A Fivizzano la celebrazione provinciale della Liberazione

Si è svolta a Fivizzano la celebrazione provinciale dell’80° anniversario della festa civile del 25 aprile, data che segnò la fine della guerra, la riconquista della libertà, l’inizio di un processo democratico, “la fine di un incubo”, come ha detto il Sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti, che per primo ha pronunciato il discorso commemorativo in Piazza Medicea, dopo aver reso omaggio, in Piazza della Libertà, alle 36 vittime civili del bombardamento alleato su Fivizzano del 13 luglio del 1944.

Da lì si è formato il corteo, accompagnato dal suono della banda “G. Puccini” di Moncigoli, dei rappresentanti di tutte le Istituzioni e delle Associazioni della Provincia con le loro bandiere e i loro gonfaloni, che ha raggiunto, prima, Piazza Garibaldi, per la deposizione della corona al Monumento ai Caduti, poi, Piazza Medicea, per gli interventi delle autorità: del Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, del Consigliere Regionale Giacomo Bugliani, del Presidente Provinciale ANPI Giancarlo Albori, del Prefetto Guido Aprea, di Agnese Pini, Direttrice QN, incaricata dell’orazione ufficiale.
Le parole e le riflessioni su cui si sono maggiormente soffermati gli oratori sono state “pace”, “democrazia”, “libertà”, “giustizia”, ognuna delle quali presuppone l’esistenza delle altre e tutte soppresse, durante il periodo fascista.

Per questo il “25 aprile deve essere considerata come la data più importante del nostro Paese”, ha detto Agnese Pini, che ha esaltato, nel suo intervento, “i valori della democrazia, la condanna dell’antisemitismo, il rifiuto di ogni forma di censura, valori che devono essere di tutti come lo furono 80 anni fa per i partigiani. Se saranno rispettati, saranno onorati la loro memoria e i gonfaloni delle Istituzioni”, che per la nostra Provincia, ha ricordato il Presidente Lorenzetti, “valgono 10.000 partigiani, 629 caduti, 1250 mutilati e invalidi, 795 vittime delle rappresaglie”, riferendosi anche al “contesto speciale, nel territorio, in cui si stava svolgendo la manifestazione”, Fivizzano, dove la barbarie dell’umanità ha raggiunto “il punto più basso”, ha sottolineato il Prefetto Aprea.

Finalmente, però, con la Liberazione “si è passati da una stagione di buio a una di luce (sono parole di Bugliani) e quella data non ha solo una dimensione storica, ma anche morale….contro l’odio e le negazioni”. “Dobbiamo essere grati alla Resistenza, senza la quale non si sa che Italia avremmo avuto oggi, ma bisogna fare attenzione, perché ancora oggi c’è chi non riesce a pronunciare la parola antifascismo”. Così si è espresso nel suo discorso il Presidente ANPI Albori, che ha ricordato anche l’incontro avuto dai vertici della CGIL con Papa Francesco, “durante il quale il Pontefice li sollecitò all’impegno per i diritti dei lavoratori”.

Bellissima la conclusione di Agnese Pini, che ha citato “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino nel passo in cui i partigiani vengono paragonati “ad un mare di lucciole scintillanti”. C’è consapevolezza di quanto accaduto dagli anni venti alla fine della guerra, anche tra i giovani, ma bisogna stare attenti “ai piccoli smottamenti, che danno vita alla storia e che non sono facilmente individuabili, ma che potrebbero mettere in crisi i valori che oggi si danno per scontati”. Basta constatare quante sono le guerre in atto oggi nel mondo, “di fronte alle quali, scrive lo scrittore Lorenzo Guadagnucci, il potere istituzionale è spesso silente”.
Andreino Fabiani
Il 27 Aprile Pontremoli ha festeggiato l’80° anniversario della Liberazione

Pontremoli ha festeggiato l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo domenica 27 aprile, giorno nel quale la città fu liberata ottant’anni fa. La cerimonia, che ha avuto un prologo la mattina precedente con l’inaugurazione della mostra di ANPI e ISRA nel palazzo del tribunale, si è svolta a partire dalle 9 in piazza della Repubblica con la deposizione di corone d’alloro e mazzi di fiori ai piedi di alcune delle lapidi più significative.
Il corteo, aperto dalla Musica Cittadina, si è poi diretto in piazza dell’Unità d’Italia: qui gli omaggi a mons. Giovanni Sismondo, ai Caduti di tutte le guerre e ai Partigiani portati dalle autorità cittadine. Presenti il sindaco Jacopo Ferri, la vice Clara Cavellini, le consigliere Elisabetta Sordi ed Elena Battaglia, ufficiali e sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri, la Polizia Municipale, numerose rappresentanze delle associazioni con labari e bandiere. Significativa la partecipazione del Coro dell’UniTre Pontremoli-Lunigiana che ha eseguito cinque brani a tema.
Hanno concluso la celebrazione gli interventi del sindaco di Pontremoli e del presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Apuana, Paolo Bissoli che hanno ricordato i difficili e drammatici venti mesi dell’occupazione, quanti hanno sacrificato la propria vita per la nostra libertà, per la democrazia, l’impegno di chi come il Vescovo Sismondo si è battuto per evitare il peggio, con l’auspicio che venga riconosciuto il bene universale della pace.









