Celebrata solennemente domenica 27 luglio a Filattiera la festa e rinnovato il voto

La festa della Madonna Addolorata, meglio conosciuta come “Madonna del terremoto” per aver protetto il paese dalle violente scosse del 1903, è stata celebrata, il 27 luglio, con particolare solennità, fede e partecipazione secondo il programma predisposto dal parroco mons. Antonio Costantino Pietrocola.
Prima si sono svolti sacri riti e recita del Rosario in ogni agglomerato della parrocchia, poi, nel giorno della vigilia, l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione eucaristica, le confessioni i primi Vespri solenni e la benedizione.
Domenica 27 la celebrazione di tre S. Messe (9 e 11 in Santa Maria; alle 18 nella Pieve di Sorano); mons. Antonio, nelle omelie, ha detto “Celebriamo la fedeltà di una promessa, quella dei padri, che, nel 1904, fecero arrivare da Torino la statua, in legno, dell’Addolorata, a conferma che solo ciò che dura nel tempo ha valore e non la fugacità delle tante cose di oggi, sentimenti compresi. C’è una memoria nella fede perché essa è un cammino durante il quale Dio si fa sentire e Maria è Colei che intercede. Tutti abbiamo una storia: personale, familiare e comunitaria. Nella storia della comunità di Filattiera c’è l’intervento di Maria, del tocco della sua mano materna, che vuole crescere i suoi figli come figli di Dio, consapevoli delle nostre fragilità e della mancanza di ‘assicurazioni terrene’ per parare i colpi della vita. Non siamo autosufficienti, anche se il mondo odierno mostra spavalderia cercando, spesso, di offuscare la presenza di Dio. Abbiamo bisogno di Lui, del Cristo Risorto, della Mamma Celeste per cui la nostra festa che comprende anche corollari esteriori apprezzabili, come fiori e addobbi, richiede devozione, con la gioia di cantare il Magnificat”.

Alle ore 21, solenne Pontificale, in piazza Castello, presieduto da mons. Alfonso Vincenzo Amarante, arcivescovo titolare di Sorres e Rettore della Pontificia Università Lateranense. Presente il nostro vescovo mons. Mario Vaccari con tanti confratelli, diaconi, ministranti. Autorità civili, militari, rappresentanti di Associazioni di volontariato ed Alpini. Dopo la proclamazione del Vangelo la sindaca Annalisa Folloni, affiancata dal vicesindaco Giuliana Filippi e dalla Polizia comunale con il gonfalone, ha offerto il cero votivo, nel solco degli avi, acceso davanti all’immagine della Madonna. Molto incisiva l’omelia.

“La pericope biblica che abbiamo ascoltato, ritrae Maria ai piedi della Croce, chiamata a dire un nuovo ‘sì’ alla volontà del Padre. Del resto Dio non ci dice tutto all’inizio. Ci fa crescere con una serie di ‘sì’, a volte, gioiosi, altre volte dolorosi. Maria, prima discepola del suo Figlio, nonostante lo strazio nell’assistere alla crocifissione del Figlio, si rimette in cammino e pronuncia, per tutti noi, il ‘sì’ della maturità che genera conseguenze precise per l’umanità divenendo Madre della Chiesa. Occorre imparare a sostare al Calvario, per rileggere la Passione e la Resurrezione con gli occhi della Vergine. Nel Vangelo ci sono tre verbi importanti: vedere, stare e accanto, che, in greco, significa ‘stare vicino’. Urge allora gettare sguardi profondi sulle povertà dell’uomo di oggi, cercando di comprendere i bisogni del prossimo non da spettatori, bensì da fratelli. Lo ‘stare’ di Maria ci insegna ad aderire alla realtà, pur complessa, senza fughe in avanti, verso tempi che non sono ancora, o, peggio, fughe indietro. La fede della Madonna è fede provata, che avanza, che partecipa alla missione del Figlio. Fede contemplativa che non si alimenta di parole ma dello stare con il Signore testimoniando che la fede ‘mariana’ possiede una connotazione tipicamente femminile che integra quella petrina. Maria evoca simbolicamente l’immagine di Dio, quale Madre. È la nuova Eva e la Chiesa”.

A seguire processione nei borghi addobbati ed illuminati, mentre i canti mariani e le preghiere si sono alternate ai brani musicali eseguiti dalla Banda di Filattiera guidata dal maestro Ivano Poli.

Momento conclusivo in piazza Castello, dopo il canto delle Litanie Lauretane. Tutta la comunità filattierese, e non solo, radunata e stretta attorno all’Addolorata.
Il vescovo fra’ Mario ha invitato i numerosi presenti a pregare per le vittime innocenti delle guerre chiedendo l’intercessione della Mamma Celeste, perché Maria è la credente per eccellenza. Il parroco, all’inizio della celebrazione ed alla fine ha ringraziato tutti, in particolare, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che si sono attivati per rendere la festa ancora più bella.
Un riconoscimento particolare al Coro S. Giorgio, diretto dal maestro Pierfrancesco Carnesecca, che ha cantato la Messa “Cerviana” del Perosi. Alla Banda Musicale, alla Confraternita che ha permesso la lunga processione, ai cavalieri del Santo Sepolcro… Ed aggiungiamo, noi, a Caterina Carnesecca voce solista. L’epilogo della festa si è svolto, la sera del 28 luglio, con la Messa per tutti i defunti della parrocchia. Mentre ciascuno di noi, nel silenzio del cuore, ha sussurrato “Mi abbandono, Mamma, nelle tue mani perché voglio irrobustire la mia fede”. Ivana Fornesi



