L’inverno difficile delle ferrovie toscane: disagi anche per i pendolari della Lunigiana

Percorrenze lente, treni diretti soppressi, coincidenze inconciliabili e tanti ritardi. 

Un autunno-inverno difficile per i pendolari toscani. Lo segnalano le cronache regionali, fitte di notizie su disservizi e ritardi sulle linee della Toscana.

Dal bonus pendolari erogato su tutte le 14 linee toscane lo scorso ottobre per l’accumularsi di ritardi superiori a quelli tollerati dal contratto di servizio tra Trenitalia e Regione, alla manifestazione di domenica scorsa a Borgo San Lorenzo per denunciare lo stato di abbandono in cui versa la linea Faentina, fino alle continue soppressioni di corse denunciate dal comitato Pendolari Pisa-Lucca-Aulla, il tema del trasporto pubblico locale è sempre in primo piano e si appresta a diventare uno dei temi della prossima campagna elettorale regionale.

Anche le linee che connettono la Lunigiana ai territori circostanti scontano problemi e disservizi, che molti pendolari segnalano alla nostra redazione. A suscitare le maggiori contestazioni sono i collegamenti con la costa tirrenica, dopo che due anni fa sono stati ridotti al minimo i treni diretti tra Pisa e la Lunigiana.

Per gli utenti delle ferrovie della regione viaggiare è sempre più un sacrificio.

Esemplificativo dei maggiori tempi di percorrenza indotti dalla scelta di costringere i passeggeri al cambio a Vezzano Ligure è il regionale in partenza da Pontremoli alle 12.09, in passato un “diretto” che arrivava a Firenze in circa 3 ore. Adesso lo stesso treno prevede un primo cambio a Vezzano, 57 minuti di attesa, un secondo cambio a Pisa e un tempo di percorrenza complessivo di quasi 4 ore.

A complicare collegamenti resi difficili dalle scelte politiche ci sono ora anche i lavori sulla tratta tra Pisa e Spezia, cominciati a gennaio e con chiusura dei cantieri a fine giugno. Ai ritardi, inevitabili nonostante tutti gli accorgimenti possibili, si sommano modifiche come quella che riguarda il regionale 18446 che ogni pomeriggio partiva da Pisa alle 16.35 e arrivava senza cambi a Pontremoli. Con l’inizio dei cantieri la partenza del convoglio è stata posticipata ma è stato scelto di fare terminare la corsa ad Aulla.

Lo stazionamento alla stazione di Pontremoli

La motivazione? I pendolari riferiscono di “problemi di stazionamento a Pontremoli”. Il risultato è costringere i passeggeri ad altri 20 minuti per risalire su un treno proveniente dalla Spezia. Ma anche disagi facilmente attenuabili sembrano problemi insormontabili. Ne sanno qualcosa studenti e lavoratori che per recarsi a Carrara o Massa trovano troppo anticipato il “Firenze”, che adesso parte da Pontremoli alle 5.52 e troppo tardi la corsa delle 7.09 con l’inevitabile cambio a Vezzano. Nell’attesa che si dia un giorno compimento alla annosa richiesta di avere un diretto per la costa tirrenica che parta alle 7 da Pontremoli e apra le porte nelle stazioni apuane 50 minuti dopo, i pendolari più smanicati hanno osservato nelle pieghe dell’orario che il treno 19273 delle 6.34 ferma a Vezzano alle 7.07, stesso minuto in cui ferma il La Spezia – Pisa: basterebbero modifiche alla traccia oraria dei due treni di soli 3-4 minuti per garantire un’opportunità in più ai pendolari, ma la cosa sembra impossibile.

Vanno meglio le cose per chi si muove dalla Lunigiana verso Genova, anche se l’inserimento di nuovi treni a fine marzo, con l’inizio della stagione turistica alle Cinque Terre, ad alcuni fa temere che alcune coincidenze alla stazione della Spezia possano anche saltare. I collegamenti da e verso l’Emilia e il Nord in generale soffrono di altri problemi. Ai difetti del “memorario”, non ancora risolti nonostante i tanti solleciti giunti dagli amministratori locali della Lunigiana e della Val di Taro, si affiancano alla dilatazione dei tempi di percorrenza delle corse: i treni a “lunga percorrenza” sono stati del tutto smantellati, ad eccezione del Milano (non più diretto alla stazione centrale ma a Porta Garibaldi), divenuto oramai un locale con formate e moltiplicate e tempi di percorrenza superiori di oltre 40 minuti rispetto a quelli di 20 anni fa.

Borgallo e Roccamurata: al via nuovi interventi per superare le criticità strutturali dei due tunnel

La galleria del Borgallo
La galleria del Borgallo

Ma oltre alle incongruenze degli orari rispetto ai bisogni dell’utenza a preoccupare, in prospettiva, sono i problemi dell’infrastruttura ferroviaria. Mentre sembra oramai certa la sesta estate di chiusura della linea Aulla-Lucca, con i danni che ne conseguono al turismo e un ritorno ad un servizio efficiente per i pendolari della zona che sembra irraggiungibile, anche sulla Parma – La Spezia si avvicina una nuova stagione di cantieri. Tra Pontremoli e Berceto la linea potrebbe chiudere tra la fine di aprile e la metà di giugno per dare seguito ai lavori intrapresi tra le due stazioni.

E’ dal lontano 2009 che per oltre un mese all’anno la linea viene interessata a importanti lavori di manutenzione. Negli ultimi anni è stato scelto di non aprire i cantieri nei mesi estivi ma in quelli primaverili, con disagi maggiori per studenti e pendolari. Sotto la lente dei tecnici di RFI sono in particolare la galleria nei pressi del rio Bastardo, a Roccamurata, interessata da rilevanti criticità strutturali conseguenti ai movimenti della montagna sovrastante, e la galleria del Borgallo, anch’essa da molti anni “osservata speciale” ma sul cui stato di salute si sa poco o nulla. Quel che è certo che in alcuni tratti dei due tunnel i treni procedono da tempo a velocità limitate – non certo un segnale confortevole – e che in attesa di una soluzione definitiva ai problemi, per i pendolari si prospetta un altro periodo di trasbordi in autobus.

Davide Tondani