Compiuto il corso della seconda decade di maggio, le vicende non si sono discostate per più di un giorno – tolto il radioso esordio di 48 ore – dalle alterne condizioni di variabilità, instabilità e tempo perturbato.
Nella settimana centrale in esame, solo venerdì 16 si è potuto annoverare tra i giorni sereni, mentre nella prima quindicina lo erano stati solo l’1 e il 2. Sono situazioni queste, sperimentate tante volte e che non devono stupire. Dalla variabilità o instabilità perturbata, si è passati all’instabilità termoconvettiva, che si distingue per i caratteristici temporali pomeridiani.
Martedì 13 il tempo era veramente ‘irrequieto’ poiché, non pago dello show di tuoni, fulmini, rovesci e cenni di grandine nella prima parte del pomeriggio, ulteriori manifestazioni temporalesche, sul far della sera, sono insorte nel territorio zerasco dopo quelle di poche ora prima a zonzo in parte della Lunigiana.
Mercoledì 14, gli scrosci si sono presentati in anticipo, in orario più prandiale che post-prandiale, ma si sono trattenuti sui rilievi montuosi a nord i Pontremoli senza scendere a valle.
Giovedì 15, ecco invece una variante al programma: i temporali pomeridiani si sono rivelati piuttosto blandi, mentre a tarda sera è giunto da Nord un temporale frontale prodigo di molte fulminazioni non nube-terra, bensì nube-nube, che hanno illuminato a giorno le zone via via interessate attraversando la provincia dalla Cisa al Cinquale.
Raffiche di vento, pioggia intensa per un breve intervallo (una mezz’ora in genere un po’ dovunque) e un gran brontolare di tuoni con il continuo balenìo delle saette si sono sfogati al transito del fronte freddo (a Pontremoli, dalle 23,20 a mezzanotte).
La freschissima tramontana levatasi, che ha continuato a soffiare dopo la fuga del temporale verso sud, ha restituito l’orizzonte più limpido l’indomani, venerdì 16: unico giorno, si diceva, veramente bello della settimana.
Il clima frizzante si è stemperata solo nel tardo pomeriggio e, con l’aria tersa e asciutta congiunta alla serenità del cielo, era attesa una discesa della temperatura senza freni la notte successiva.
A sorpresa, però, la lesta ricomparsa delle nubi dal mare non appena quietatisi i refoli boreali ha rallentato il calo termico, cosicché all’alba di sabato 17 i termometri non sono scesi troppo.
Sia il sabato che la domenica, molte nubi si sono accampate sul nostro spazio aereo; non sono mancate le schiarite, ma neppure gli intensi annuvolamenti, che hanno recato deboli piogge e piovaschi nelle ore centrali e del pomeriggio di sabato, risultate assai fresche allo spirare di un sensibile vento dettato dalle correnti occidentali.
Poco dissimile il tempo di domenica, che ha però risparmiato il ripetersi di precipitazioni di sorta. Nuvolosità variabile, a tratti intensa, si è proposta pure lunedì, ma con ventilazione più mite e temperatura in aumento, specie nei valori minimi.
Il peggioramento atteso per il pomeriggio di martedì 20 è risultato un tantino in ritardo, poi arrivato annunciato da qualche rovescio affacciatosi a partire dalle Alpi Apuane.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



