Un altro ‘maggio ortolano’

Un noto proverbio recita maggio ortolano / tanta paglia e poco grano. Una versione dello stesso detto, riportata dal calendario appeso in cucina, esprime così la stessa situazione: se a maggio piove ogni momento, tanto fieno e poco frumento.
Il succo, in effetti, non cambia, ad indicare come la frequenza delle precipitazioni in questo mese sia più propizia alle colture orticole che non agli estesi campi di spighe pronte a biondeggiare.
S’intende che, all’acqua, il tempo maggiolino deve pur alternare il sole, necessario anche per piselli, insalate, ravanelli, fave e tutto quanto cresce nel terreno dietro casa. Pioggia sì, ma occorre, appunto, la giusta temperatura con la giusta dose di soleggiamento.
Un maggio che sia freddo oltre che assai piovoso (ad es., le famigerate edizioni del 1984, 1991, 2013 e 2019 per restare ad annate non remote) è una condanna per il settore primario.
Negli ultimi anni, sono stati più frequenti i mesi di maggio ortolani, e questo dopo che si era registrata una tendenza più asciutta del mese finale del trimestre primaverile fra il 2000 e il 2009.
Gli eccessi in un senso o nell’altro sono sempre poco utili al mondo verde delle piante e non solo. Si pensi alla grave situazione determinata dal maggio alluvionale dello scorso anno in Romagna ed Emilia orientale e ai fenomeni violenti scatenatisi anche nell’ultima settimana in più aree della Pianura Padano-Veneta.
Si tratta di due facce della stessa medaglia: maltempo prolungato e più generale nel primo caso, parossismo nel secondo dovuto ad acuta instabilità atmosferica più localizzata.
In questa fase di metà maggio 2024 ormai affacciato alla terza decade, ci è stato proposto un menu variegato: non sono mancate le belle giornate – in particolare quella molto soleggiata di sabato 18 – e non è venuta meno l’acqua piovana, scesa senza esagerare la sera del 14, la notte del 15 con un successivo ritocco a metà pomeriggio e, di nuovo, tra lunedì 20 e martedì 21.
L’instabilità pomeridiana termo-convettiva, ancora attesa da giovedì 16 a domenica 19, è letteralmente sfumata dalla carte di previsione – senza alcun rimpianto da parte nostra – a metà della settimana scorsa, dopo che era stata ormai messa nero su bianco.
Da inizio mese, il cielo sereno si è avuto solo il 10, 11 e 18 maggio (un venerdì e due sabati); le tre domeniche del 5, 12 e 19, pur non serene nel complesso, hanno goduto di condizioni di parziale nuvolosità senza precipitazioni, il che è stato davvero niente male.
Il tempo ha retto poi il lunedì mattina, mentre a mezzogiorno il cielo sempre più plumbeo e i rovesci già attivi sui rilievi circostanti sono stati la prima spia del graduale peggioramento, anche a sfondo temporalesco, seguìto nelle ore pomeridiane e serali del 20 e notturne di martedì 21.
L’apporto si è distribuito abbastanza bene sul territorio provinciale, 20-30 sono caduti un po’ dovunque con qualche tratto – anche non montano – che ha raccolto fino a 40 e 50 mm.
A Pontremoli, che aveva ricevuto circa 16 mm nell’episodio di metà settimana scorsa, si sono aggiunti altri 33,2 mm. Il mese, a questo punto, viaggia oltre i 150 mm (la norma ultracentenaria gliene ‘assegna’ circa 115), ma di piovere pare averne ancora voglia, sicché non è tempo di conti.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni