltando la concezione monastica dell’epoca. Non si accontentò di restare rinchiusa tra le mura conventuali, ma fu autorizzata da Papa Eugenio III a viaggiare e a predicare pubblicamente in piazze e cattedrali: un privilegio raro, quasi inaudito per una donna del tempo. Nel suo approccio alla spiritualità e alla conoscenza, Ildegarda mostrò una modernità sorprendente. Al centro del suo pensiero era l’equilibrio tra corpo, mente e spirito. Nella sua medicina, precorritrice della fitoterapia e della naturopatia moderne, tutto era ricondotto alla moderazione, a una vita armoniosa, a una dieta sana e a un atteggiamento mentale positivo.
Parlava di digiuno, meditazione, cristalloterapia, canto e danza come strumenti per la guarigione. Non solo: affrontava apertamente temi legati alla femminilità – come il ciclo mestruale, la menopausa, il parto e persino il piacere sensuale – con una sensibilità e una visione che nessuno aveva mai espresso prima con tanta chiarezza e coraggio.
Il reliquiario con i resti di Santa Ildegarda di Bingen nella chiesa di Eibingen (da Wikipedia)
Anche la sua produzione musicale è indice di originalità e profondità spirituale. Compose musica per voci femminili dalla struttura melodica affine al canto gregoriano ma caratterizzata da un ritmo irregolare e imprevedibile, in grado di suscitare emozioni intense. Per Ildegarda, la musica aveva un valore terapeutico: era il luogo in cui l’anima e il corpo potevano esprimersi in perfetta armonia. In questo senso, la musica diventava medicina dell’anima e ponte verso il divino.
Papa Benedetto XVI l’ha proclamata Dottore della Chiesa nel 2012, quasi novecento anni dopo la sua morte, riconoscendone la grandezza e l’universalità del pensiero.
Ma già Giovanni Paolo II, in occasione dell’ottocentesimo anniversario della scomparsa, l’aveva definita “luce del suo popolo e del suo tempo, profetessa della Germania”, sottolineando la sua capacità di dialogare con vescovi, papi e imperatori, senza mai rinunciare alla verità delle proprie visioni.
I biscotti di Ildegarda: prezioso nutrimento
dell’anima e del corpo
Il pubblico che ha assistito alla conferenza della dott.ssa Petacco in San Caprasio ad Aulla
A rendere ancora più vivido il legame tra la figura di Ildegarda e il pubblico presente alla conferenza di Aulla è stato il momento conclusivo, conviviale ma profondamente simbolico: una degustazione di biscotti realizzati secondo le ricette originali della santa, preparati con maestria dallo chef Rolando Paganini.
Un gesto semplice, ma potente, che ha riportato alla mente il valore della cucina come cura e consapevolezza. Quei biscotti, a base di spezie e ingredienti naturali, evocano il pensiero di Ildegarda come nutrimento dell’anima e del corpo, incarnando in un morso l’essenza di una donna che ha saputo unire spirito e materia, scienza e fede, sapere e sensibilità. Quali ingredienti ha utilizzato lo chef Paganini?
Farina di farro, spezie macinate, burro, tuorlo d’uovo, zucchero di canna, sale, lievito e mandorle macinate.
L’assaggio ha suscitato un grande apprezzamento corale, a testimonianza di quanto siano attuali le indicazione di Ildegarda: biscotti indicati per i temperamenti malinconici, per coloro che sono soggetti ad ammalarsi di nervi, a deprimersi ed intristirsi.
Situazioni che la monaca considerava assai pericolose al fine della vita spirituale perché chi ne soffre “è incapace di gioia, di fede e di speranza”.
L’incontro in San Caprasio non è stata dunque una semplice lezione di storia, ma una riflessione attualissima sul ruolo della donna, sulla medicina integrata, sul valore del benessere interiore, offerta attraverso la lente acuta e appassionata di Emilia Petacco, che ha saputo restituire al pubblico un voce antica, eppure profondamente contemporanea.